martedì 27 gennaio 2015

Giorno della Memoria: 27 gennaio 1945

"(…) Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa, la demolizione di un uomo. In un attimo, con intuizione quasi profetica, la realtà ci si è rivelata: siamo arrivati al fondo. Più giù di così non si può andare: condizione umana più misera non c'è. Ci toglieranno anche il nome: e se vorremo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza di farlo, di fare sì che dietro al nome, qualcosa ancora di noi, di noi quali eravamo, rimanga." 

 brano tratto da “Se questo è un uomo” di Primo Levi

il cancello di Aushwitz con la scritta "Arbeit macht frei": "Il lavoro rende liberi")

"Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha trasformato la mia vita in una lunga notte, sette volte maledetta e sette volte sigillata. Mai dimenticherò quel fumo. Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini, i cui corpi vidi trasformarsi in ghirlande di fumo sotto un muto cielo blu. Mai dimenticherò quelle fiamme che consumavano la mia fede per sempre. Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi privò, per tutta l'eternità, del desiderio di vivere. Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima e trasformarono i miei sogni in polvere. Non dimenticherò mai queste cose, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai".
Elie Wiesel, sopravvissuto dei campi di concentramento di Auschwitz, Buna e Buchenwald.
"...mio Dio, noi vogliamo vivere! Non vogliamo vuoti nelle nostre file. Il mondo è nostro e noi lo vogliamo migliore. Vogliamo fare qualcosa. E’ vietato morire!” 
                               Eva Picková, morta ad Auschwitz il 18 dicembre 1943 all’età di 12 anni


bambini del Lager mostrano il braccio tatutato

Il Giorno della Memoria ricorda la data in cui l'ersercito russo entra nel lager Aushwitz, oramai abbandonato dalle SS: 27 gennaio 1945 
Fare Memoria significa conoscere quanto è accaduto; fare Memoria significa capire i meccanismi" che si celano dietro ai fatti; fare Memoria significa impegnarsi affinché quanto è accaduto non abbia più “il tempo” e “il modo” di ripetersi. Fare Memoria significa conoscere per diventare ed essere cittadini responsabili. 
Come è stato possibile l'orrore dei Lager? 
Come è stato possibile concepire lo sterminio di popoli? 
La cosiddetta "banalità del male", il pericolo che il male possa ripresentarsi,  è un pericolo sempre presente Dopo quelli nazisti, l'Umanità ha sofferto per altri Lager, altri stermini, altre violenze terribili inflitte da uomini ad altri uomini. 
Perchè? Come è possibile che ciò accada dopo quello che è già accaduto? 
Primo Levi si interroga su come sia stato possibile il dramma dello sterminio nel libro “I sommersi e i Salvati. Luogo di quella ricerca è l'animo umano di ogni tempo; le risposte sono celate nell'eterna -mediocre- lotta per il potere, con attori che si dividono le parti dei "padroni" e dei "servi" alla conquista di un  "privilegio" possibile.
“Il privilegio per definizione difende il privilegio. (…) L’ascesa dei privilegiati, non solo nel Lager ma in tutte le convivenze umane, è un fenomeno angosciante ma immancabile: essi sono assenti solo nelle utopie. E’ compito dell’uomo giusto fare la guerra ad ogni privilegio non meritato, ma non si deve dimenticare che questa è una guerra senza fine. Dove esiste un potere esercitato da pochi - o da uno solo- contro i molti, il privilegio nasce e prolifica, anche contro il volere del potere stesso; ma è normale che il potere, invece, lo tolleri  e lo incoraggi.(…) la classe ibrida dei prigionieri-funzionari ne costituisce l’ossatura ed insieme l’elemento più inquietante. E’ una zona grigia, dai contorni mal definiti, che insieme separa e congiunge i due campi dei padroni e dei servi. (…)”.

lunedì 26 gennaio 2015

la nota di Libera sull'allarme mafie e corruzione lanciato ieri da numerose procure all'inaugurazione dell'anno giudiziario.

