Visualizzazione post con etichetta difesa del paesaggio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta difesa del paesaggio. Mostra tutti i post

martedì 6 dicembre 2022

La storia di Pino Masciari, imprenditore calabrese, testimone di Giustizia , cittadino onorario anche di Pinerolo, torna ad interrogare le nostre coscienze e le Istituzioni preposte alla tutela sua e della sua famiglia

Pino Masciari, imprenditore calabrese, testimone di Giustizia , cittadino onorario anche di Pinerolo, lo scorso 15 ottobre 2022 ha ricevuto dalla Prefettura di Torino la comunicazione che la sua scorta sarebbe stata revocata. Una notizia del tutto inaspettata e che -di fatto- fa precipitare la vita di Pino Masciari e della sua famiglia in una grave incertezza perché, senza scorta, quelle  vite vengono esposte nuovamente al pericolo di una possibile ritorsione mafiosa.
Ad oggi, numerose le prese di posizione a favore dell'imprenditore calabrese, testimone di Giustizia: appelli sono stati presentati da amministrazioni locali ed esponenti politici di vari schieramenti; interrogazioni sulla vicenda sono state presentate sia alla Camera che al Senato. Ma, alle tante manifestazioni di solidarietà e vicinanza, sinora ha fatto da contraltare il silenzio delle Istituzioni che dovrebbero pronunciarsi su quanto accaduto.

Una promessa di impegno da parte della comunità
Come gruppo "Associazione Rita Atria Pinerolo" abbiamo atteso una presa di posizione anche da parte dell'amministrazione pinerolese a sostegno della vita di un nostro concittadino e della sua famiglia; nostro concittadino che, fra i pochi in Italia, ha denunciato la ‘ndrangheta e le sue collusioni sinanco col mondo delle istituzioni e della politica. 
Abbiamo sempre pensato che il conferimento della cittadinanza onoraria ad un testimone di Giustizia quale Pino Masciari costituisse anzitutto un impegno assunto da parte delle  stesse comunità: rendere riconoscibili, e riconosciuti dalle comunità, i principi incarnati dalla storia di Pino Masciari; ovvero, la necessità di mettere in atto  pratiche e politiche concrete volte a impedire  le condizioni che favoriscono l'infiltrazione e la presenza delle organizzazioni mafiose nel tessuto sociale, economico e produttivo, di una comunità. Ricordiamo che il primo baluardo contro le mafie è considerato la nostra stessa Carta Costituzionale. A nostro parere, proprio nei suoi Principi Fondamentali si ritrovano gli stimoli e le indicazioni a cui debbono fare riferimento comunità e amministrazioni che vogliano impegnarsi responsabilmente contro le mafie ( e contro il pensiero mafioso): la difesa della dignità dell’uomo, il diritto al lavoro, allo studio, alla salute; la difesa del territorio-paesaggio, della sua memoria e della sua cultura; la trasparenza amministrativa e la partecipazione della comunità all'elaborazione di politiche  lungimiranti, eque e sostenibili; i diritti riconosciuti a coloro che sono in difficoltà, agli stranieri, ai migranti. 
Facile comprendere quanto sia lungo il cammino ancora da compiere per costruire “anticorpi” efficaci che pongano le comunità al riparo dalle lusinghe devastanti delle mafie.
A questo ci richiama la storia di Pino Masciari, imprenditore calabrese, testimone di Giustizia, anche cittadino di Pinerolo.

