sabato 7 giugno 2014

DireFareEcosolidale - Pinerolo 8 giugno 2014

DireFareEcosolidale - Pinerolo 8 giugno 2014

La manifestazione, giunta alla terza edizione, avrà luogo in P.za San Donato a Pinerolo. È organizzata dalla Città di Pinerolo, dall’Associazione Pensieri in Piazza, dalla Coldiretti, dall’Arci Pinerolo, dal G.A.S.tranamore e dalla Diaconia Valdese. 

Saremo presenti anche noi del presidio LIBERA "Rita Atria" , insieme  al forum delle Associazioni pinerolesi che si interessano dell'urbanistica e del territorio.

In questo anno passato le Associazioni ed i gruppi del forum pinerolese per l’Urbanistica partecipata sono intervenute sulle molte questioni relative allo sviluppo urbanistico della città di Pinerolo.
Pur essendo un momento di relativa stasi nel comparto edilizio alcune questioni, per l’importanza nello sviluppo del territorio, hanno tenuto banco nel dibattito politico.
Portici Blu
Sono state raccolte tra i cittadini di Pinerolo 600 firme per impedire la costruzione di un secondo grattacielo sull’area portici blu. Infatti l’Amministrazione Comunale vuole vendere una pubblica piazza per sanare il suo bilancio. Per ora il progetto è sospeso ma bisogna vigilare perché in Consiglio Comunale la maggioranza è convinta di ripresentarlo.
Turk                              
L’incendio del 13 ottobre 2013 ha riportato alla luce lo stato di abbandono di quest’area centrale di Pinerolo. Le associazioni hanno richiesto di aprire un dibattito con i cittadini sui progetti di recupero anche nell’ottica di “restituire” almeno una parte dell’area all’uso pubblico con verde e servizi. E’ in corso un concorso di idee, patrocinato dalla vecchia proprietà, per la sistemazione dell’area.
Variante ponte e “Linee programmatiche per la pianificazione urbanistica”.
Si è parlato per molto tempo di variante ponte ed a fine 2013 l’Amministrazione ha presentato un documento chiamato “Linee programmatiche per la pianificazione urbanistica” che, dopo un confronto pubblico, viene approvato il 25 marzo scorso dal Consiglio Comunale di Pinerolo.
I temi posti dalle Associazioni, sinteticamente, sono stati i seguenti: riduzione del consumo di suolo; evitare il ricorso ai “permessi di costruire in deroga”  (LR106/2011); riportare alcune attività industriali a basso impatto ambientale sulle aree dismesse esistenti; progettare un piano per la mobilità sostenibile; dedicare una maggior attenzione al verde cittadino.
Pertanto, se inizialmente si era apprezzata la dichiarazione  dell’Amministrazione di voler adottare “il metodo del confronto” nell’affrontare un tema fondamentale qual’è tratteggiare la Città “ a venire”, i contenuti della delibera approvata sono ben lontani dalla cosiddetta “urbanistica partecipata” che richiede: il coinvolgimento concreto e reale delle comunità al momento progettuale e decisionale partendo dall’analisi delle situazioni esistenti, dall’individuazione di obbiettivi rispettosi della vocazione dei territori, obbiettivicondivisi dalla comunità e “sostenibili”, sia dal punto di punto di vista economico che ecologico.
Questi sono i “fondamenti” da cui muovere per iniziare il processo della revisione - anche “culturale”- dell’attuale Piano Regolatore: un Piano ipertrofico, non rispondente alla realtà attuale, frutto di una idea meramente speculativa del bene comune “Territorio-Paesaggio”.  Pinerolo ha bisogno di un progetto che ne difenda e ne rivitalizzi la sua Bellezza.
SE TI INTERESSA DISCUTERE QUESTI TEMI CI TROVIAMO IL MARTEDI’ CON CADENZA QUINDICINALE PRESSO “PENSIERI IN PIAZZA” VIA BRIGNONE 9.
LA PROSSIMA RIUNIONE SARA’ IL 17 GIUGNO 2014.