Inaugurazione Anno Giudiziario. Libera: "Governo e Parlamento hanno il dovere di dare risposte chiare e precise"


Tante e diverse le voci dei procuratori generali levatesi contro i provvedimenti del governo considerati insufficienti,  contraddittori, addrittura negativi per il buon funzionamento della Giustizia. Qui la rassegna presentata da Il Fatto Quotidiano.
Di oggi la nota di Libera sull'allarme mafie e corruzione lanciato ieri da numerose procure all'inaugurazione dell'anno giudiziario.
" Governo e Parlamento hanno il dovere di dare risposte chiare e precise di fronte al grido d'allarme autorevole lanciato in tutta Italia dalla magistratura in occasione dell' inaugurazione dell'anno giudiziario sul dilagare delle mafie e della corruzione nel nostro paese. Un grido d'allarme frutto anche del lavoro di indagini delle forze dell'ordine e del contributo di monitoraggio e di denuncia sui territori di una società civile responsabile. Servono norme efficaci a cominciare dalla prescrizione, sui beni confiscati, sui delitti ambientali,  che vanno approvate quanto prima, e risorse adeguate. Ma c'è sopratutto bisogno di una vera e propria rivoluzione culturale in cui tutti, nessuno escluso, facciano fino in fondo la loro parte contro ogni forma di illegalità. Il grido d'allarme lanciato ieri ci richiama tutti ad impegnarci per fare meglio e di piu', con corresponsabilità e decisione, perchè le mafie e la corruzione inquinano i processi della politica, minacciano il prestigio e la credibilità delle Istituzioni, sottraggono risorse destinate al bene della comunità, corrodono il senso civico e la stessa cultura democratica." 


Vi invitiamo: "PER QUESTO"

Venerdì 30 gennaio 2015, ore 21.00, al Teatro Incontro di Pinerolo,  l’appuntamento è per tutti, piccoli e grandi! ...
Organizzato in collaborazione con  Presidio LIBERA “Rita Atria” Pinerolo,andrà in scena lo spettacolo Per questo! di Eleonora Frida Mino. Lo spettacolo è tratto dal libro “Per questo mi chiamo Giovanni” di Luigi Garlando, dedicato a Giovanni Falcone, alla storia del "pool anti-mafia", alla lotta a favore della Giustizia.
Lo spettacolo è parte della rassegna “Di Festa Teatrando” (QUI l'articolo integrale).

la locandina

perchè il Teatro?

Lo scorso anno andava in scena lo spettacolo "LIBERA...le emozioni...senza lacrime...a pugni chiusi ( qui l'articolo). Lo spettacolo era nato dall'impegno di alcune professoresse della scuola media "F. Brignone", con le quali si era progettato un percorso di esperienze da offrire a ragazze e ragazzi dell'Istituto. Fra queste esperienze, quella del "teatro". Grazie a Guido Castiglia, attore e regista teatrale, fra i fondatori del presidio "Rita Atria", si era potuto proporre agli studenti  una riflessione differente: alle ragazze ed ai ragazzi era stato chiesto di riversare nei testi di "uno spettacolo" le emozioni, le riflessioni, scaturite dagli incontri avuti col presidio"Rita Atria"Pinerolo. Il risultato era stato davvero emozionante
In quella occasione abbiamo avuto conferma che il Teatro, lo spettacolo, non dovrebbe mai essere "custode del sonno di una società in catene" ( Guj Deborge).  Il teatro infatti non è solo la magnificenza di "macchine e ingegni" fantastici; sin dalle sue origini,il Teatro è anche uno dei luoghi ove proporre, anche attraverso la satira e il sorriso,  Storie e Idee che aiutino a riflettere, a ricercare e scoprire i valori su cui fondare la comunità nella quale vogliamo riconoscerci.

domenica 25 gennaio 2015

Luigi Ciotti e Beppe Grillo si incontrano per discutere sul "reddito di cittadinanza".