Il comunicato diramato dalla Amministrazione della Città di Pinerolo in data 05.12.2022 

l’amministrazione del comune di pinerolo chiede il mantenimento della scorta a Giuseppe (detto Pino) Masciari

Premesso che:

        Pino Masciari è un imprenditore calabrese che, a seguito di pressioni, estorsioni e minacce subiti, dal 1994 iniziò a denunciare i fatti di mafia di cui era stato testimone

        A seguito di tali denunce, dopo essere stato oggetto di attentati e concrete minacce di morte, nel 1997 fu sottoposto al programma di protezione per i testimoni

        Nel 2004 è stato revocato il programma speciale di protezione

        Pino Masciari è cittadino onorario di moltissime Città e comuni italiani

Tenuto conto che:

        Avverso la revoca del programma di protezione Pino Masciari fece ricorso al TAR del Lazio il quale, nel 2009, gli diede ragione sancendo l’inalienabilità del diritto alla sicurezza, l’impossibilità di sistemi di protezione o programmi a scadenza temporale predeterminata e ordinando al Ministero di attuare le delibere su sicurezza, reinserimento sociale, lavorativo, risarcimento dei danni

        Successivamente a tale sentenza continuò ad essere oggetto di intimidazioni da parte della 'ndrangheta, nonostante il programma di protezione

        Nel 2010 ha concordato col Ministero dell'Interno l'interruzione del programma di protezione speciale, pur continuando a vivere sotto scorta

Considerato che:

        Il 15 ottobre 2022 (con comunicazione n. 353/4/OPS), il Ministero dell'Interno ha dato avvio al procedimento finalizzato alla revoca del dispositivo tutorio per sé e per la sua famiglia

        Pino Masciari attualmente vive in Piemonte, territorio in cui, oramai, la 'ndrangheta è radicata da tempo (come dimostrano le sentenze Albachiara, Minotauro, Platinum, ecc.) e quindi vive in costante pericolo di vita proprio per le denunce da lui avanzate del sistema mafioso calabrese

        La scorta rappresenta quindi un elemento fondamentale per l’incolumità sua e della sua famiglia, rappresenta inoltre un elemento concreto dello Stato nel contrastare le attività mafiose e un segnale forte e tangibile di protezione nei confronti di coloro che si ribellano alle mafie

Valutato che:

        Il Ministero dell’Interno ha riconosciuto, e da sempre riconosce, la valenza della testimonianza del Masciari e la sua peculiarità quale imprenditore in attività al momento della testimonianza, in difformità dalla quasi totalità degli imprenditori che decidono di testimoniare solo in seguito alla rovina economica delle loro attività (Memorie Ministero dell’Interno n. 434/2005 1^ Sez. Ter. TAR del Lazio)  

Visti, quindi, l'enorme importanza che riveste Pino Masciari nella lotta contro i fenomeni mafiosi - il Comune di Pinerolo ha dato la cittadinanza onoraria a Pino Masciari con la Delibera del Consiglio Comunale n. 9 del 26 marzo 2009 - e la sua situazione tangibile di rischio di morte a seguito delle sua attività di denuncia, l’amministrazione di Pinerolo è fortemente contraria alla richiesta di privazione di ogni programma di protezione visto che pongono la vita di Pino Masciari e della sua famiglia in grave rischio.

Firmatari

Amministrazione Comune di Pinerolo


Chi è Pino Masciari

“Il mio nome è Giuseppe (Pino) Masciari, imprenditore edile, calabrese, nato a Catanzaro nel 1959. Sono stato sottoposto a programma speciale di protezione dal 18 ottobre 1997, insieme a mia moglie (medico odontoiatra) e ai miei due bambini. Dal 2010, fuoriuscito dal Programma Speciale di Protezione, vivo sotto scorta. Ho denunciato la ‘ndrangheta e le sue collusioni con il mondo della politica. La criminalità organizzata ha distrutto le mie imprese di costruzioni edili, bloccandone le attività sia nelle opere racket della ‘ndrangheta. Il sei per cento ai politici e il tre per cento ai mafiosi, ma anche angherie, assunzioni pilotate, forniture di materiali pubbliche che nel settore privato, rallentando le pratiche nella pubblica amministrazione dove essa è infiltrata, intralciando i rapporti con le banche con cui operavo. Non ho accettato le pressioni mafiose dei politici e del racket della ‘ndrangheta. Fummo allontanati dalla nostra terra per l’imminente pericolo di vita in cui ci siamo trovati esposti, insieme alla mia famiglia”.

