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domenica 2 aprile 2023

ULTIMA CHIAMATA PER SALVARE IL TURK

Come gruppo "Associazione Rita Atria Pinerolo" continuiamo ad occuparci di gestione del territorio poiché, a nostro parere, questo può rappresentare un indicatore utile ad individuare gli scopi, gli indirizzi,  il “progetto generale” che guida e determina il carattere di una amministrazione locale e, di conseguenza, quello della sua comunità. Non solo: avere cura e amore per i territori è un primo fondamentale strumento per opporsi a "mafie e pensiero mafioso". 

Cosicché, a pochi giorni dalla celebrazione della "Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie", anche a Pinerolo bisognerebbe ricordare "la lezione" attribuita a  Peppino Impastato a coloro che, con rozzezza culturale che si vorrebbe superata e cancellata, vogliono distruggere quanto resta della bellezza della città: «Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un'arma contro la rassegnazione, la paura e l'omertà. All'esistenza di orrendi palazzi sorti all'improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. E per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l'abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore».

Ringraziamo  pertanto Patrizio  Righero, direttore di Vita Diocesana, per aver voluto dare voce a Marco Calliero, autorevole esponente della cultura pinerolese, "una voce" ancora una volte levatasi a difesa di quel che resta della memoria storica-architettonica-urbanistica della città di Pinerolo,  dell'ex-merlettificio TURK. Nell'intervista "Ultima chiamata per il Turk", Marco Calliero ribadisce ancora una volta "di cosa stiamo parlando" quando si parla dell'ex merlettificio Turk:  "(...) un importante esempio di archeologia industriale e una testimonianza dell’antico legame tra la città di Pinerolo e l’industria tessile. L’intero stabilimento è meritevole di essere salvato, e non solo una sua parte,  rivestendo quell’interesse particolarmente importante, così come previsto dalla normativa vigente in materia di tutela storico/architettonica.".

Marco Calliero “(…) Non si può più tollerare l'arroganza di coloro che, giustificandosi con la necessità di applicare una normativa, oppure di rispettare bilanci economici, oppure ancora sventolando false urgenze igieniche, hanno deciso e decidono che un luogo giunto a noi dopo secoli non valga più nulla. Questo è un autentico crimine legalizzato ai danni dell'identità del territorio, poiché l'identità è la più preziosa delle eredità tramandate da chi ci ha preceduto(…)”.

Ultima chiamata per salvare il TURK

riportiamo il testo de "Ultima chiamata per salvare il TURK"

Le condizioni dello stabilimento Türck di Pinerolo, nella sua parte visibile, sono sotto gli occhi di tutti. Il suo destino ora sembra segnato. Ma in molti non si rassegnano a perdere per sempre questo edificio, simbolo della storia industriale della città. Tra loro Marco Calliero, autore del libro “Ruote sull’acqua. Storia e localizzazione dei siti industriali lungo il Rio Moirano a Pinerolo” e collaboratore dell’Archivio Diocesano.

Partiamo dall’inizio. Che cosa intendiamo quando parliamo dell’area Türck? Qual è la sua storia?

Il paratore di panni comunale, poi ribattezzato Follone, infine evoluto in merlettificio (noto col nome degli ultimi proprietari, i Türck), per secoli è stato l’ammiraglia della batteria di officine industriali poste lungo il rio Moirano. L’archivio storico del Comune conserva numerosi documenti che ne descrivono lo sviluppo architettonico e tecnologico, le dinamiche imprenditoriali e la produzione. Nacque nel Medioevo, per iniziativa del Comune, nel contesto dell’arte della lana. I pinerolesi andavano fieri di questo edificio, tanto da coinvolgere a inizio Settecento il famoso architetto sabaudo Buniva per i lavori del suo ampliamento; invitando successivamente i reali per celebrarne i tessuti che vi si producevano per vestire l’esercito. I Türck a fine Ottocento ne raccolsero l’eredità e la difesero, fino agli anni Settanta dello scorso secolo. Poi l’aria è cambiata, ed è iniziata l’era degli individui che gli hanno voluto male.

Dopo il fallimento, com’è stato gestito questo patrimonio immobiliare? Qual è stato il ruolo delle diverse Amministrazioni comunali nel tempo?

