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mercoledì 24 aprile 2024

LIBERAZIONE è FRUTTO della RESISTENZA - "PER DIGNITA' NON PER ODIO"

  LIBERAZIONE è FRUTTO della RESISTENZA 

"PER DIGNITA' NON PER ODIO"

Piero Calamandrei: "(...) Vittoria contro noi stessi: aver ritrovato dentro noi stessi la dignità dell’uomo. Questo fu il significato morale della Resistenza: questa fu la fiamma miracolosa della Resistenza. Aver riscoperto la dignità dell’uomo, e la universale indivisibilità di essa: questa scoperta della indivisibilità della libertà e della pace, per cui la lotta di un popolo per la sua liberazione è insieme lotta per la liberazione di tutti i popoli dalla schiavitù del denaro e del terrore, questo sentimento della uguaglianza morale di ogni creatura umana, qualunque sia la sua nazione o la sua religione o il colore della sua pelle, questo è l’apporto più prezioso e più fecondo di cui ci ha arricchito la Resistenza. (...)".
(Ibrano è tratto da Passato e avvenire della Resistenza, discorso tenuto da Piero Calamandrei il 28 febbraio 1954 al Teatro Lirico di Milano, alla presenza di Ferruccio Parri.) 


Riportiamo il testo integrale del monologo di Antonio Scurati sul 25 aprile che lo scrittore avrebbe dovuto leggere  nella trasmissione  “Che sarà” e censurato dai dirigenti Rai:

Giacomo Matteotti fu assassinato da sicari fascisti il 10 di giugno del 1924.

Lo attesero sotto casa in cinque, tutti squadristi venuti da Milano, professionisti della violenza assoldati dai più stretti collaboratori di Benito Mussolini. L’onorevole Matteotti, il segretario del Partito Socialista Unitario, l’ultimo che in Parlamento ancora si opponeva a viso aperto alla dittatura fascista, fu sequestrato in pieno centro di Roma, in pieno giorno, alla luce del sole. Si batté fino all’ultimo, come lottato aveva per tutta la vita. Lo pugnalarono a morte, poi ne scempiarono il cadavere. Lo piegarono su se stesso per poterlo ficcare dentro una fossa scavata malamente con una lima da fabbro.

Mussolini fu immediatamente informato. Oltre che del delitto, si macchiò dell’infamia di giurare alla vedova che avrebbe fatto tutto il possibile per riportarle il marito. Mentre giurava, il Duce del fascismo teneva i documenti insanguinati della vittima nel cassetto della sua scrivania.

In questa nostra falsa primavera, però, non si commemora soltanto l’omicidio politico di Matteotti; si commemorano anche le stragi nazifasciste perpetrate dalle SS tedesche, con la complicità e la collaborazione dei fascisti italiani, nel 1944.

Fosse Ardeatine, Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto. Sono soltanto alcuni dei luoghi nei quali i demoniaci alleati di Mussolini massacrarono a sangue freddo migliaia di inermi civili italiani. Tra di essi centinaia di bambini e perfino di infanti. Molti furono addirittura arsi vivi, alcuni decapitati. Queste due concomitanti ricorrenze luttuose – primavera del ’24, primavera del ’44 – proclamano che il fascismo è stato lungo tutta la sua esistenza storica – non soltanto alla fine o occasionalmente – un irredimibile fenomeno di sistematica violenza politica omicida e stragista. 

Lo riconosceranno, una buona volta, gli eredi di quella storia?

Tutto, purtroppo, lascia pensare che non sarà così. Il gruppo dirigente post-fascista, vinte le elezioni nell’ottobre del 2022, aveva davanti a sé due strade: ripudiare il suo passato neo-fascista oppure cercare di riscrivere la storia. Ha indubbiamente imboccato la seconda via. Dopo aver evitato l’argomento in campagna elettorale, la Presidente del Consiglio, quando costretta ad affrontarlo dagli anniversari storici, si è pervicacemente attenuta alla linea ideologica della sua cultura neofascista di provenienza: ha preso le distanze dalle efferatezze indifendibili perpetrate dal regime (la persecuzione degli ebrei) senza mai ripudiare nel suo insieme l’esperienza fascista, ha scaricato sui soli nazisti le stragi compiute con la complicità dei fascisti repubblichini, infine ha disconosciuto il ruolo fondamentale della Resistenza nella rinascita italiana (fino al punto di non nominare mai la parola “antifascismo” in occasione del 25 aprile 2023).

Mentre vi parlo, siamo di nuovo alla vigilia dell’anniversario della Liberazione dal nazifascismo. La parola che la Presidente del Consiglio si rifiutò di pronunciare palpiterà ancora sulle labbra riconoscenti di tutti i sinceri democratici, siano essi di sinistra, di centro o di destra. Finché quella parola, Antifascismo, non sarà pronunciata da chi ci governa, lo spettro del fascismo continuerà a infestare la casa della democrazia italiana.”