La scorta revocata 

Lo scorso 17 novembre Pino Masciari è stato audito dalla Commissione Legalità del  Comune di Torino. In quella occasione, oltre a chiedere conto delle motivazioni che hanno portato alla revoca della tutela di cui sinora ha avuto dirittto, Pino Masciari ha consegnato simbolicamente il suo testamento: 
"Queste mie parole hanno valore di testamento nel caso in cui dovessi morire. Se qualche sentenza dello Stato rimane inapplicata, quelle della criminalità organizzata prima o poi vengono eseguite e la decisione della revoca è incauta e irragionevole e assume il significato di condanna a morte di un uomo e un padre che ha creduto nello Stato. La nostra vita non può essere trattata come una pratica amministrativa. (...) Ho già consegnato la mia vita allo Stato ma se oggi sono diventato un peso per lo Stato, e devo vivere pensando che possa sempre essere l'ultimo giorno, questa non è vita. Se devo essere l'agnello sacrificale per aver fatto quello che dovremmo fare tutti, allora significa che ho sbagliato e mi auguro che lo Stato ci ripensi". 

COMUNICATO STAMPA - AMICI DI PINO MASCIARI - 1 DICEMBRE 2022
La lunga attesa
Gli “Amici di Pino Masciari” chiedono: “È tutto fermo da quarantacinque giorni, dal 15 ottobre, giorno della notifica dell’atto con il quale si comunicava alla famiglia Masciari l’avvio del procedimento volto alla revoca del servizio di scorta. Ci sono stati numerosi appelli delle amministrazioni locali e di politici, in modo del tutto trasversale. Sono state presentate interrogazioni alla Camera e al Senato, sia a risposta scritta che a risposta orale. Eppure il silenzio da chi dovrebbe pronunciarsi si prolunga. Pino Masciari e la sua famiglia hanno diritto ad avere risposte, ad avere il rispetto che è loro dovuto. Crediamo che questo tempo di inutile attesa non sia più umanamente accettabile! Per quanto tempo ancora la famiglia Masciari deve sostare in un limbo di incertezze, tra la vita e la "non vita", dopo già venticinque anni di esilio? Perché tutto questo silenzio?

Pino Masciari è cittadino onorario di Pinerolo dal 2009 

Il 27 Novembre 2008  il Consiglio Comunale di Pinerolo, allora sindaco Paolo Covato  e presidente di quel Consiglio il compianto Alberto Barbero, pubblicava le dichiarazioni che si possono leggere di seguito e che avrebbero accompagnato le procedure per conferimento della cittadinanza onoraria a Pino Masciari, imprenditore calabrese, testimone di Giustizia. Ci piace riportare una frase di quel comunicato: “(…)riconoscendo l’elevato valore morale della sua azione (di Pino Masciari, ndr), del suo sacrificio e dell’esempio civico a cui non si può essere indifferenti”. Ma già in quel momento Pino Masciari doveva far fronte a provvedimenti che suscitavano perplessità, come evidenziato dalla richiesta che lo stesso ConsiglioComunale di Pinerolo rivolgeva alle autorità competenti:”(…)Il Consiglio Comunale RIVOLGE appello alla commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata Mafiosa affinché riesamini la posizione del signor Masciari in relazione ad un corretto programma di protezione nei confronti della sua persona e dei suoi familiari(…):

IL CONSIGLIO COMUNALE DI PINEROLO
ESPRIME grande apprezzamento per il coraggio e la determinazione del signor Pino Masciari nel denunciare la criminalità organizzata, le infiltrazioni nelle istituzioni e le collusioni politiche.
RIVOLGE appello alla commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata Mafiosa affinchè riesamini la posizione del signor Masciari in relazione ad un corretto programma di protezione nei confronti della sua persona e dei suoi familiari e si garantisca un corrente indennizzo per i danni da lui subiti in relazione alla libera scelta testimoniale.
RICONOSCENDO l’elevato valore morale della sua azione, del suo sacrificio e dell’esempio civico a cui non si può essere indifferenti.
SI IMPEGNA ad avviare le procedure per il conferimento della cittadinanza onoraria al signor Pino Masciari.