Complice la generale recessione industriale del tessile, i Türck erano in difficoltà. Nel 1975 il comune di Pinerolo vincolò tutta l’area fino al Lemina a verde pubblico, impedendo loro di vendere alcuni lotti di terreni al fine di risanare le loro finanze. Un vincolo durato due anni, giusto il tempo per condurre al fallimento i Türck. La vasta area fu messa all’asta e acquisita nel 1979 dalla Società Moirano intenzionata a costruirvi sopra un nuovo quartiere senza mostrare interesse nella conservazione della preesistenza. Negli anni Ottanta e Novanta furono prodotte diverse ipotesi, le quali, oltre l’equilibrio tra strutture residenziali e servizi, prospettavano il recupero dell’opificio o parte di esso. Tutte furono scartate: centro culturale, sede universitaria, nuova biblioteca civica, nuovo tribunale, sede dell’Agenzia delle Entrate. Neppure la buona volontà dell’assessore Fantone, fautore di una “Variante di qualità”, calmierante le altezze degli edifici, e di una proposta per il salvataggio dell’involucro dell’intero edificio sulle orme del progetto Eridania di Parma firmato da Renzo Piano, avranno buon fine. Già negli anni 1996-1997 la Soprintendenza aveva chiesto all’Amministrazione comunale che qualsiasi progetto presentato non compromettesse i volumi e le facciate dell’ex Merlettificio, senza tuttavia porre alcun vincolo di tutela. L’Università di Torino, rimarcando il valore assoluto di questa testimonianza della proto industria della lana, a sua volta assegnò numerose tesi di laurea, senza però ottenere alcun riscontro da parte del Comune e dei proprietari. Neanche il concorso di idee Lyda Türck, promosso da Italia Nostra in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Torino e finanziato dagli eredi Türck negli anni 2014-2015, riuscì a mutare gli intenti dei proprietari. Tutte queste iniziative solo nel 2021 hanno convinto la Soprintendenza a porre un vincolo su minime parti del fabbricato. Nel 2008 il Consiglio comunale ha inserito il Merlettificio in un “Piano di recupero” che ha aggirato la normativa vincolante del restauro. Il 13 ottobre 2013 un incendio interessò la porzione ovest dell’edificio. L’incendio venne imputato alla disattenzione di alcuni occupanti abusivi. L’allora sindaco Buttiero si affrettò subito dopo a dichiarare che, vista la pericolosità del sito, «è auspicabile la sua demolizione». A partire dal 2016 la nuova Amministrazione del sindaco Luca Salvai si è dimostrata in linea con le precedenti, reputando prioritario porre rimedio alle questioni di degrado, anche a discapito della conservazione del Merlettificio. Nel settembre 2018 è stato presentato pubblicamente il progetto dell’arch. Bardini di Asti, che prevede la costruzione di 869 nuovi vani. A distanza di sessant’anni siamo così di fronte al rischio che un nuovo scempio venga compiuto. Nel 1960 il sindaco di Pinerolo Bona passò alla storia (solo per questo, altrimenti nessuno lo ricorderebbe più) per aver fatto abbattere il seicentesco Hotel di Cavalleria. Un evento sconcertante, che si stentava a credere che si potesse ripetere.

Per quale motivo il Türck merita di essere tutelato? Quale il suo significato per la città di Pinerolo?

L’ex Merlettificio è il più antico opificio di pannolana, tutt’ora esistente, insediato in Piemonte, mentre gli ampliamenti settecenteschi lo hanno reso il primo lanificio modernamente inteso dello Stato sabaudo. Allo stato attuale l’edificio si presenta visivamente integro nella sua mole, comprese le strutture della parte bruciata. Conserva, in adiacenza alla porzione settecentesca del Follone, gli antichi macchinari idraulici costruiti sul Moirano, testimoni della trasformazione del sistema di produzione di energia da idroelettrico in elettrico. L’intero edificio rappresenta, nella sua integrità e totalità tutt’ora in essere, e proprio per questa sua conservazione complessiva e per la stratificazione plurisecolare derivante dalle funzioni proto-industriali ospitate, un importante esempio di archeologia industriale e una testimonianza dell’antico legame tra la città di Pinerolo e l’industria tessile. L’intero stabilimento è meritevole di essere salvato, e non solo una sua parte,  rivestendo quell’interesse particolarmente importante, così come previsto dalla normativa vigente in materia di tutela storico/architettonica.

A tuo avviso, a quali rischi va incontro quest’area paleo-industriale?