Riportiamo la dichiarazione di Luigi Ciotti sull'incontro con Beppe Grillo e la delegazione del M5S dedicato al tema del reddito di cittadinanza. Ricordiamo che il tema del "reddito di cittadinanza" è uno fra i 10 punti della campagna "Miseria Ladra", lanciata da LIBERA e Gruppo Abele (qui). Il reddito di cittadinanza può essere una prima risposta al "ricatto del lavoro", il ricatto imposto dalle mafie e dai poteri osceni che dominano questo paese.

"Ci ha fatto piacere incontrare oggi come Libera Beppe Grillo e la delegazione di parlamentari del M5S presso la nostra sede nazionale. Abbiamo accolto volentieri la loro richiesta d'incontro perché condividiamo la preoccupazione sulla gravità di una crisi economica e sociale che sta moltiplicando nel Paese sofferenze, povertà, disuguaglianze e che alimenta mafie e corruzione. Lo sperimentiamo ogni giorno attraverso le tante realtà sociali che aderiscono a Libera. Non a caso abbiamo inserito al primo punto del manifesto conclusivo di Contromafie, che si è svolta a Roma nello scorso mese di ottobre, la richiesta di introdurre anche nel nostro Paese uno strumento, il reddito di cittadinanza o reddito minimo garantito, da applicare in modo sistematico, non emergenziale e non discrezionale per affrontare le difficoltà del momento che sta vivendo il Paese.
Molti esperti ritengono che si debba andare in questa direzione, come sollecitato peraltro anche dal Parlamento europeo già nel 2010. L'Italia ci arriva tra gli ultimi paesi d'Europa. Ora bisogna fare bene e in tempi certi. Ci sono in Parlamento proposte di legge già presentate da M5S e Sel e abbiamo oggi espresso l'auspicio che si possano trovare quanto prima le indispensabili convergenze perché si arrivi all'approvazione di una buona legge.
Nell'incontro abbiamo anche messo in evidenza tre questioni non marginali, da affrontare e risolvere insieme. Il primo problema è rappresentato da come, in questa fase, viene introdotto il reddito di cittadinanza, o reddito minimo garantito. Non bisogna lasciarsi trascinare dalla volontà di fare un bel programma senza pensare per tempo agli aspetti applicativi. Gli interventi di distribuzione di sussidi economici sono di norma ritenuti poco in grado di promuovere inclusione sociale e promozione dei diritti. Non basta dare soltanto i soldi, insomma, se non vengono accompagnati da un forte sistema di servizi di sostegno. La povertà ha all'origine molte cause ed eliminare solo quella relativa alla mancanza di denaro è limitativo.
Il secondo problema riguarda la difficile fase di transizione dall'attuale sistema al nuovo. Potrebbe non essere un passaggio indolore. E va gestito bene.
Il terzo interrogativo riguarda la capacità dell'amministrazione pubblica di mettere in atto un insieme di servizi per accompagnare concretamente e quotidianamente le persone nel loro percorso sociale e culturale.
Si tratta di costruire una risposta a problemi che riguardano la dignità e la libertà delle persone, di fronte alle diseguaglianze che aumentano e a una povertà fuori controllo. Non c'è bisogno di misure assistenziali né possiamo immaginare che il reddito di cittadinanza, o reddito minimo garantito, sia la soluzione del problema. E', però, una misura indispensabile nel breve periodo per contrastare la povertà assoluta, l'esclusione sociale e il ricatto delle mafie.

venerdì 16 gennaio 2015

GRETA RAMELLI E VANESSA MARZULLO. LIBERE!


LIBERE!





Roberto Saviano a Greta Ramelli e Vanessa Marzullo 


"Care Greta e Vanessa, sono felice per la vostra liberazione. E come me stasera sono felici in tanti. Ma vi aspetterà anche un'Italia odiosa, che vi considera ragazzine sprovvedute che invece di starsene a casa sono andate a giocare in Siria. Diranno che sono stati spesi molto soldi, più del valore delle vostre vite. All'Italia che in questi mesi vi ha offeso, motteggiato, che ha persino parteggiato per i vostri rapitori, non permettete di ferirvi. È il senso di colpa per non aver coraggio, è l’insofferenza dell’incapace che, fermo al palo, cerca di mitigare la propria mediocrità latrando contro chiunque agisca.