Riunito in seduta straordinaria il Consiglio Comunale di Pinerolo, il 26 marzo 2009 il sindaco di Pinerolo Paolo Covato conferiva la Cittadinanza Onoraria a Pino Masciari, ribadendo le dichiarazioni che avevano accompagnato le procedure per conferimento della stessa onoreficenza.

#pinomasciari

https://www.pinomasciari.com/diritti-ancora-negati/

martedì 22 settembre 2015

Maurizio Pallante "Il movimento della Decrescita Felice", le esperienze, il Territorio

Anche noi del presidio LIBERA "Rita Atria" invitiamo a riflettere su temi che, lungi dall'essere esercizi di astratta filo-sociologia, riguardano la conduzione, la pratica quotidiana, delle nostre esisitenze. Quanto leggiamo sulla locandina di presentazione dell'incontro va esattamente nella direzione delle battaglie culturali che, gruppi e associazioni differenti, qualche movimento politico, combattono sul tema generale della difesa dei "beni comuni". L'incontro con Maurizio Pallante si terrà giocedì 24 settembre 2015 , a Pinerolo, presso lo "Stranamore", in via Bignone n. 89 
Vi invitiamo a partecipare come "cittadine e cittadini responsabili", per conoscere, partecipare, contribuire -con esperienze e 'impegno etico- al bene lungimirante della nostra comunità
" E’ giunto il momento di costruire un cambio di paradigma culturale. Bisogna costruire luoghi fisici ove il mondo e le comunità dell’auto-produzione e della sostenibilità possano incontrarsi quando lo desiderano. Bisogna realizzare spazi per favorire il dialogo e l’incontro volto a realizzare imprese e impieghi utili per rigenerare i nostri stessi luoghi, e consumare beni e merci secondo regole etiche che riconoscono il valore della sovranità alimentare. Bisogna realizzare una politica economica finalizzata a consolidare l’autosufficienza e la resilienza delle realtà locali costituiscono uno straordinario punto di forza. Contestualmente, occorre mettere in atto politiche e pratiche concrete fondate su uno dei principi della Cosituzione italiana, laddove (art. 9) si pone la tutela del Paesaggio come elemento cardine della Nazione. Occorre quindi fermare l’espansione urbanistica dei territori ed avviare una politica finalizzata a ripristinare la bellezza dei paesaggi, riducendo la quantità e migliorando la qualità degli edifici esistenti.
A tal fine non si potrà prescindere dall’avviare progressivi processi di decostruzione delle aree urbane più degradate e la loro rinaturalizzazione, sull’esempio di quanto sta avvenendo a Detroit. Al contempo si dovrà procedere alla riqualificazione degli edifici esistenti, in particolare dal punto di vista energetico, non soltanto perché ciò consente di ridurre nella maniera più significativa le emissioni di anidride carbonica, ma anche perché la riduzione delle dispersioni termiche non comporta peggioramenti delle condizioni di benessere e ripaga i suoi costi d’investimento con la riduzione dei costi di gestione."
Questi alcuni dei temi del dibattito. 
Vi invitiamo a partecipare come "cittadine e cittadini responsabili"