Le intenzioni dell’Amministrazione e dei proprietari si espliciteranno nella quasi totale demolizione di questo simbolo identitario, eccetto una quinta di muro, un minimo suo segmento che - c’è da scommettere - verrà buttato giù e ricostruito e che, assieme a un parco pubblico, costituiscono il “regalo” promesso alla popolazione. Tutto segue il copione tipico dell’ideologia e prassi di chi, con disinvoltura, per decenni ha distrutto l’immagine e la bellezza del nostro Paese. Anche molti cittadini hanno imparato ad argomentare che «non si può fare nulla perché si tratta di un immobile privato», mentre il basilare principio secondo cui proprio il privato deve chiedere una concessione -ossia un permesso per fare qualsiasi cosa- implica che a decidere, almeno sulla carta, sia l’istituzione pubblica. A meno che quest’ultima predisponga strumenti urbanistici fatti in modo da lasciare libertà al privato di decidere. Come è successo. E dire che l’opportunità di mettere mano al Piano regolatore, concretamente e su basi nuove, c’era. A conti fatti rimane sul campo un’Amministrazione, competente o incompetente che sia, debole nel ricoprire la funzione pubblica a cui è stata chiamata. Nel caso del Türck, l’esecutivo ha gestito talmente bene o male l’affare, a seconda del punto di vista rispetto l’incolumità del bene maneggiato, che ad averne il potere sarebbe da chiederne le dimissioni. Purtroppo si può solamente scriverlo.


lunedì 18 novembre 2019

PUBBLICO INTERESSE E SPECULAZIONE EDILIZIA NELL’AREA DEL TURCK


Torniamo ad occuparci dell'area TURK. Torniamo ad occuparci di urbanistica  perché a nostro parere "(...) L’urbanistica può rappresentare un indicatore utile ad individuare gli scopi, gli indirizzi, il “progetto generale” che guida e determina il carattere di una amministrazione locale".
Ricordando che la definizione urbanistica e architettonica dell'area TURK era stata affidata alla “regia pubblica”, insieme alle associazioni ambientaliste di Pinerolo già lo scorso anno auspicavamo si concretizzasse un progetto nel quale risultasse evidente l'aspetto della “pubblica l'utilità”. 
Ci chiedevamo quindi se quanto previsto dalla normativa che regola quell'area ( la cosiddetta "Variante ponte" approvata dalla precedente amministrazione) si inserisse in una visione organica della città e se rispondesse alle reali esigenze della comunità: l'attuale piano regolatore consente infatti di edificare in quell'area ben 869 vani residenziali, oltre a superfici commerciali. Non solo, ma proprio con fine evidente di agevolare l'edificazione dell'area, si è reso possibile anche la demolizione dello storico edificio detto “follone”, più noto come “il TURK”, edificio che incarna parte essenziale della memoria storica della città, edifico lasciato colpevolmente diventare "rudere". (puoi leggere qui)
Gli articoli comparsi ultimamente sulla stampa locale hanno riportato  il tema dell'area TURK alla ribalta. Anche la sezione pinerolese di ITALIA NOSTRA, presidente Maurizio Trombotto,  ha rilasciato un comunicato nel quale ha posto in seria discussione la validità, la sostenibilità, la cultura", espressa del progetto urbanistico edilizio che incombe sull'area TURK così dichiarando: 
"(...) Riproporre come paradigma urbanistico uno sviluppo edilizio fatto di opere (la strada, il ponte sul Lemina, gli argini) che forzano un'area a ricevere molta più volumetria di quanta la città ne può ospitare, è reiterare gli errori del passato.(...)"

Di seguito un collage degli articoli pubblicati da "Eco del Chisone " e "Vita Diocesana"

Da tutto questo sono sorte altre domande che vorremmo porre alla comunità e alla sua amministrazione. A seguire le domande contenute nella nostra riflessione, riportiamo anche il testo integrale del comunicato di ITALIA NOSTRA pinerolese.