Osservatorio 0121                                     Legambiente - Pinerolo          
Presidio Libera “Rita Atria” Pinerolo     Arci Stranamore

Assoeco                                                        ASPE

DireFareEcosolidale - Pinerolo 8 giugno 2014

DireFareEcosolidale - Pinerolo 8 giugno 2014
La manifestazione, giunta alla terza edizione, avrà luogo in P.za San Donato a Pinerolo. È organizzata dalla Città di Pinerolo, dall’Associazione Pensieri in Piazza, dalla Coldiretti, dall’Arci Pinerolo, dal G.A.S.tranamore e dalla Diaconia Valdese.
Saremo presenti anche noi del presidio LIBERA "Rita Atria" , insieme  al forum delle Associazioni pinerolesi che si interessano dell'urbanistica e del territorio.
 Qui il Programma della manifestazione
In questo anno passato le Associazioni ed i gruppi del forum pinerolese per l’Urbanistica partecipata sono intervenute sulle molte questioni relative allo sviluppo urbanistico della città di Pinerolo.
Pur essendo un momento di relativa stasi nel comparto edilizio alcune questioni, per l’importanza nello sviluppo del territorio, hanno tenuto banco nel dibattito politico.
Portici Blu
Sono state raccolte tra i cittadini di Pinerolo 600 firme per impedire la costruzione di un secondo grattacielo sull’area portici blu. Infatti l’Amministrazione Comunale vuole vendere una pubblica piazza per sanare il suo bilancio. Per ora il progetto è sospeso ma bisogna vigilare perché in Consiglio Comunale la maggioranza è convinta di ripresentarlo.
Turk                              
L’incendio del 13 ottobre 2013 ha riportato alla luce lo stato di abbandono di quest’area centrale di Pinerolo. Le associazioni hanno richiesto di aprire un dibattito con i cittadini sui progetti di recupero anche nell’ottica di “restituire” almeno una parte dell’area all’uso pubblico con verde e servizi. E’ in corso un concorso di idee, patrocinato dalla vecchia proprietà, per la sistemazione dell’area.
Variante ponte e “Linee programmatiche per la pianificazione urbanistica”.
Si è parlato per molto tempo di variante ponte ed a fine 2013 l’Amministrazione ha presentato un documento chiamato “Linee programmatiche per la pianificazione urbanistica” che, dopo un confronto pubblico, viene approvato il 25 marzo scorso dal Consiglio Comunale di Pinerolo.
I temi posti dalle Associazioni, sinteticamente, sono stati i seguenti: riduzione del consumo di suolo; evitare il ricorso ai “permessi di costruire in deroga”  (LR106/2011); riportare alcune attività industriali a basso impatto ambientale sulle aree dismesse esistenti; progettare un piano per la mobilità sostenibile; dedicare una maggior attenzione al verde cittadino.
Pertanto, se inizialmente si era apprezzata la dichiarazione  dell’Amministrazione di voler adottare “il metodo del confronto” nell’affrontare un tema fondamentale qual’è tratteggiare la Città “ a venire”, i contenuti della delibera approvata sono ben lontani dalla cosiddetta “urbanistica partecipata” che richiede: il coinvolgimento concreto e reale delle comunità al momento progettuale e decisionale partendo dall’analisi delle situazioni esistenti, dall’individuazione di obbiettivi rispettosi della vocazione dei territori, obbiettivi condivisi dalla comunità e “sostenibili”, sia dal punto di punto di vista economico che ecologico.
Questi sono i “fondamenti” da cui muovere per iniziare il processo della revisione - anche “culturale”- dell’attuale Piano Regolatore: un Piano ipertrofico, non rispondente alla realtà attuale, frutto di una idea meramente speculativa del bene comune “Territorio-Paesaggio”.  Pinerolo ha bisogno di un progetto che ne difenda e ne rivitalizzi la sua Bellezza.
SE TI INTERESSA DISCUTERE QUESTI TEMI CI TROVIAMO IL MARTEDI’ CON CADENZA QUINDICINALE PRESSO “PENSIERI IN PIAZZA” VIA BRIGNONE 9.
LA PROSSIMA RIUNIONE SARA’ IL 17 GIUGNO 2014.

