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martedì 6 maggio 2014

Un anno fa, all'età di 71 anni, moriva Agnese Borsellino

Un anno fa, all'età di 71 anni, moriva Agnese Borsellino, la moglie del giudice Paolo Borsellino. Paolo Borsellino e Agnese Piraino Leto si erano sposati il 23 dicembre del 1968. Dal loro matrimonio sono nati tre figli: Lucia, Manfredi,  e Fiammetta. 
Dopo la morte di Paolo Borsellino, la signora Agnese si era tenuta sempre lontana dai riflettori. A chi glielo chiese, Agnese Borsellino rispose così«La tragedia della morte di mio marito? Ho sempre pensato, come tutti in famiglia, che una disgrazia o ti annienta o ti fa diventare più forte. Chi ha fede, un equilibrio interiore coltivato negli anni, non deve mai dire: il Signore mi ha castigato. Paolo era il primo a mettere in pratica questa convinzione. E noi, i suoi familiari, siamo forti dentro anche perché sappiamo di dover onorare la sua memoria, di doverci impegnare ancora di più rispetto a quando Paolo era in vita, per non rendere vani i suoi insegnamenti. Lo dico in tutta umiltà, senza ipocrisia: il dolore, lo strazio per la perdita di Paolo, non ci ha incattiviti. Porteremo con noi, per tutta la vita, il bagaglio etico e morale che mio marito ci ha lasciato. Cerchiamo ogni giorno, con le nostre piccole possibilità, di trasmettere agli altri questo patrimonio che abbiamo avuto in eredità».                        Salvo le poche testimonianze pubbliche a cui aveva deciso di presenziare, preferiva parlare con i giovani, consegnando a loro la sua speranza di vederli partecipi, artefici, della sconfitta della mafia. All’inaugurazione della nuova sede della Dia a Palermo, già provata dalla malattia, aveva pronunciato poche parole dense di significato Questa città deve resuscitare, deve ancora resuscitare."  
"Paolo sapeva che stava per essere ucciso. E andò incontro al suo destino". L'intervista esclusiva di Agnese Borsellino rilasciata a Sandro Ruotolo  nei mesi precedenti la scomparsa della signora Agnese

l'ultima intervista ad Agnese Borsellino

Nel ventennale della strage di Via D'Amelio, la signora Agnese aveva scritto una lettera a suo marito Paolo e un messaggio ai giovani. Li riportiamo:  


La lettera di Agnese a Paolo

Il messaggio di Agnese Borsellino ai giovani:
"Carissimi giovani, mi rivolgo a voi come ai soli in grado di raccogliere davvero il messaggio che mio marito ha lasciato, un`eredità che oggi, malgrado le terribili verità che stanno mano a mano affiorando sulla morte di mio marito, hanno raccolto i miei tre figli, di cui non posso che andare orgogliosa soprattutto perché servono quello stesso Stato che non pare avere avuto la sola colpa di non avere fatto tutto quanto era in suo potere per impedire la morte del padre.
Giovanni falcone, Paolo Borsellino, Antonino Caponnetto
Leggendo con i miei figli (qui in ospedale dove purtroppo affronto una malattia incurabile con la dignità che la moglie di un grande uomo deve sempre avere) le notizie che si susseguono sui giornali, dopo alcuni momenti di sconforto ho continuato e continuerò a credere e rispettare le istituzioni di questo Paese, perché mi rendo conto che abbiamo il dovere di rispettarle e servirle come mio marito sino all`ultimo ci ha insegnato, non indietreggiando nemmeno un passo di fronte anche al solo sospetto di essere stato tradito da chi invece avrebbe dovuto fare quadrato attorno a lui.
Io e i miei figli non ci sentiamo persone speciali, non lo saremo mai, piuttosto siamo piccolissimi dinanzi la figura di un uomo che non è voluto sfuggire alla sua condanna a morte, che ha donato davvero consapevolmente il dono più grande che Dio ci ha dato, la vita.
Io non perdo la speranza in una società più giusta ed onesta, sono anzi convinta che sarete capaci di rinnovare l’attuale classe dirigente e costruire una nuova Italia, l’Italia del domani.
Un caloroso abbraccio a voi tutti. 
Agnese Borsellino