Associazione "Rita Atria" Pinerolo: "PUBBLICO INTERESSE E SPECULAZIONE EDILIZIA NELL’AREA DEL TURCK "
A chiosa dell’articolo pubblicato da “Eco del Chisone” due settimane or sono riguardante l'area del Turk, il sindaco di Pinerolo Luca Salvai prospettava l'avvio di una procedura d’esproprio dei terreni necessari alla realizzazione della strada di accesso all'area stessa. L’esproprio in questione, lo ricordiamo, favorirebbe i soggetti privati ( gli attuatori dell’intervento immobiliare) nella lottizzazione dell’area al fine di realizzare 869 vani di nuova residenza. Poiché l’esproprio è uno strumento che la pubblica amministrazione utilizza in casi eccezionali, e per palese e dimostrato "interesse pubblico", sorgono spontanee alcune domande:
a) Dov'è l’interesse pubblico nell'aggiungere così tanti alloggi in una città che già oggi ne conta circa 2000 in affitto o in vendita?
b) Di quanto si svaluterebbe ulteriormente il valore degli immobili dei pinerolesi con l’immissione sul mercato di così tanti nuovi alloggi?
c) Come peggiorerebbe la viabilità in Corso Piave, tenuto conto che ogni famiglia che si dovesse insediare in quell’area comporterebbe mediamente l’aggiunta di 2 auto?
d) Conseguentemente, di quanto degraderebbe la qualità dell’aria, stante la sostituzione dell’attuale "foresta" e dell'adiacente prato (il prato ha 10.000 mq di superficie) presenti ora nell’area, con tutte quelle nuove auto?
e) Quale impatto ambientale avrebbe sulla città l'imponente cantiere necessario per rimuoveredistruggere "la foresta", gli edifici esistenti, e per realizzare i nuovi condomini?
f) Che fine hanno fatto i buoni propositi dell'amministrazione, anche per dare una concreta risposta alle istanze del movimento “Fridays for Future”, di agevolare la ristrutturazione dell'esistente anziché di favorire la costruzione di nuovi edifici?
I contenuti dell'articolo "Non siamo noi gli speculatori", pubblicato la scorsa settimana dallo stesso settimanale "Eco del Chisone", portano poi a formulare altre domande a partire dalla considerazione che anche nell'articolo citato la questione del "pubblico interesse " pare essere posta in dubbio pure dal parroco del Murialdo, Manuel Monti, parrocchia i cui terreni sarebbero fra quelli coinvolti nell’esproprio:
g) Quale interesse pubblico sarebbe quello che”, per permettere a privati la costruzione di nuovi condomini, mette in pericolo gli impianti sportivi esistenti nell’area parrocchiale, impianti di elevato valore sociale giacché su quelli “(…) gravitano circa seicento giovani a cui si aggiungono coloro che frequentano la parrocchia)
h) Se la motivazione dell’esproprio si basa sulla necessità di realizzare una strada per alleggerire il traffico in quella zona allora, per maggior coerenza, non sarebbe più semplice impedire la realizzazione di così tanti condomini, giacché non solo questi vanificherebbero il risultato auspicato ma addirittura aggraverebbero la situazione della viabilità rispetto a quella attuale?
i) Infine la domanda che a questo punto si impone: stante l’enorme offerta di alloggi in affitto / vendita presenti già in città, chi potrebbero essere i "veri speculatori" di cui al titolo del suddetto articolo?

Comunicato di ITALIA NOSTRA, sezione "Ettore Serafino": 
"Riguardo alle recenti notizie di stampa che riferiscono delle difficoltà che incontrano i proprietari dell’area comunemente detta del Turck, nell’acquisizione delle superfici necessarie ad urbanizzare compiutamente la medesima area, come Sezione pinerolese di Italia Nostra non possiamo che vedere confermate in tale circostanza, i dubbi, le riflessioni e le proposte che da anni portiamo avanti.
Come dicevamo nella pubblicazione a supporto del concorso di idee i cui progetti regalammo alla città, il Turck e la sua area resistono, sebbene inerti, da più di 40 anni a tutti i tentativi di trasformazione urbanistica di matrice puramente espansiva, non ultimo a quello proposto.

Questo poiché l'area compresa fra il Lemina ed il Moirano è un vuoto urbano troppo grande da colmare per Pinerolo ma è anche troppo denso di valenze storiche ed ambientali per poter essere facilmente cancellato.
‌L'idea che una strada, quella solo disegnata - non pianificata - nella Variante Ponte, fuori dal comparto edificabile del Turck e senza perequazione possa essere realizzata dai relativi proponenti, è un errore di sintassi urbanistica facilmente prevedibile. E lo sarebbe ancor di più l'esproprio, in quanto non supportato da un adeguato vincolo ad esso preordinato peraltro inaccettabile ove venisse attuato a carico della fiscalità di tutti i cittadini.