Osservatorio 0121                                         Legambiente – Pinerolo  
Presidio Libera “Rita Atria” Pinerolo         Arci Stranamore

Assoeco                                                           ASPE

Programma DireFareEcosolidale - Pinerolo 8 giugno 2014

Dire Fare Ecosolidale a Pinerolo domenica 8 giugno 2014

La manifestazione, giunta alla terza edizione, avrà luogo domenica 8 giugno 2014 in P.za San Donato a Pinerolo. È organizzata dalla Città di Pinerolo, dall’Associazione Pensieri in Piazza, dalla Coldiretti, dall’Arci Pinerolo, dal G.A.S.tranamore e dalla Diaconia Valdese.
Il programma è così suddiviso:
 
ORE 9.30 –  INCONTRO TRA GAS, GASISTI E PRODUTTORI - Rete Transition Towns- EMILIE LANDO e ALBERTO GALLO
Un’occasione per incontrarsi tra Gas e produttori del Torinese e non solo, per mettere a confronto le diverse esperienze e affrontare insieme le nuove sfide dell’economia solidale e di questo momento di transizione. L’incontro prevede un’introduzione del movimento delle Transition Towns (Emilie Lando e Alberto Gallo) come contributo di analisi e discussione sulla fase attuale. Sono invitati a partecipare tutti i gasisti e produttori. 
 
ORE 11 – LA MAPPA ECOSOLIDALE DEL PINEROLESE E I SUOI PROGETTI IN CORSO
La Mappa Ecosolidale del Pinerolese è una realtà ormai consolidata, che intende allargarsi aprendosi a nuovi aderenti e occupandosi di nuove tematiche, approfondendo l’analisi e lo sviluppo di una rete di relazioni  solidali tra gli aderenti. L’iniziativa viene fatta per costruire un percorso condiviso tra i partecipanti vecchi e nuovi su progetti realizzabili di economia solidale. 
 
ORE 14-17 – CONCERTO DI GIOVANI GRUPPI SCOLASTICI STUDENTESCHI PINEROLESI
A cura del gruppo scout di Abbadia Alpina
 
Ore 17 – TAVOLA ROTONDA- LA (GRANDE) TRANSIZIONE NELLA SOCIETA' ED IN AGRICOLTURA
La fase che attraversiamo richiede delle analisi e delle risposte adeguate e non usuali. I relatori porteranno diversi punti di vista rispetto alle trasformazioni in corso, con approfondimenti su argomenti e settori differenti.  Secondo le loro competenze cercheranno di individuare un percorso possibile di “transizione”.
Interventi di: ROBERTO MONCALVO (Presidente Nazionale Coldiretti), MAURO BONAIUTI (Università di Torino), CARLO MODONESI (Università di Parma) e ROBERTO BURLANDO (Università di Torino). Modera il dibattito SAMUELE PIGONI (progettista della Diaconia Valdese).
 
Ore 21.15 – SPETTACOLO TEATRALE - LEZIONI DI GIARDINAGGIO PLANETARIO dell’attrice-giardiniera LORENZA ZAMBON.
Tecniche ed ispirazioni …. o meglio istigazioni. Per un giardinaggio fuori dai giardini.
Perché il vero giardinaggio non è faccenda di consumo, di mostre snob, di riviste patinate.
Perché per essere giardinieri non occorre possedere un giardino. Il giardino è il pianeta e noi tutti ci viviamo in mezzo.
 
 
In caso di pioggia le conferenze e gli spettacoli si terranno al chiuso in una sala nelle vicinanze messa a disposizione dall'Amm. Comunale.
 
 
Programma workshop e laboratori
Luogo
Ora
Evento
Relatori
W1
10.00-11.00
Dal seme al pane
Asci Piemonte

W3
10.00-11.00
Autoproduzione di yogurt e formaggi
Basta un seme
W2

10.00 -11.00
Psicologia e decrescita
Enrica Gagliardi
(psicologa)

W1

11.00-12.00
Lentius, profundis, suavius: perché è arrivato il momento di creare una Rete del turismo sostenibile nelle Alpi del Nordovest
Dislivelli
Maurizio Dematteis
(giornalista e  direttore della rivista Dislivelli.eu)
W2
11.00-12.00
Laboratorio di cosmetica naturale (workshop pratico)
Basta un seme
W3