Spero saprete sottrarvi a questo veleno.
Un’altra parte di questa Italia è convinta che il vostro sia stato un atto di coraggio e di umanità e che nessuno possa essere considerato causa del proprio rapimento."

Caserma Bochard di San Vitale e "Cortile del Maglio". Progetti affini?

Sentinelle del territorio: questa sera parteciperemo all'incontro pubblico "CASERMA BOCHARD  e CORTILE EL MAGLIO. Progetti affini?".
La città di Pinerolo ha da poco acquisito l'isolato della Caserma Bochard di San Vitale. Obiettivo dell'Amministrazione è quello di farne un "Polo Culturale". 



Molti di noi avevano partecipato all'incontro dello scorso 15 dicembre:  "Caro Sindaco, la piazza del Sapere..." organizzato dalla Sezione pinerolese di Italia Nostra. Protagonista di quell'incontro era stata la dott.ssa Antonella Agnoli ( qui alcune note biografiche), una delle massime esperte di "spazi e piazze del Sapere",  la quale aveva offerto a tutti noi una riflessione profonda e "impertinente" ( è definizione data dalla stessa  Agnoli). 
Pensiamo che il contributo offerto dalla dott.ssa Agnoli abbia rafforzato il bisogno, la necessità, che  anche a Pinerolo si avvi un processo di "partecipazione", reale e costruttiva, sui temi fondamentali della comunità. 
L'Impertinente" dott.sssa Agnoli aveva iniziato quella sua riflessione dicendo che, sul polo Culturale pinerolese, le pareva non fosse stata ancora posta la domanda-considerazione fondamentale: "Mi serve un Polo Culturale? E se mi serve, che tipo di Polo Culturale mi serve?" 
Perchè nel caso di un Polo Culturale non si tratta tanto di risolvere i problemi -più o meno fondati- di un direttore bibliotecario, nè di risolvere il problema "dei libri" e neppure i problemi dei pochi o tanti frequentatori di una biblioteca. Fosse così semplice! 
 E' tutto quello ma anche molto di più! 
Anche noi ci poniamo domande di cui daremo conto dopo aver partecipato all'incontro di questa sera.Ne riparleremo!

domenica 11 gennaio 2015

Francesco Rosi: il cinema come denuncia e impegno civile

Il regista Francesco Rosi è morto ieri: con lui il cinema utilizzato come mezzo di denuncia e di impegno civile aveva raggiunto vertici  di altissima qualità artistica 
Fra questi,ricordiamo per tutti il film  "Le Mani sulla Città",  il film che - nel 1963!- denunciava e spiegava le cause del degrado irreversibile che stava subendo il territorio italiano ad opera della speculazione edilizia guidata da affaristi, mafiosi e mala-politica. Ricordiamo una delle scene principali del film: 


- Lo so che la città è là e da quella parte sta andando perché il Piano Regolatore così ha stabilito. Ma è proprio per questo che noi da là dobbiamo fare arrivare qua!

      - E ti pare una cosa facile?…Cambiamo il Piano Regolatore?

-Non c’è bisogno. La città va in là…E questa è zona agricola…E quanto la puoi pagare oggi? Trecento, cinquecento, mille Lire al metro quadrato! Ma domani questa terra, questo stesso metro quadrato, ne può valere sessantamila, settantamila!... E pure di più. Tutto dipende da noi: il 5.000% di profitto. Eccolo là: quello è l’oro oggi! E chi te lo dà? Il commercio? L’industria? L’avvenire industriale del Mezzogiorno, sì! Investili i tuoi soldi in una fabbrica: sindacati, rivendicazioni, scioperi, cassa malattia. Ti fanno venire l’infarto cu sti’ cose.