Visualizzazione post con etichetta falso in bilancio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta falso in bilancio. Mostra tutti i post

martedì 16 ottobre 2012

Corruzione: all'Italia costa 60 miliardi. Appalti gonfiati del 40%

Mentre la crisi economica segna la vita di molti italiani, per i quali "non si trovano le risorse" che possano acconsentire a misure di sostegno del reddito, corrotti e corruttori, cosche-cricche e caste continuano a godere di immensi guadagni illeciti.
Il "libro dei sogni" di come potrebbe essere l'Italia se, a strangolarla, non ci fosse l'Idra a tre teste della corruzione ( a cui si aggiunge il mostro delle mafie) 

fonte: La Repubblica
Il libro bianco del governo sarà presentato lunedì prossimo a Palazzo Chigi. Oltre 400 pagine frutto del lavoro della commissione del ministero della Funzione pubblica: "Intervenire ora con la prevenzione". Il premier: "Il diffondersi di pratiche corruttive mina la fiducia dei mercati, scoraggia gli investimenti, danneggia la competitività". Deleghe subito dopo l'ok al testo Severino. Stop ai condannati nelle liste elettorali

ROMA - Lo apre una prefazione di Monti. Lo chiude un elenco dei più importanti documenti internazionali sulle politiche anti-corruzione. In mezzo c'è il "libro dei sogni" di come potrebbe essere l'Italia se, a strangolarla, non ci fosse l'Idra a tre teste della corruzione. Quella che condanna le imprese grandi e medie del nostro Paese a perdere il 25% del loro tasso di crescita, che sale al 40% per quelle più piccole. Il rapporto sulla corruzione in Italia - di cui Repubblica anticipa i contenuti - sarà presentato lunedì 22 ottobre, a palazzo Chigi, e poi ancora il 6 novembre alla Treccani. Le oltre 400 pagine sono il frutto del lavoro della commissione costituita presso il ministero della Funzione pubblica dal titolare Filippo Patroni Griffi. Con l'obiettivo, come ha detto più volte lo stesso ministro, di "contrastare il fenomeno con la prevenzione, perché la repressione arriva ormai a danni già fatti".

L'ALLARME DI MONTI
Non servono molte parole al capo del governo per etichettare la corruzione per quello che è e per gli effetti che produce. Scrive: "Il diffondersi delle pratiche corruttive mina la fiducia dei mercati e delle imprese, scoraggia gli investimenti dall'estero, determina quindi, tra i suoi molteplici effetti, una perdita di competitività del Paese". Per questo, dice ancora Monti, "la lotta alla corruzione è stata assunta come una priorità del governo".
I dati parlano chiaro: nella classifica del Corruption Perception Index di Trasparency International l'Italia è al 69° posto con Ghana e Macedonia. E nell'indice di percezione della corruzione che va da 1 a 5, come scrive il rapporto, "le rilevazioni attribuiscono 4,4 ai partiti, 4 al Parlamento, 3,7 al settore privato e della pubblica amministrazione".
la campagna di Libera contro i corrotti
Nel volume si ammette che il 64% degli intervistati "ritiene inefficace la risposta del governo ai problema della corruzione".

SUBITO LE DELEGHE
Al richiamo di Monti la commissione anti-corruzione - l'ha coordinata il capo di gabinetto Garofoli, ne facevano parte i magistrati Granelli e Cantone, i professori di diritto amministrativo Mattarella e Merloni, di procedura penale Spangher - risponde mettendo in cantiere un pacchetto di deleghe che il governo potrà esercitare un minuto dopo che la legge contro i corrotti sarà votata a Montecitorio. Innanzitutto sulla non candidabilità dei condannati (Patroni Griffi ha lavorato con il ministro dell'Interno Cancellieri), sulla trasparenza nella pubblica amministrazione, sulle incompatibilità dei dirigenti, sulle sanzioni disciplinari per chi sgarra, sul codice di condotta, il primo dopo quello famoso di Sabino Cassese.

STATO DESTABILIZZATO 
Parla chiaro il rapporto quando si addentra nella disamina dei costi della corruzione. Che certo sono sotto stimati rispetto al loro effettivo ammontare perché bisogna considerare "il dato della scarsa propensione a denunciare i fatti di corruzione propria delle vittime che pure ne siano a conoscenza". Ma ai 60 miliardi di euro all'anno valutati dalla Corte dei conti vanno aggiunti quelli "indiretti". Scrive il rapporto: "Si pensi a quelli connessi ai ritardi nel definire le pratiche amministrative, al cattivo funzionamento degli apparati pubblici, all'inadeguatezza, se non inutilità, delle opere pubbliche, dei servizi pubblici, delle forniture pubbliche". Eccoci ai "costi striscianti", al "rialzo straordinario che colpisce le grandi opere, valutabile intorno al 40 per cento". Sta qui quella che Monti chiama "la perdita di competitività del Paese". Si legge nel rapporto che "la corruzione, se non combattuta adeguatamente, produce costi enormi, destabilizzando le regole dello Stato di diritto e del libero mercato".