11.00-12.00
Ritorno al futuro: confronto tra adolescenza e menopausa
ADAM&EV@
Boaglio Ilaria (psicologa)

W1
15.00-16.00
Lavabio: detersione naturale per le pulizie di casa

Basta un seme
W2
15.00-16.00
Laboratorio di permacultura
Gruppo Permacultura Piemonte

W3
15.00-16.00
L’alimentazione vegetale dall’infanzia alla terza età
Semi di Lino
Maria Rita Virdis
W3
16.00-17.00
Il meraviglioso mondo delle api
Asci Piemonte
W2
16.00-17.00
Mettiamo le mani in... Pasta Madre! Ovvero: come produrre in casa un pane buono per noi e per l'ambiente

Comunità torinese della Pasta Madre LieviTO
Mariangela Zandonadi e gli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore "G. Giolitti" di Torino

W1

16.00-17.00
La decrescita e i giovani
Jean-Louis Aillon
(medico e vicepresidente del Movimento per la Decrescita Felice)

W1
17.00-19.00
La siepe campestre e le mangiatoie con materiali di recupero (bird siding)
Lac sezione pinerolese
Barbara Fera
W2
17.00-18.00
Un'ottima Birra, la Tua!
(workshop teorico)
Associazione Arti e Tradizioni
Andrea Ferroni
W3
17.00-18.00
Esperienza sensoriale a tutto tondo
Semi di Lino
Maria Rita Virdis
W2
18.00-19.00
“Fai da te” di cosmetici vegetali: autoproduzione teorica
Daymons
Maria De Luca
W3
18.00-19.00
Genitori ecologici
Naturalmamma
Luisa Orsi

mercoledì 4 giugno 2014

Una lettera per "LIBERA...le emozioni...senza lacrime a pugni chiusi"

Una settimana fa andava in scena "LIBERA...le emozioni...senza lacrime a pugni chiusi". Pubblichiamo una lettera che l'autore ha voluto condividere con noi. 


La lettera di M. O.

Carissimi (...)
Ieri sera ho assistito a uno spettacolo degli alunni delle classi terze medie delle sezioni San Secondo e Abbadia, tra le quali c’è mio figlio M.
La piece è stata costruita non come soggetto unico ma in segmenti, tutti col comune denominatore della “sopraffazione”. I ragazzi hanno affrontato il tema del “bullismo”, dell’”emarginazione del diverso”, dei “sogni irraggiungibili” e della “lotta alle mafie”.
La serata è stata confezionata in collaborazione con l’associazione Libera, presidio" Rita Atria" di Pinerolo, che ha voluto affrontare gli argomenti più sentiti dai ragazzi nel modo che sembrerebbe persino scontato: una recita.



Ebbene non è stato così. Con pochissime prove a disposizione, i mini-artisti sono stati davvero fantastici: coreografie, musiche, recitazione, canti; una prova eccellente per ragazzi di quell’età. Ma al di là delle performance, singole e corali, siamo tutti rimasti stupiti della partecipazione emotiva di coloro che erano sul palco ma anche di tutto il pubblico, ed io, in particolar modo dai coetanei dei protagonisti che erano seduti in platea.
In un sipario particolare, un ragazzino veniva deriso perché vestito in modo eccentrico e additato da tutti come un debole e “sfigato”. La scena veniva dapprima accolta dalle risate dei compagni in sala mentre il “bulletto” dipingeva la faccia del malcapitato col rossetto. L’azione veniva ripetuta e ripetuta, con lentezza, evidenziando la crudeltà del gesto, mentre altri ragazzi sullo sfondo facevano finta di nulla per paura di rappresaglie; il tutto accompagnato con le percussioni del musicista.
Ma a poco a poco le risate si sono spente ed un senso di angoscia traspariva dai volti dei ragazzi nelle poltrone. Si sarebbe sentita volare una mosca.
Credo che questo sia stato l’obiettivo. Più che un seme è stato posto nei loro cuori, più che una speranza per tutti noi, in particolare per i genitori: il messaggio è arrivato forte e chiaro. E subito ho visto concretizzarsi il lavoro e la passione di Francesco e i suoi collaboratori, confortati da un gruppo di insegnanti preparate, appassionate e lungimiranti che hanno capito l’importanza di azioni di questo genere sulla società e si sono impegnate, per questa produzione, senza risparmio di energie. E vi assicuro che non è retorica o piaggeria.
Pensate che mi sono addormentato con ancora negli occhi e nelle orecchie lo splendido finale con tutti i ragazzi seduti sul palco e una ragazza sul proscenio che interpretava, e ripeto, interpretava egregiamente: “La libertà” di Giorgio Gaber. E questa mattina ho detto a mia moglie che se ci fosse stata una replica sarei andato volentieri a rivederla.
Mi scuso se questi pensieri vi appaiono sdolcinati ma vi garantisco che l’emozioni si potevano quasi toccare: forse solo le associazioni di volontariato sanno far esprimere ai cittadini, in questo modo, il senso di comunità e solidarietà che la società d’oggi ha relegato ai margini. (...)  è importante avere dei sogni abbastanza grandi da non perderli di vista mentre si perseguono. (O.Wilde)
Con stima.
M. O.
La nostra risposta