Il Movimento per la Decrescita Felice (MDF) è stato fondato il 15 dicembre 2007 dopo un anno di confronti e discussioni tra le persone e i gruppi che si riconoscevano nella teoria delineata nel libro “La decrescita felice”, pubblicato nel 2005 da Maurizio Pallante. Il movimento si struttura in circoli territoriali diffusi sul territorio nazionale e in gruppi di lavoro tematici. Ciò che lo contraddistingue è un approccio “pragmatico” al tema della decrescita.
Il Movimento per la Decrescita Felice vuole essere parte della risposta alla domanda che sorge subito dopo aver letto un qualsivoglia libro sulla decrescita: ”Bello in teoria, ma io, nel mio piccolo, che posso fare?” Da soli si può far poco ma insieme le cose cambiano.
Vorrebbe, quindi, essere una sorta di catalizzatore in grado non solo di diffondere un pensiero, ma di fornire la possibilità, a chi vi si riconosce, di incontrarsi, di discuterne, di elaborarlo insieme e sopratutto di metterlo in pratica.
Maurizio Pallante (Roma, 1947), laureato in lettere, principalmente attivo come saggista, è presidente dell’Associazione Movimento per la Decrescita Felice. Da molti anni si occupa di politica energetica e tecnologie ambientali ed ha svolto lavori di consulenza per il Ministero dell’Ambiente riguardo all’efficienza energetica.
È il fondatore del Movimento per la Decrescita Felice e ne dirige le edizioni.
Collabora con Caterpillar, la nota trasmissione radiofonica di RaiDue, per la festa della Decrescita felice, di cui è il principale ispiratore. È membro del comitato scientifico della campagna sul risparmio energetico “M’illumino di meno” e della testata online di informazione ecologica “Terranauta”.

mercoledì 14 novembre 2012

Il presidio “Rita Atria” incontra l'arch. Luca Barbero, capogruppo del PD nel Consiglio Comunale di Pinerolo.


Sentinelle del territorio. Le vicende urbanistiche della città di Pinerolo.

L’urbanistica ci pare un tema importante in quanto, a nostro parere, può rappresentare un indicatore utile ad individuare gli scopi, gli indirizzi, il “progetto generale” che guida e determina il carattere di una amministrazione locale.