Il 5 maggio 2013 Salvatore Borsellino, il fratello di Paolo, così annunciava la morte della signora Agnese: È morta Agnese. È andata a raggiungere Paolo. Adesso saprà la verità sulla sua morte,. 
Nei giorni antecedenti alla sua morte aveva preso il via a Caltanissetta il quarto processo per la strage di via D’Amelio e lei, che era già stata sentita in fase di istruttoria, era indicata tra i principali testimoni del dibattimento. Tra le altre cose, aveva dichiarato che le inquietudini del coniuge si erano accentuate dopo la strage di Capaci nella quale vennero uccisi Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta. “Paolo mi disse: ‘Mi ucciderà la mafia ma solo quando altri glielo consentiranno’
agnese-2Agnese Borsellino ha voluto affidare alle pagine di un libro i ricordi di una vita: “Ti racconterò tutte le storie che potrò”. Il libro è il risultato di una serie di interviste con il giornalista Salvo Palazzolo. Il titolo nasce da una frase pronunciata dal giudice: Lo sai perché stai con me? Perché io ti racconto la lieta novella. Io ti sollecito, ti stuzzico, ti racconto la lieta novella che sta dentro tante storie di ogni giorno. Ti racconterò tutte le storie che potrò. Così il nostro sarà un romanzo che non finirà mai, sino a quando io vivrò. La lieta novella manterrà sempre fresco il nostro amore. Perché l’amore ha bisogno di mantenersi fresco. Nel libro, anche considerazioni amarissime sui giorni successivi alla strage del 19 luglio 1992: In quei giorni – racconta la signora Agnese nel libro – ero contesa da prefetti, generali e alti esponenti delle istituzioni. Mi invitavano e mi sussurravano tante domande. Ora so perché mi facevano tutte quelle domande. Volevano capire se io sapevo, se mi aveva confidato qualcosa nei giorni che precedettero la sua morte. E allora tante parole di mio marito mi sono apparse chiare, chiarissime.
agnese borsellino

lunedì 6 maggio 2013

IL TESTAMENTO DI AGNESE BORSELLINO AI GIOVANI


"Carissimi giovani, mi rivolgo a voi come ai soli in grado di raccogliere davvero il messaggio che mio marito ha lasciato, un`eredità che oggi, malgrado le terribili verità che stanno mano a mano affiorando sulla morte di mio marito, hanno raccolto i miei tre figli, di cui non posso che andare orgogliosa soprattutto perché servono quello stesso Stato che non pare avere avuto la sola colpa di non avere fatto tutto quanto era in suo potere per impedire la morte del padre.

Leggendo con i miei figli (qui in ospedale dove purtroppo affronto una malattia incurabile con la dignità che la moglie di un grande uomo deve sempre avere) le notizie che si susseguono sui giornali, dopo alcuni momenti di sconforto ho continuato e continuerò a credere e rispettare le istituzioni di questo Paese, perché mi rendo conto che abbiamo il dovere di rispettarle e servirle come mio marito sino all`ultimo ci ha insegnato, non indietreggiando nemmeno un passo di fronte anche al solo sospetto di essere stato tradito da chi invece avrebbe dovuto fare quadrato attorno a lui.
Io e i miei figli non ci sentiamo persone speciali, non lo saremo mai, piuttosto siamo piccolissimi dinanzi la figura di un uomo che non è voluto sfuggire alla sua condanna a morte, che ha donato davvero consapevolmente il dono più grande che Dio ci ha dato, la vita.
Io non perdo la speranza in una società più giusta ed onesta, sono anzi convinta che sarete capaci di rinnovare l’attuale classe dirigente e costruire una nuova Italia, l’Italia del domani.
Un caloroso abbraccio a voi tutti
Agnese Borsellino

domenica 5 maggio 2013

Salvatore Borsellino: "Ha raggiunto Paolo. Ora saprà la verità sulla sua morte"