Ha ragione M.O.
E' stato un privilegio assistere allo spettacolo realizzato dalle ragazze ed i ragazzi delle delle classi terze dei plessi Abbadia Alpina e San Secondo della Scuola Media "F. Brignone". Uno spettacolo che si è così trasformato in una lezione di vita regalata a noi "adulti" e che ci ha fatto comprendere il grande debito che abbiamo nei confronti delle nuove generazioni: una colpa grande nei loro confronti a causa della società "malata" che abbiamo costruito.
La realtà, il mondo che attende  le speranze, i sogni,  di quelle ragazze e quei ragazzi  non è fatta per "accoglierli". Lo sappiamo bene "noi grandi" come vanno davvero le cose: in scena, nella vita, tante volte ritorneranno gli opportunisti, gli indifferenti, "i bulli" divenuti cosche-cricche-caste, "a rubare la scena" all'Amicizia, alla Solidarietà, all'Impegno, alle Capacità di ciascuno, all'Amore, alla LIBERTA'.
Proviamoci! facciamo lo sforzo, tutti insieme, di provare a saldare, almeno in parte quel debito! Questo chiedono quelle ragazze e quei ragazzi! Proviamo a cambiare qualcosa...!
Prima della canzone di Giorgio Gaber, una ragazza pronunciava le parole conclusive del tema di maturità di Rita Atria: "(....)Forse un mondo onesto non esisterà mai, ma chi ci impedisce di sognare. Forse se ognuno di noi prova a cambiare, forse ce la faremo.
Arturo Francesco Incurato 
per il presidio LIBERA "Rita Atria" Pinerolo

alcune foto di  "un sipario particolare"...

                                      "Io sono la paura di non essere amato..."
                        "Guardate la femminuccia!...ma lo capite chi sono? Io sono l’Odio…"
Io sono l'Odio...colui che la gente divide,
che le strade spezza,
che la fratellanza uccide,
io, il signore dell’ amarezza.
Nella negatività primo sul podio.
Eccomi, sono l’ odio!

"Io mi chiamo amore..." 
...sono la voce del tuo cuore.
Miglioro la vita delle persone,
non sento nessuna ragione,
non seguo nessuna logica;
io sono una cosa magica.
Io mi chiamo amore...

La Libertà 
La Libertà non è star sopra un albero
non è neanche il volo di un moscone
Libertà non è uno spazio libero
Libertà è Partecipazione


sabato 31 maggio 2014

Don Luigi Ciotti: "Antimafia? Una parola che va eliminata"

Don Luigi Ciotti.Antimafia. Una volta era una parola nobile, ora snaturata da un uso superficiale: è diventata un'etichetta. Se la eliminassimo, sbugiarderemmo quelli che ci hanno costruito sopra una falsa reputazione. L'ho scritto anche a papa Francesco
Proponga allora una parola nuova! 
«Responsabilità. Sembra semplice, ma è la più impegnativa e basterebbe da sola a cambiare le cose»

