Le accuse sono, a
vario titolo, di concussione, corruzione e finanziamento illecito ai partiti
fonte: Corriere della Sera
MILANO - I pm di Monza Walter
Mapelli e Franca Macchia hanno chiesto il rinvio a giudizio dell’ex presidente
della Provincia Filippo Penati e altri 22 indagati nell'ambito dell'inchiesta
sul cosiddetto «Sistema Sesto». Le accuse sono, a vario titolo, di concussione,
corruzione e finanziamento illecito ai partiti. Il gup chiamato a decidere
sulla richiesta di rinvio a giudizio è Giovanni Gerosa. L'udienza non è ancora
stata fissata. Gli atti sono stati trasmessi per conoscenza anche alla Corte
dei Conti. Tra le richieste di rinvio a giudizio figurano, tra gli altri, i
nomi del banchiere Massimo Ponzellini, del manager Bruno Binasco, il dirigente
Coop Omer Degli Esposti, l'architetto Renato Sarno, l'imprenditore Piero Di
Caterina (il grande accusatore di Penati) e gli ex collaboratori dell'ex
sindaco di Sesto, Giordano Vimercati e Antonino Princiotta (segretario generale
della provincia di Milano dal 2004 al 2009, coinvolto in un’altra vicenda di
presunta corruzione relativa al sistema dei trasporti pubblici del nord Milano).
L'INCHIESTA - Il 6 giugno scorso i pm di Monza Walter Mapelli
e Franca Macchia avevano chiuso
la seconda tranche della maxi inchiesta che, dagli appalti delle aree
dismesse di Sesto San Giovanni, si è estesa alla gestione della
Milano-Serravalle, ai finanziamenti elettorali in favore di Penati, sia nella
veste di ex sindaco Ds di Sesto che di presidente della Provincia di Milano dal
2004 al 2009.
LE ACCUSE - Penati è accusato di concussione per la vicende
edilizie delle aree Ercole Marelli e Falck di Sesto, e di corruzione per la
gestione della società autostradale Milano Serravalle, acquisita dalla
provincia di Milano relativamente alla concessione dei lavori della terza
corsia della A7 alla società Codelfa. Per le vicende Falck e Marelli, la
Procura aveva chiuso le indagini anche nei confronti di Di Caterina, Degli
Esposti, Gianpaolo Salami e Francesco Agnello, i tre rappresentanti delle Coop
emiliane che avrebbero dovuto costruire a Sesto (secondo i piani di Penati e di
Vimercati).
MILANO SERRAVALLE - Per i
fatti di Milano Serravalle, invece, figuravano tra i destinatari dell’avviso di
fine indagini l’architetto Renato Sarno, Bruno Binasco, in qualità di membro
del cda di Codelfa, Norberto Moser come amministratore delegato della stessa
società Massimo Di Marco, ad di Milano Tangenziali, e Gianlorenzo De Vincenzi,
dirigente di quest’ultima. Corruzione di incaricato di pubblico servizio
l’accusa contestata relativamente all’affaire Serravalle: secondo i pm,
sarbbero stati versati 18 milioni e 800mila euro per i lavori autostradali.
Sono dieci, infine, i presunti finanziatori occulti di Penati attraverso
l’associazione Fare Metropoli: tra loro, anche Massimo Ponzellini, ex
presidente di Banca popolare di Milano, Enrico Corali, presidente della Banca
di Legnano, e gli imprenditori pugliesi Enrico Intini e Roberto De Santis,
considerati vicini al centro sinistra, in particolare alla figura di Massimo
D’Alema.
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