La questione non è solo viabilistica ma di sostanza; la bretella parallela alla ferrovia non risolve il problema del traffico, limitandosi a spostarlo, e non incide sull'eccessiva capacità edificabile.
Riproporre come paradigma urbanistico uno sviluppo edilizio fatto di opere (la strada, il ponte sul Lemina, gli argini) che forzano un'area a ricevere molta più volumetria di quanta la città ne può ospitare, è reiterare gli errori del passato.

Preso atto di questo ennesimo fallimento, occorre come più volte detto, ripianificare l'area all'interno della prossima Variante, riducendo le cubature evitando torri incongrue, frazionando i comparti attuativi, stralciando il commerciale a favore dell'artigianato di servizio e recuperando il Follone nel suo complesso. Tutto ciò senza costosi argini, ponti e strade che servirebbero solo a spostare il problema del traffico.
‌Nel frattempo, fiduciosi, confidiamo nella solida cortina dell'ex Merlettificio che, pur sfregiata dalla incuria, ci ripara dalla consueta urbanistica della quantità."

martedì 5 febbraio 2013

SENTINELLE DEL TERRITORIO:"...e adesso, IL TURCK!"

Vogliamo riprendere il tema sul dibattito che si svolge in Pinerolo sul tema urbanistico. Nei mesi trascorsi, vicende alterne e differenti avevano portato in primo piano le problematiche che si legano alla gestione del territorio...infine è arrivato "IL TURCK"!

parte dell'edificio del Merlettificio Turck detto " Il Follone"
Episodi di allagamenti dovuti alle violente precipitazioni atmosferiche della scorsa primavera-estate avevano messo in luce carenze infrastrutturali di zone della città; provvedimenti amministrativi avevano fatto levare proteste e considerazioni sulla necessità di salvaguardare le zone di alto valore paesaggistico della città ( i piani edilizi sulla cosiddetta CP/, la zona di Monte Oliveto); indirizzi normativi dell'amministrazione a riguardo dell'applicazione della Legge 106/2011 avevano suscitato dibattiti e considerazioni su quello che dovrebbe essere la gestione di un Piano urbanistico generale che, per Pinerolo, da molti è oramai considerato ( a parole) superato e sovra-dimensionato.
Proprio questa sera, 5 Febbraio 2013, il Consiglio Comunale di  Pinerolo discuterà la proposta di delibera presentata dal gruppo "Progetto per Pinerolo" riguardante una attuazione regolamentata della Legge 106/2011 in materia di "permessi di costruire in deroga" ( in deroga al PRGC)  e "valorizzazioni edilizie".
Voci di corridoio dicono che l''orientamento dell'Amministrazione sarà quello di bocciare la proposta per non "legarsi le mani" e quindi far sì che la Legge 106/2011 possa essere applicata a Pinerolo "a discrezione dell'Amministrazione e del Consiglio, valutando di caso in caso".
Attendiamo i fatti, dopodicchè ci permetteremo di esprimere la nostra opinione giacchè , come avevamo scritto: "(...)’urbanistica ci pare un tema importante in quanto, a nostro parere, può rappresentare un indicatore utile ad individuare gli scopi, gli indirizzi,  il “progetto generale” che guida e determina il carattere di una amministrazione locale.

IL Turck"
Infine , è arrivato anche "IL Turck", con la notizia riportata da La Stampa: si abbatte il Merlettificio Turck! Per chi pinerolese non è, riportiamo la descrizione del FAI nella sezione "I luoghi del cuore": 
Uno dei primissimi insediamenti industriali della città, sopravvissuto e rimaneggiato nei secoli, sorge sul sito dell'antico paratore comunale di epoca settecentesca e sull'antichissimo canale artificiale che attraversa la città (il Moirano) le cui sponde nel tempo hanno ospitato laboratori artigiani e mulini prima e industrie poi che ne sfruttavano l'energia idraulica. L'attuale edificio, oggi dismesso, risale al IX secolo e rimane una delle poche testimonianze del passato industriale della città.
Ed ecco come si è sviluppata la vicenda. 
A seguito dell'intervento accorato della locale sezione di Italia Nostra ( riportato di seguito) è giunta la replica  di autorevoli esponenti del PD pinerolese, la forza politica che regge l'Amministrazione cittadina. La lettera in replica ( anche questa riportata di seguito) porta la firma di Luigi Pinchiaroglio segretario del PD pinerolese e di Luca Barbero, capogruppo del Pd nel Consiglio Comunale. Riportiamo di seguito i due documenti perchè pare di intravedere una svolta: la svolta può essere intravista nel fatto che il motivo che prima veniva addotto per procastinare la discussione dello strumento urbanistico fondamentale, il PRGC, ora viene sottolineato come elemento che determina la necessità di rivedere il Piano stesso (il PRGC), in tempi che pertanto "adesso" appaiono più opportuni.
Contraddizione? Pragmatismo? Visone strategica?
Attendiamo i fatti!