L'antimafia. Lo abbiamo capito da tempo: per certi personaggi, per certi ambienti, "l'antimafia" è un affare favoloso. Carriere, denaro ( da gestire o da drenare), lustrini e ribalte. Da qui le divisioni, i personalismi. le "splendide carriere" dietro a cui si nasconde "il nulla", se non il vacuo riferimento a storie e nomi speculati per raggiungere e conquistare i lustrini,  le ribalte, i privilegi.
La mia personale opinione è che "fare memoria" non serve a molto se non capiamo che occorre guardarsi intorno -ovunque- per impedire che si generino situazioni e comportamenti mutuati dalla matrice mafiosa. Lo ripetiamo sempre: i meccanismi ( mafiosi) sono talmente semplici ed efficaci da essere "normalmente" praticati anche da chi "mafioso" non è dal punto di vista penale-giudiziario. Quanto poi è accaduto in queste elezioni, e proprio in Piemonte, ribadisce -a mio parere - la denuncia dell'oramai ex procuratore Caselli, denuncia pronunciata nella requisitoria al processo Minotauro: non bastano i giudici , non bastano i processi se la società civile (meglio sarebbe parlare di società "responsabile") non rivendica il limite dell'osceno, del "non accettabile".E allora accade che anche la lezione a Bassano del Grappa di Paolo Borsellino la si  metta da parte (anche quella?), accantonata perchè non faccia troppo male, perchè non dia troppo fastidio:


E allora, anche se si tratta di rapporti non penalmente rilevanti, è giusto, "è bello", che la politica abbia "scelto" i suoi uomini senza provare la vergogna di candidare certi personaggi nella regione che ha visto assassinare Bruno Caccia?
Occorre riflettere! Tutti!...noi per primi! Questa è la mia opinione
Arturo Francesco Incurato
referente presidio LIBERA "Rita Atria" Pinerolo


Fonte : L'ESPRESSO

In un'intervista a “l'Espresso” nel numero in edicola venerdì 30 maggio, Don Luigi Ciotti, fondatore del gruppo Abele e promotore di Libera, prete da sempre in prima linea contro l'illegalità, prende le distanze dalla retorica dell'antimafia.
Don Luigi Ciotti. “Antimafia. Una volta era una parola nobile, ora snaturata da un uso superficiale: è diventata un'etichetta. Se la eliminassimo, sbugiarderemmo quelli che ci hanno costruito sopra una falsa reputazione. L'ho scritto anche a papa Francesco

- Il termine “antimafia”? 
"Una di quelle parole «una volta nobili e ora snaturate da un uso superficiale che le ha rese inservibili».
A 50 anni dai voti sacerdotali, ricostruisce la sua vita di prete di periferia e parla del nuovo papa. «Ora l'aria è cambiata. Pensi che Francesco ha avuto persino l'umiltà di dirmi: “Mi mandi qualche appunto sulle mafie”»

- Che cosa gli ha scritto? 
«Quello che so e quello che va cambiato. A cominciare da parole una volta nobili e ora snaturate da un uso superficiale che le ha rese inservibili. Oggi tutti parlano di pace, di diritti, di giustizia e soprattutto di legalità, che è diventata fluida, malleabile, piegata ai bisogni di chi la pronuncia. L'uguaglianza di fronte alla legge ha bisogno di uguaglianza sociale, altrimenti la legalità diventa una discriminazione tra chi sta bene e chi tira la cinghia. Per non parlare dell'antimafia. E' ormai una carta d'identità, non un fatto di coscienza. Se la eliminassimo, forse sbugiarderemmo quelli che ci hanno costruito sopra una falsa reputazione. Per fortuna anche qualche politico lo ha capito. Rosy Bindi, presidente della Commissione antimafia, all'inizio criticata perché ritenuta incompetente, è stata qui ore e ore ad ascoltare con umiltà la nostra esperienza, ha approfondito e oggi si muove molto bene in un territorio scivoloso e difficile, a cui l'etichetta di antimafia non aggiunge niente. Anzi»

Proponga allora una parola nuova! 
«Responsabilità. Sembra semplice, ma è la più impegnativa e basterebbe da sola a cambiare le cose»


mercoledì 28 maggio 2014

Fare Memoria: Strage di Piazza della Loggia a Brescia . 28 maggio 1974

Lo abbiamo detto in altre occasioni: "(...) Morti innocenti, delitti oscuri perpetrati da mani a cui abbiamo dato il nome di mafie, bande, terroristi, servizi segreti deviati, golpisti. E’successo e potrebbe succedere ancora: delitti commessi pensando che, in Italia, potesse servire “a qualcosa e a qualcuno” spargere sangue innocente, seminare paure e insicurezza per annientare persone, idee, valori.(...)"



