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mercoledì 24 luglio 2013

Davide Mattiello : " Stimati Roberto Saviano e Raffaele Cantone..."

Riportiamo quanto scrive Davide Mattiello (relatore per il PD sul 416 ter) in merito alle perplessità e preoccupazioni avanzate da Roberto Saviano e Raffaele Cantone circa il testo dell'art. 416-ter in via di approvazione al Senato. Gli  articoli di Saviano e Cantone sono riportati oggi dai quotidiani "La repubblica" e "Il Mattino".
Ci auguriamo davvero che i dubbi e le perplessità si rivelino infondati e che , come conclude Mattiello,  "(...) Il nuovo 416 ter sarà un buon grimaldello per fare del nostro Paese, un Paese libero dalle mafie...Da domani!" 
Oggi sappiamo che il nostro Paese così non è!

Fonte: Benvenuti in Italia

Davide Mattiello
Stimati Roberto Saviano e Raffaele Cantone,
La riforma del 416 ter oggi o al più tardi all'inizio della prossima settimana, dovrebbe essere approvata anche dal Senato e noi ci auguriamo che questo accada.
Ogni norma è il prodotto di un complesso negoziato politico.
La riforma del 416 ter non fa eccezione e quindi è benedetta ogni prudenza critica, che ci aiuti a precisare la volontà del legislatore.
Due sono i rilievi principali, raccolti in questi giorni.
La riformulazione del 416 ter, nella sua prima parte, rende la condotta penalmente rilevante di più difficile dimostrazione? In particolare spinge 'a valle' la condotta che integra la fattispecie, alludendo a comportamenti concreti e conseguenti, che attivano la forza intimidatrice della mafia e che come tali dovranno essere provati in processo?
No.
La condotta penalmente rilevante resta (!) l'accordo tra le parti, lo scambio di volontà tra il politico (o chi lo rappresenti) e il mafioso. Un accordo che si è voluto descrivere, rafforzando (forse anche in maniera ultronea sul piano della scienza giuridica) l'elemento della consapevolezza che deve stare nel politico (o chi per lui) di stare chiedendo alla mafia (nella persona di un suo esponente) di raccogliere i voti.
Conosco personalmente il testo di svariate intercettazioni telefoniche, che verrebbero proprio utili. Avessero anche ad oggetto quelle particolari 'elezioni' non coperte da tutela penale, perché considerate fatti privati, che sono le così dette primarie di partito...
Secondo rilievo: la riformulazione del 416 ter non coglierebbe la posta di sanzionare tra gli oggetti della 'contropartita' da parte del politico la promessa di essere nel futuro a disposizione dell'organizzazione mafiosa ovvero non colpirebbe normativamente l'origine del così detto concorso esterno. Reato fin qui di natura giurisprudenziale.
No.
La posta è invece colta.
Abbiamo voluto esplicitare nella relazione al testo che il verbo 'erogare' regge soltanto il termine 'denaro', non anche le parole 'altra utilità'. Quindi la seconda parte dell'articolo è da leggersi: 'in cambio dell'erogazione di denaro' o 'in cambio di altra utilità'. Ciò posto, abbiamo voluto precisare che in 'altra utilità' si dovrà intendere anche la disponibilità proiettata nel futuro a comportarsi in maniera funzionale agli interessi mafiosi. Per esempio portando in Giunta persona legata al clan? Si.

Ecco.
La riformulazione ha anche corretto uno storico errore di testo (relativo al riferimento al III Comma del 416 bis), ha proporzionato la pena, volutamente distinguendola da quella prevista dal 416 bis: altra traccia della volontà del legislatore di normare l'origine del concorso esterno.
Ha infine creato al secondo comma il 'reato fine' con il che il mafioso che si accordi col politico, sarà punito anche per questa specifica condotta oltre a rispondere per il 416 bis.
Insomma: tutto è migliorabile, ma non direi che il nuovo 416 ter sia inutile sul piano giuridico e che serva soltanto ad appuntare al petto di qualche politico una onorificenza vacua. Il nuovo 416 ter sarà un buon grimaldello per fare del nostro Paese, un Paese libero dalle mafie... Da domani!