 Sezione del Pinerolese di Italia Nostra

Pinerolo 08 gennaio 2013

Sulla Stampa del 22 dicembre è apparsa la notizia che il Sindaco Buttiero aveva raggiunto l’accordo con i privati per abbattere il Merlettificio Turck; a distanza di alcuni giorni è arrivata sull’Eco del Chisone la precisazione del Sindaco medesimo che la demolizione non riguarderà il fabbricato su Corso Piave, il cosiddetto “Follone”, rimandandone la valutazione ad un confronto con la Soprintendenza.
Benché la salvezza – temporanea - del Follone sia comunque positiva, permane la sottovalutazione dell’importanza che il Turck e la sua area rivestono per Pinerolo. Sottovalutazione che  - dispiace doverlo constatare – riguarda anche la pratica urbanistica nel suo complesso, vista spesso solo come edilizia e come dispensatrice di cubature.
Ricordiamo a questo proposito che si è pensato di risolvere il tema delle aree industriali in dismissione (PMT) con semplici permessi di costruire, per di più in deroga e che si è affermato che il nuovo Piano Regolatore, promesso in campagna elettorale, non serve più in quanto manca la domanda di nuova edilizia, prescindendo dalla sproporzionata offerta che l’attuale Piano ancora offre e che andrebbe anzitutto ridimensionata.
In questo quadro, non stupisce dunque che la preoccupazione per il Turck sia anzitutto fare pulizia, demolendo parte dei fabbricati ed inghiaiando un piazzale, favorendo il successivo intervento delle proprietà.
Ma se da un lato è assolutamente condivisibile l’auspicio del Sindaco che il Turck, da area degradata si trasformi in risorsa e sviluppo per la città, occorre valutare come questa operazione verrà gestita.
La regia pubblica -da attuarsi attraverso la compilazione d’ufficio del piano Particolareggiato dell’area da parte del Comune di Pinerolo- non garantisce affatto rispetto all’esito soddisfacente dell’intervento, poiché il problema sta nelle regole che il Piano Regolatore fissa nella zona e nelle volumetrie che ammette.
Le norme del Piano Regolatore omettono la valutazione del valore documentale e storico dell’ex Merlettificio che andrebbe, viceversa, valorizzato quale importante brano di archeologia industriale e quale ideale contenitore per numerose funzioni pubbliche e private, come già evidenziarono i contributi resi dalla Soprintendenza e dalla Prof.ssa Chierici a supporto del Convegno sul Turck promosso da Italia Nostra nel 2010.
Ma le previsioni del Piano Regolatore sono sovradimensionate anche sotto il profilo quantitativo, 800 nuovi alloggi in una zona già congestionata dal traffico e non più giustificabili in rapporto alle classi di idoneità all’utilizzazione urbanistica recentemente adottate recependo il PAI; difficilmente giustificabili anche le previsioni viarie e infrastrutturali, in particolare il costosissimo sottopasso che il Piano Regolatore prevede sotto la ferrovia per Torre Pellice, peraltro ora dismessa, e a pochi passi dal Lemina, che inevitabilmente lo sommergerà come già accade per altri analoghi manufatti a Pinerolo.
Infine l’area urbanistica del Turck, in gran parte inedificata benché di matrice preindustriale, è delimitata dal Lemina e dal Moirano che rendono l'intervento fragile non solo dal punto di vista della sicurezza idrogeologica ma difficilmente conciliabile con le disposizioni del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio che tutela il valore ambientale e paesaggistico delle relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna. Come non bastasse sono sottoposte a tutela monumentale anche gli apparati idraulici facenti parte del Rio Moirano.
Insomma; prevedere un intervento di tale rilevanza e così articolato in un’area simile è figlio di un’urbanistica datata, ancorata agli anni ’50 se non addirittura agli anni ’30 ove si demolisse il Merlettificio per questioni di igiene come si faceva nei celebri “sventramenti” di littoria memoria.
Ma se questo Piano Regolatore proprio non lo si vuole come detto correggere, invitiamo allora il Sindaco – che è pur sempre anche assessore all’urbanistica – a valutare attentamente le conseguenze delle ipotizzate demolizioni poiché in tal caso ricorreranno tutte le norme previste per le nuove costruzioni, incluse soprattutto le prescrizioni – non solo quelle delle Norme Tecniche del Piano Regolatore - ma anche quelle dell’art. 29 della L.R. 56/77 che stabiliscono le distanze dei fabbricati dai canali, per cui le nuove costruzioni non potranno certamente risorgere sull’impronta del vecchio merlettificio.
Ci appelliamo infine in un’ottica costruttiva alle forze progressiste che sostengono la Giunta attuale ed in particolare al PD ed al suo capogruppo, architetto Luca Barbero, principale forza di maggioranza, affinché memore della tradizione dei Cederna, dei De Lucia e dei Cervellati, recuperino dignità e spessore culturale alla pratica urbanistica a Pinerolo che non è solo regolamentazione della domanda e diritto ad edificare ma anche visione, valori e partecipazione democratica.