Antonio Scurati


martedì 24 aprile 2018

RESISTENZA è LIBERTA'

FIACCOLATA DEL 24 APRILE 2018: affinché sempre si ricordi cosa è stata la RESISTENZA

(...) Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità della nazione, andate là, o giovani, col pensiero, perché là è nata la nostra costituzione." Piero Calamandrei, Discorso ai giovani sulla Costituzione nata dalla Resistenza. Milano, 26 gennaio 1955 ( leggi qui il testo integrale)": 
                                             RESISTENZA è LIBERTA'

venerdì 26 gennaio 2018

ANCHE A PINEROLO "MAI PIU’ FASCISMI"

ANCHE A PINEROLO "MAI PIU’ FASCISMI"


Il Pinerolese è da sempre impegnato a tutelare e a difendere i valori della Resistenza antifascista e dei principi della Costituzione Repubblicana.
Per queste ragioni guardiamo con grande preoccupazione alle sempre più frequenti manifestazioni promosse da organizzazioni neofasciste, portatrici di valori ed idee che si collocano al di fuori dal perimetro costituzionale e dall’ordinamento repubblicano, nonché dai principi fondamentali della convivenza civile e del rispetto della dignità umana.
In questo quadro non può passare inosservata e senza risposta la presenza organizzata di militanti di Casapound sotto i portici di corso Torino dello scorso sabato 20 gennaio.
La memoria storica, soprattutto oggi con l’avvicinarsi del 27 gennaio, deve essere sempre e con forza posta all’attenzione di tutti e soprattutto delle giovani generazioni affinché l’affacciarsi di nuovi fascismi non metta in discussione i principi democratici e di pacifica convivenza conquistati con il sacrificio di molti.
Come forze politiche e sociali, sindacati, movimenti ed associazioni, cittadine e cittadini democratici e antifascisti promuoveremo per tutti i sabati sino al voto del 4 marzo 2018 dei momenti di sensibilizzazione sui temi dell’antifascismo.
Il primo momento sarà il domani, sabato 27 gennaio: dalle ore 8,30 ci troveremo per presidiare i portici di corso Torino all’altezza del semaforo di piazza Barbieri.

Chiediamo infine al Consiglio comunale della Città di Pinerolo di approvare la mozione posta all’ordine del giorno della seduta del prossimo 30 gennaio 2018 e che prevede la dichiarazione di "antifascisti" a chiunque si proponga di utilizzare un banchetto per la raccolta di firme o per altro intento.



giovedì 25 gennaio 2018

FACCIAMO MEMORIA AFFINCHE' IL PASSATO NON RITORNI

Anche al presidio LIBERA "Rita Atria" è giunto l'invito a partecipare al presidio antifascista  che si vorrebbe tenere il  prossimo sabato 27 gennaio, in  risposta di quanto accaduto la scorsa settimana quando, sotto i "portici nuovi" di Pinerolo, in Corso torino, c'è stato un banchetto di esponenti di Casa Pound.
Sabato 27 gennaio ricorre l'anniversario dell'ingresso delle truppe russe nel campo di sterminio di Auschwitz, data scelta universalmente per celebrare  la GIORNATA DELLA MEMORIA in ricordo delle VITTIME DELLA SHOAH. 

            Questa è la proposta del presidio LIBERA “Rita Atria” Pinerolo:
Invitiamo a ritrovarsi in un presidio antifascista facendo Memoria di quel che è stato affinché non abbia più a ripetersi. 
Portiamo con noi il testo di “Bella Ciao” e cantiamo con serenità quella canzone che è simbolo stesso della Resistenza da cui nasce la Repubblica Italiana. 
Ritroviamoci portando con noi libri: quello di Primo Levi “Se questo è un uomo”, il “Diario" di Anna Frank,  e leggiamone brani significativi. 
Ritroviamoci facendo Memoria del fatto che la Resistenza e la Bellezza di donne e uomini giusti hanno contribuito a sconfiggere l’ideologia nazi-fascista.

Ritroviamoci per non dimenticare l’ammonimento di Primo Levi“Come nascono i lager? Facendo finta di nulla”

martedì 11 novembre 2014

ROSA BIANCA - Studenti contro Hitler”.

Mercoledì 12 novembre alle ore 17.00 al Liceo  "Porporato" di Pinerolo avverrà l'inaugurazione della mostra: “ROSA BIANCA- Studenti contro Hitler”.

La mostra è organizzata dal "Comitato Val Pellice per la difesa dei valori della resistenza e della Costituzione repubblicana" e A.N.P.I. Sezione di Pinerolo.
Nella mostra si cercherà di ricreare il clima nel quale avvenne  il dramma vissuto da quei giovani studenti: saranno eseguiti brani di musica classica fra i più amati dal Gruppo anti-nazista della Rosa Bianca; saranno letti brani dei loro volantini e fatte vedere immagini che riassumono i momenti della loro lotta. Il tutto accompagnato da una serie di interventi che aiuteranno a capire l'opposizione al nazismo in Germania e il ruolo svolto dalla "Rosa Bianca". 
La mostra è allestita esposta nel corridoio centrale al piano terra del Liceo Porporato. 

La "Weiße Rose" ("Rosa Bianca") è il nome di un gruppo di studenti tedeschi che pagarono con la vita la loro opposizione al regime nazista. La "Weiße Rose" era composta da Hans Scholl, sua sorella Sophie Scholl, Christoph Probst, Alexander Schmorell, Willi Graf, tutti poco più che ventenni, cui si unì successivamente il professor Kurt Huber.

"Come ci si può aspettare che il destino 
conceda vittoria ad una giusta causa 
quando nessuno è pronto a sacrificarsi pienamente per essa?" 
( Sophie Scholl - Ulma 1940)