 on. Davide Mattiello (relatore per il PD sul 416 ter

giovedì 10 gennaio 2013

Le comunicazioni dei due candidati legati a LIBERA


Ci avviciniamo alle elezioni politiche. Nelle settimane trascorse LIBERA aveva ribadito la sua indipendenza da qualsiasi partito o movimento e il carattere e lo spirito a-politico e a-partitico dell’Associazione. 
Notizia oramai confermata è che due esponenti legati a  LIBERA sono stati invitati a candidarsi: Gabriella Stramaccioni, attuale direttrice nazionale di LIBERA, ha accettato la candidatura offerta dal movimento "Rivoluzione Civile"  guidato da Antonio Ingroia; Davide Mattiello, fondatore e presidente di "Benvenuti in Italia" e già nel direttivo di LIBERA,  ha accettato la candidatura nelle file del PD.
Riconoscendoci nei principi e nel carattere dell'Associazione LIBERA, riconoscendo nel contempo la facoltà di ogni libero cittadino a partecipare attivamente alla vita politica della nazione, auguriamo ai due candidati un lavoro proficuo e utile alla rinascita del nostro Paese
Lettera di  Gabriella Stramaccioni.
Cari amici di Libera e del Gruppo Abele, queste poche righe per comunicarvi che ieri ho accettato definitivamente la proposta di Antonio Ingroia a presentarmi nella sua lista "Rivoluzione Civile" che correrà alle prossime elezioni. La decisione,non facile, scaturisce da tre elementi fondamentali
 1) Antonio Ingroia me lo ha chiesto ripetutamente e convintamente perchè pensa che qualora questa lista possa raggiungere il quorum per entrare in Parlamento, (4%), ci possa essere una maggiore opportunità di affrontare i temi dei quali ci siamo occupati in questi anni (soprattutto lotta alle mafie e alla corruzione) che sono state una delle cause fondamentali del drenaggio di risorse al sociale, al lavoro, all'istruzione, ecc..
 2) Questa lista (sempre qualora raggiunga lo sbarramento del 4%) potrebbe   portare in parlamento sensibilità legate al mondo dell'associazionismo ( che sarà largamento rappresentato nella scelta dei candidati)
3) Dopo 18 anni di impegno attivo e responsabile  in Libera reputo sia giusto, anche per me ,intraprendere altri percorsi ed in tale senso abbiamo proceduto con l'ufficio di presidenza in questi mesi , suddividendo maggiormente gli incarichi e soprattutto permettendo a tutta la  nostra rete di strutturarsi con maggiori strumenti e con una ottima qualità umana e di competenza dei nostri referenti. Cio' non vuol dire che abbandono Libera, ma che ,qualora  eletta , continuerò con lo stesso impegno le battaglie per gli obiettivi a noi tutti cari : in primo luogo la giustizia sociale. Sempre al fianco di Libera e del gruppo Abele che per me sono stati punti fondamentali della mia crescita umana .
Voglio anche impegnarvi con voi fin da ora che, qualora eletta, continuerò a vivere con il mio attuale stipendio  e che tutto quello che verrà dagli emolumenti previsti per le cariche parlamentari, verrà devoluto a Libera e al Gruppo Abele per realizzare parte di quei progetti e  di quelle attività che ci hanno visti protagonisti in questi anni.
Non è un addio ma un arrivederci , con un ringraziamento a tutti voi per il percorso fin qui fatto insieme.
Gabriella Stramaccioni



Lettera aperta di Davide Mattiello 
Amici,
ho accettato la candidatura alla Camera dei Deputati propostami dal Partito Democratico.
Un riconoscimento reciproco.
Il Partito Democratico ha visto in me il rappresentante di un movimento che arriva da lontano, fatto di comunità di accoglienza, di educazione alla cittadinanza nelle scuole, di reti anti mafia, di cooperazione per il lavoro.
Io vedo nel Partito Democratico il più importante partito popolare e riformista del Paese.
Non ho mai fatto parte di un partito, ma faccio parte di un gruppo che ha da sempre chiara la necessità di alimentare la Repubblica, attraverso l’utilizzo degli strumenti previsti dalla Costituzione e tra questi i partiti.
Ogni partito ha le sue contraddizioni e il PD non fa eccezione, ma chi non voglia abitare il conflitto è meglio che faccia altro e non politica.
Le modalità di questa candidatura mi permettono per altro di portare dentro il PD e dentro la politica italiana, la nostra storia ed è di questa intanto che rispondo.
Lavorerò lealmente con il Partito Democratico, perché esca dalle urne come sicura forza di governo del Paese, confortato dalla prossimità di persone che stimo, come Cesare Damiano e Ignazio Marino.
Bene ha fatto Bersani ad adottare il motto “L’Italia giusta”, mi ci ritrovo senz’altro.
L’Italia sarà più giusta prima di tutto se ci sarà più lavoro, lavoro vero, libero da ogni forma di sfruttamento.
L’Italia sarà più giusta se compirà la rivoluzione della normalità, attraverso una legge che sia uguale per tutti, se saprà aggredire con efficacia il circuito vizioso fatto di evasione fiscale, corruzione, traffici illeciti, finanza d’azzardo.
L’Italia merita una politica all’altezza della sua migliore cultura e merita una cultura che investa sull’educazione e la ricerca, scommetta sui futuri cittadini, costruisca coesione sociale e una religione civile italiana.
Per prepararci collettivamente all’impegno diretto in politica abbiamo cominciato un lungo cammino: tre anni fa mi dimettevo dalla presidenza di ACMOS, dalla referenza di Libera Piemonte e questa estate uscivo al termine del mandato triennale dall’ufficio di Presidenza di Libera. Passi fatti per distinguere e tutelare, per evitare ogni forma di strumentalizzazione e contemporaneamente per condividere l’ambizione più alta, quella di contribuire al rinnovamento delle forme della politica, ecco perché abbiamo inventato la Fondazione Benvenuti in Italia (ne abbiamo scritto nel nostro primo libro Adesso, fare nuova la politica, uscito per EGA nel 2011).
Amiamo caparbiamente e talvolta dolorosamente il nostro Paese, per questo il nostro saluto, che è anche il nostro programma, è Benvenuti in Italia!  
Davide Mattiello