  1. (dal min. 1.50): Perché non è stato ancora posto in discussione l’attuale Piano Regolatore Generale di Pinerolo, da tutti considerato -a parole- superato e sovradimensionato ?
  2. (dal min. 6.20): Nel quadro tratteggiato si inserisce la Legge 106/2011 e la circolare regionale che ne precisa i criteri di attuazione. Vuoi dare un giudizio su questa legge?
  3. (dal min. 10.50): Quali sono i punti fondamentali, l'asse portante, della circolare regionale che dovrebbe fornire gli strumenti di indirizzo alle amministrazioni? Tutto questo considerando che nella proposta di delibera presentata sul tema dal gruppo "Progetto per Pinerolo" si  legge: "(...) una sua applicazione non regolamentata rischia di generare disparità di trattamento, squilibri urbanistici e di originare plusvalenze a beneficio degli operatori che non portano alcun ritorno alla collettività”.
  4. (dal min. 15.05): L'area della PMT: le nuove aree residenziali che si vengono a generare dal cambiamento di destinazione d'uso chiesta dalla ditta, vanno a sommarsi a quelle previste dal PRG , le sostituiscono o diventano complementari?
  5. (dal min. 17.40): La preoccupazione che emerge anche dalla relazione presentata al sindaco di Pinerolo dalla sezione pinerolese di italia Nostra è che si inneschino processi di speculazione edilizia che vadano ad aumentare il numero delle abitazioni in Pinerolo, laddove dati ufficiosi parlano di circa  4.000 alloggi sfitti...
  6. (dal min. 21.14): Nella seduta della Commissione Urbanistica a cui abbiamo assistito, la maggioranza politica di Pinerolo ha espresso chiaramente l’intenzione di volersi esprimere su di un caso “particolare e specifico”, l’area della PMT, prima ancora che sia definito il quadro regolamentare generale sull'applicazione della legge, correndo così il rischio di apparire parziale nei confronti di un "caso specifico". Perché questo è avvenuto?
  7. (dal min. 25.00): Qual'è la differenza sostanziale fra "variante" ( al PRG) e "permesso di costruire in deroga" ( al PRG)?
  8.  (dal min. 26.20): Le semplificazioni permesse dal "permesso di costruire in deroga" non fanno si che questo permesso rischi di diventare una sorta di "contratto privato" fra l'imprenditore e l'Amministrazione, evitando i tavoli di confronto che dovrebbero servire a mediare e a coinvolgere anche la cittadinanza?
  9.  (dal min. 32.20): Da parte dell'Amministrazione, esiste l'obbligo di aderire alla proposta dell'imprenditore di operare con gli strumenti della legge 106/2011?
  10. (dal min. 35.05) Quali sono a vostro parere gli strumenti coi quali l’amministrazione può vincolare le aziende al mantenimento occupazionale a medio termine, dal momento che sembra essere questo spesso l’oggetto del patto fra impresa e collettività?
  11. (dal min. 39.10):  Ci è parso interessante il quesito posto alla maggioranza da un consigliere dell’opposizione:  quello proposto dalla PMT, e gli altri interventi abbozzati,  sono “progetti virtuosi” per la città di Pinerolo?” La Pinerolo che abbiamo "a cuore" ha davvero bisogno di questi interventi? 
  12. (dal min. 42.25): Nella circolare indirizzata alle amministrazioni vengono sottolineati due aggettivi importanti per le trasformazioni che si andrebbero a ipotizzare. gli aggettivi sono i seguenti: "compatibile" e "complementare". Vuoi spiegarci di cosa si tratta e che cosa implicano i due termini?
  13. (dal min. 48.15): Le edificazioni permesse dalla legge 106/2011, edificazioni ancora solo "in fieri", non corrono il rischio di far decadere il valore economico-commerciale del patrimonio edilizio esistente? E' stato considerato questo aspetto?
  14. (dal min. 51.41): Siamo un presidio di Libera. Vorremmo allora riproporre una domanda che avevamo posto a Marco Gaido e a Massimiliano Puca, promotore e presidente della neo-nata Commissione Consiliare Speciale: “Poichè l'urbanistica  e l'edilizia, come governo e utilizzo del territorio da parte di una amministrazione, sono purtroppo da sempre i settori che maggiormente hanno risentito dell’infiltrazione mafiosa, per il riciclo del "denaro sporco" e come posta per il "voto di scambio", ritieni che l'urbanistica e l'edilizia del territorio di Pinerolo siano settori da “attenzionare”?
  15. (dal min. 54.19): quali gli strumenti e gli atteggiamenti di cui dovremmo dotarci, noi cittadini e voi amministratori, per evitare quanto accaduto in territori a noi vicini? ( il riferimento è a quanto emerso dalle Operazione "Minotauro" e "Maglio" sulla presenza della 'ndrangheta in Piemonte)
  16. (dal min. 57.10): Una domanda secca: come mai il Sindaco Buttiero conserva ancora la delega all'Urbanistica?
  17. (dal min. 59.00): Massimiliano Puca ha parlato più volte dell’attuale maggioranza del Consiglio Comunale di Pinerolo come del “partito del cemento”. Questa definizione è solo una battuta? oppure: sulla base di quali ipotesi questa battuta può essere "tirata fuori"? 
  18. (dall'h. 1.01.09): Confermi quindi l'impegno dell'Amministrazione sui principi contenuti nel documento programmatico e riguardanti il consumo del suolo, la tutela del Paesaggio, del territorio? sentite questo come un impegno pressante e presente nella vostra pratica amministrativa? E poi: secondo noi, tema importante è quello del "conflitto di interessi che potrebbe verificarsi in determinate situazioni...
  19. (dall'h. 1.03.45): Come amministratori, vi sentite responsabili della tutela della Bellezza della città di Pinerolo...poichè, come sostenevano gli antichi Greci, l'Estetica viene prima dell'Etica?
  20. (dall'h. 1.05.425): La domanda conclusiva. Hai Tu delle domande da porre al presidio "Rita Atria"?