Quel giorno , il 28 maggio 1974, in Piazza della Loggia era in corso una manifestazione indetta dai sindacati e dal  Comitato Antifascista come atto di protesta contro gli episodi di terrorismo neofascista che si erano manifestati nei mesi precedenti. Una bomba nascosta in un cestino porta-rifiuti fu fatta esplodere mentre la folla era accalcata sotto il palco ascoltando il comizio.
Il 14 aprile 2012 la Corte d'Appello conferma l'assoluzione per tutti gli imputati appartenenti all'area della estrema destra, condannando le parti civili al rimborso delle spese processuali. 
L'ennesima strage italiana, l'ennesima strage "senza colpevoli". 
Quel giorno, il 28 maggio 1974,  oltre ad un centinaio di feriti, morirono 8 innocenti. .

Giulietta Banzi Bazoli, anni 34, insegnante
Livia Bottardi Milani, anni 32, insegnante
Euplo Natali, anni 69, pensionato
Luigi Pinto, anni 25, insegnante
Bartolomeo Talenti, anni 56, operaio
Alberto Trebeschi, anni 37, insegnante
Clementina Calzari Trebeschi, anni 31, insegnante
Vittorio Zambarda, anni 60, operaio

martedì 27 maggio 2014

Strage dei Georgofili. 27 maggio 1992: Caterina Nencioni (50 giorni di vita), Nadia Nencioni (9 anni), Angela Fiume (36 anni), Fabrizio Nencioni (39 anni), Dario Capolicchio (22 anni).

Nella notte fra il 26 e il 27 maggio 1993: a Firenze, viene fatta esplodere una Fiat Fiorino imbottita di esplosivo nei pressi della storica Torre dei Pulci, tra gli Uffizi e l'Arno, sede dell'Accademia dei Georgofili.
Nell'esplosione, perde la vita Caterina Nencioni (50 giorni di vita), Nadia Nencioni (9 anni), Angela Fiume (36 anni), Fabrizio Nencioni (39 anni), Dario Capolicchio (22 anni). Rimangono ferite 48 persone. 
Ora sappiamo che quella strage serviva ad alzare il prezzo del ricatto mafioso allo Stato: la trattativa vergognosa che qualcuno ora vuole cancellare



Riportiamo un articolo pubblicato da La repubblica nell'anniversario della strage del 2012
Fonte : LA Repubblica. maggio 2012

LAURA MONTANARI
" Ricordare non è un esercizio di ripetizione perché nessun anniversario è uguale al precedente.(...) Stanotte ha un senso restare svegli, mescolarsi al corteo che partirà all’una da piazza della Signoria per arrivare sotto la torre de’ Pulci. Ha un senso ricordare l’esplosione, le sirene, il fuoco, il tappeto di vetri e calcinacci sulla strada. Ha senso tornare alla notte in cui abbiamo creduto che fosse «soltanto» una fuga di gas e ricordare invece la mattina dopo quando ci hanno detto che invece era una bomba." 
Morirono Angela e Fabrizio Nencioni, le loro figlie Nadia e Caterina e lo studente in architettura Dario Capolicchio. Quarantuno persone rimasero ferite. Furono danneggiati gli Uffizi, Palazzo Vecchio, la chiesa di Santo Stefano al Ponte Vecchio e tutte le abitazioni intorno. 
(...) "Le istituzioni dovrebbero cercare quello sviluppo e quella crescita che permettano ai giovani di inserirsi nel mondo del lavoro, senza dover ricorrere alla mafia." Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso, parlando con gli studenti nell'incontro a Firenze. Grasso ha ricordato di quando un boss gli raccontò di un padre di famiglia che, per sfamare la figlia, gli chiese un lavoro, finendo poi per prestarsi alle richieste della malavita. "Quel boss mi disse - ha ricordato Grasso - che la mafia sarà sconfitta quando, in quelle condizioni di difficoltà, ci si rivolgerà allo Stato e non alla criminalita".
"Come posso parlare di legalità - ha poi aggiunto - a chi non sa come sfamare la figlia? Poter avere un lavoro rende liberi". "La mafia è un fenomeno criminale - ha spiegato Grasso - ma c'è anche chi va chiedere un lavoro alla mafia, anche perchè a volte non ci sono alternative".