"Io e i miei figli siamo rimasti quelli che eravamo. E io sono orgogliosa che tutti e tre abbiano percorso le loro strade senza trarre alcun beneficio dal nome pesante del padre. Di questo siamo grati a Paolo. Ci ha lasciato una grande lezione civile. Diceva che chiedere un favore vuol dire diventare debitore di chi te lo concede. Era così rigoroso e attento al senso del dovere che alla fine della giornata si chiedeva: ho meritato oggi lo stipendio dello Stato?" Agnese Piraino Leto Borsellino


 fonte : La Stampa

E' Morta Agnese Borsellino, vedova
del magistrato ucciso dalla mafia

Agnese Borsellino aveva 71 anni

Malata da tempo, aveva 71 anni
Il fratello del giudice ammazzato
dalla mafia: “Ha raggiunto Paolo,
ora saprà la verità sulla sua morte”
Crocetta: “Un esempio di coraggio”
Non smise mai di cercare la verità sull’assassinio di suo marito, Paolo Borsellino. Riservata e lontana dai riflettori pubblici, Agnese Piraino Leto, preferiva parlare ai giovani dando messaggi di speranza e di riscatto da quel cancro della mafia che le tolse il marito, l’amico, il padre dei suoi tre figli: Lucia, Manfredi e Fiammetta. Nella sua ultima apparizione, in occasione dell’inaugurazione a Palermo della nuova sede della Dia, già provata dalla malattia, Agnese pronunciò parole che ancora adesso sembrano pietre: «Questa città deve resuscitare, deve ancora resuscitare». 

Agnese Piraino Leto è morta oggi, nella sua abitazione, a 71 anni. A darne la notizia è stato Salvatore Borsellino, fratello del magistrato. «È andata a raggiungere Paolo . Adesso saprà la verità sulla sua morte». In una nota i figli chiedono che «oggi sia un momento di preghiera strettamente privato nel rispetto di una perdita che ha una dimensione prima di tutto familiare». 

Sempre a testa alta, in quella sua figura minuta ma fiera e orgogliosa, Agnese Borsellino, che sposò Paolo il 23 dicembre 1968, non ha mai perso la fiducia nella giustizia e nella verità, anche quando i depistaggi e i falsi pentiti raccontarono una storia che ora i magistrati di Caltanissetta stanno cercando di riscrivere, pezzo dopo pezzo.  Proprio per la malattia che l’affliggeva, non aveva potuto partecipare alle manifestazioni per il ventennale delle stragi. Aveva però mandato un messaggio ai giovani: «Dopo alcuni momenti di sconforto - aveva scritto - ho continuato e continuerò a credere e rispettare le istituzioni di questo Paese come mio marito sino all’ultimo ci ha insegnato. Non indietreggiando nemmeno un passo di fronte anche al solo sospetto di essere stato tradito da chi invece avrebbe dovuto fare quadrato intorno a lui».  

In occasione delle udienze del processo per la strage di via D’Amelio aveva riferito le preoccupazioni del marito che si erano accentuate dopo la strage Falcone. «Mi disse che c’era un colloquio tra mafia e pezzi infedeli dello Stato», raccontò. E parlò di un Borsellino «sconvolto» mentre le rivelava di avere saputo che l’ex capo del Ros, Antonio Subranni, era «punciuto» (uomo d’onore, ndr). «Paolo mi disse: “Mi ucciderà la mafia ma solo quando altri glielo consentiranno”». I verbali dei suoi interrogatori sono stati acquisiti anche al processo al generale dei carabinieri Mario Mori. La malattia le impedì di essere presente in aula a ripetere quelle parole. 
L’anno scorso in un’intervista all’Ansa disse: «Io e i miei figli siamo rimasti quelli che eravamo. E io sono orgogliosa che tutti e tre abbiano percorso le loro strade senza trarre alcun beneficio dal nome pesante del padre. Di questo siamo grati a Paolo. Ci ha lasciato una grande lezione civile. Diceva che chiedere un favore vuol dire diventare debitore di chi te lo concede. Era così rigoroso e attento al senso del dovere che alla fine della giornata si chiedeva: ho meritato oggi lo stipendio dello Stato?». 

Unanime il cordoglio delle istituzioni. Il Capo dello Stato; Giorgio Napolitano, ha inviato un messaggio alla famiglia Borsellino. Solidarietà anche dal presidente della Camera Laura Boldrini, dal premier Enrico Letta, dal ministro dell’Interno Angelino Alfano, dal Guardasigilli Annamaria Cancellieri, dal governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, dall’Anm. «Con dolore vero sincero e immenso apprendo la notizia della morte di Agnese Borsellino, donna di singolare esempio di attaccamento e fedeltà alle istituzioni, di grande coraggio e grande forza», ha dichiarato il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta. 

I funerali si terranno domani alle 9.30 nella chiesa di S. Luisa di Marillac a Palermo, la stessa dove si svolsero le esequie di Paolo Borsellino.