Circolo intercomunale PD di Pinerolo 


Spett.le
Direttivo Sezione del Pinerolese di  Italia Nostra
c.a. Sig. Presidente
c.c. Spett.li  Organi di informazione del Pinerolese
c.a. Sigg. Direttori/Redattori

Oggetto: Verso un nuovo modello urbano di Pinerolo


Preg.mo Sig. Presidente,
in relazione alle argomentazione contenute nella nota allegata alla presente, evidenziamo quanto segue.
La visione di città che intendiamo dare alla Pinerolo del futuro ed il modello urbano sul quale pensiamo di sviluppare il nuovo Piano Regolatore sono temi che non possono più essere procrastinati nel tempo. La forte contrazione del mercato immobiliare, derivante dalla negativa congiuntura economica che ha ridotto gli investimenti nel campo dell’edilizia, sollecita l’avvio di un approfondito dibattito politico volto a ridisegnare la città ed a porre mano allo studio di un nuovo Piano Regolatore in grado di ridimensionare e riqualificare la capacità insendiativa. Posticipare l’intervento sull’attuale strumento urbanistico ad una fase successiva, concomitante con l’inizio di un’auspicata ripresa economica, potrebbe comportare effetti addirittura peggiori di quelli che si intende correggere.
Il PD di Pinerolo manifesta questa consapevolezza non da oggi. E’ sufficiente rileggere il programma dell’attuale Amministrazione comunale e le proposte in tema di governo del territorio, formulate nel recente documento sullo sviluppo sostenibile del Pinerolese, per verificare come sia inequivocabile la posizione del PD in ordine all’adozione di una politica urbanistica che prenda concretamente in considerazione la riduzione del consumo di suolo, a tutto vantaggio di interventi di qualità volti a recuperare innanzitutto il patrimonio edilizio esistente.
Avendo ben chiaro l’obiettivo di una nuova politica urbanistica, ampiamente partecipata, che faccia della sostenibilità ambientale, economica e sociale la tela sulla quale disegnare la Pinerolo di domani, è evidente la possibilità di adottare provvedimenti/interventi “ponte” in variante all’attuale PRGC, da selezionarsi nell’ambito di alcuni casi specifici, che muovano un primo passo verso il futuro assetto urbanistico.
Il Merlettificio Turck, in considerazione delle non più accettabili condizioni di degrado in cui versa lo stabile, rappresenta un esempio di questi interventi dove, nel rispetto dei vincoli preordinati (architettonici, edilizi, idraulici, monumentali, paesaggistici, territoriali, ecc.), può essere data in tempi brevi una risposta che coniughi le legittime istanze dei proprietari con il più generale interesse collettivo di recuperare una parte di territorio da troppi anni lasciata in abbandono.
Nel ringraziarVi per il prezioso contributo, che sicuramente avremo modo di approfondire nel prossimo futuro, Vi inviamo cordiali saluti.
il Capogruppo PD del Comune di Pinerolo di Pinerolo: Luca Barbero  
il Segretario PD: Luigi Pinchiaroglio