Gli ultimi dieci minuti prima della bomba
fonte: Corriere della Sera


FIRENZE - Dario alza lo sguardo verso le lancette dell’orologio in cucina. Segna l’una meno cinque di notte. «Francesca, smettiamo un po’?». Lei accarezza le pagine del libro che sta studiando, sorride e lo guarda: «Dai, ancora una mezzora e poi ce ne andiamo a dormire». Hanno vent’anni, vengono da Sarzana, erano al liceo insieme e insieme si sono iscritti ad Architettura, a Firenze. Vivono in affitto in via dei Georgofili, all’ombra dei grandi finestroni degli Uffizi. Un piccolo appartamento al terzo piano, condiviso con un altro studente che stasera non c’è: il treno da Carrara è stato soppresso e lui non è riuscito a tornare a Firenze. Dario e Francesca non sono proprio partiti, la settimana prossima hanno un esame importante e hanno deciso di non perdere neanche un giorno. Quella casa è il loro sogno: le travi di legno, i quadri da appendere alle pareti, la vita quotidiana passata tra una colazione veloce, i quaderni degli appunti, l’armadio troppo piccolo per due, le cene con gli amici dell’università. «Va bene Frà, facciamo un altro quarto d’ora, dai».

La signora Giovannella ha 84 anni. È la direttrice della pensione «Quisisana», a due passi da Ponte Vecchio. Quella che ha ispirato lo scrittore Edward Morgan Foster per il romanzo «Camera con vista» e poi il celebre film di James Ivory. Ormai tutti i turisti vogliono passare almeno una notte nella «camera 22», proprio davanti al Corridoio Vasariano. Stasera ci dorme una coppia di americani, la ragazza è incinta di sei mesi. Per prendere la stanza ripetevano insistentemente «Ivory, Ivory». Giovannella non ha sonno. Apre una finestra e guarda San Miniato al Monte, respira l’aria di primavera che sembra ancora più bella a Firenze. Passeggia nel corridoio, butta un occhio sulle camere. Stanotte ci sono sessanta ospiti. Il latte, ci sarà il latte? Scappa in cucina, apre il frigo. Sì, c’è latte per tutti. Giovannella ha già apparecchiato la stanza delle colazioni. Poi si siede ad uno dei tavoli. Apre una rivista di enigmistica e comincia a fare due parole crociate. Così, per ingannare il tempo, che stanotte non la fa dormire.
Nadia invece a letto c’è da un po’. È la figlia di Angela, la custode dell’Accademia dei Georgofili. Vive nella Torre dei Pulci, ha nove anni. Suo papà Fabrizio è un vigile. L’ha sentito che si svegliava perchè Caterina piangeva. I bimbi così piccoli, pensa Nadia nel dormiveglia, piangono sempre e che urla che tirano. Oggi la mamma le ha detto che è stata brava: oltre a guardare la sorellina nata da due mesi, ha scritto anche una poesia. La recita al suo orsacchiotto: «Il pomeriggio se ne va/ il tramonto si avvicina/un momento stupendo/il sole sta andando via (a letto)/è già sera/tutto è finito».
All’Accademia regna un gran silenzio. È quello dei libri, più di 70mila volumi e dodicimila manoscritti dal 1700 ad oggi. Stanno lì e aspettano gli studiosi che domani verranno. Il Corridoio Vasariano invece, aspetta i suoi turisti. Pochi, scelti, perché lì si va solo per appuntamento. Da lì i granduchi si muovevano liberamente tra un palazzo e l’altro.
L’orologio della notte si ferma alle 1.04. Marco, da piazzale Michelangelo vede due lampi bianchi e una fiamma. Poi, Firenze muore.
Alessandra Brav