CODICI E TRASPARENZA
Per pagine e pagine il "libro dei sogni" di Patroni Griffi discetta di dirigenti obbligati a rigide regole di incompatibilità, di draconiani codici di comportamenti nel settore pubblico, della mannaia disciplinare che, appena passa la legge anti-corruzione e la relativa delega, colpirà i funzionari infedeli. Alle "gole profonde" sarà garantita copertura, ma la vera scommessa è quella della trasparenza online, "nella possibilità per tutti i cittadini di avere accesso diretto all'intero patrimonio informativo delle pubbliche amministrazioni", fatta salva solo la privacy più stringente. Gli enti locali dovranno diventare un libro aperto disponibile per chiunque voglia curiosare sul web. L'Italia potrà sfidare altri paesi che, come gli Usa, già si sono incamminati su questa strada. Chi sarà eletto, a qualsiasi livello, dovrà garantire la totale trasparenza della sua vita e dei suoi averi
Un Grande Fratello che potrebbe evitare in futuro gli ormai innumerevoli casi di patrimoni e ricchezze improvvise costruite grazie al denaro pubblico.

SCURE SU APPALTI E SANITA'
Diventa un "super libro dei sogni" quello che descrive i futuri interventi sulla sanità e sugli appalti pubblici. Rispetto alla totale "insindacabilità odierna" la commissione ipotizza automatismi nella selezione e nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie. Un albo nazionale o regionale e soprattutto nessun incarico "eterno". Controlli incrociati su acquisti e commesse. Idem per gli appalti pubblici dove la commissione prevede "una drastica riduzione delle stazioni appaltanti, la centralizzazione delle gare, un regime più severo delle varianti, l'azionariato esclusivamente pubblico delle Soa", le società che certificano i requisiti complessivi di un'impresa e la sua ammissibilità a una gara pubblica. E qui il rapporto si chiude.

lunedì 1 ottobre 2012

Libera, lega Ambiente, Avviso Pubblico, presentano il dossier: "Corruzione, le cifre della tassa occulta che impoverisce ed inquina il paese".

Libera, insieme a Lega Ambiente Avviso Pubblico,  presenta a Roma un dossier sul tema della corruzione: "Corruzione, le cifre della tassa occulta che impoverisce ed inquina il paese". 

Nella relazione  si sottolinea che "(...) il 12% degli italiani si è visto chiedere una tangente nell'arco degli ultimo anno. Sono dati allarmanti quelli che emergono  dal dossier " che raccoglie l'ultima rivelazione di Eurobarometer 2011.  Un risultato che supera la media europea che è invece dell'8%. In termini assoluti, rivela ancora il dossier, questo significa il coinvolgimento personale, nel corso di quell'anno, di circa 4 milioni e mezzo di cittadini italiani in almeno una richiesta, più o meno velata, di tangenti. Dal 1 gennaio 2010 al 30 settembre 2012 sono state 78 le inchieste relative ad episodi di corruzione connessi ad attività dal forte impatto ambientale. 
Particolarmente allarmante, poi, quella che viene definita "corruzione ambientale". Le inchieste analizzate hanno riguardato il ciclo illegale dei rifiuti (dai traffici illeciti agli appalti per la raccolta e la gestione dei rifiuti fino alle bonifiche); il ciclo illegale del cemento (dall'urbanistica alle lottizzazioni, dalle licenze edilizie agli appalti pubblici); le autorizzazioni e la realizzazione di impianti eolici e fotovoltaici; le inchieste sulle grandi opere, le emergenze ambientali e gli interventi di ricostruzione. 
La 'corruzione ambientale', si legge nel dossier, nel senso del suo impatto sul patrimonio naturale, sul territorio e sul paesaggio, è un veleno che attraversa il paesesono 15 le regioni coinvolte nelle inchieste, con 34 procure impegnate, omogeneamente distribuite tra nord (13), centro (11) e sud Italia (10).
Il maggior numero di inchieste, invece, si è concentrato in Lombardia (15) seguita a pari merito, con 8 inchieste ciascuna da Calabria, Campania e Toscana. Le persone arrestate complessivamente, per reati che vanno dalla corruzione all'associazione a delinquere, dal traffico illecito di rifiuti al riciclaggio, dal falso in atto pubblico alla truffa aggravata, sono state 1.109. Il dato disaggregato per aree geografiche evidenzia da un lato il primato, per numero di arresti, delle regioni dell'Italia nord occidentale (esattamente 442, pari al 39,9%) e dall'altro l'incidenza rilevante delle regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia), con 409 ordinanze di custodia cautelare pari al 36,9% del totale nazionale.
Numeri  che dimostrano quanto sia stretto il legame tra corruzione e mafie. La Calabria guida la classifica nazionale per numero di persone arrestate (224), seguita da Piemonte (210) Lombardia (209), Toscana (154) e Campania (130).Una corruzione ambientale che miete ogni anno altre vittime"

giovedì 26 aprile 2012

Appalti e affari, così Leini era in mano alle 'ndrine


Comune sciolto, ecco le carte: sperperato un fiume di soldi pubblici
Fonte: LA Stampa.. Torino

Per capire perché quello di Leini, dal 30 marzo scorso, sia un Comune sciolto per infiltrazioni mafiose, bisogna partire dalla fine di questa brutta storia lunga 178 pagine. E da una considerazione che è il fulcro di sei mesi di lavoro della commissione di accesso agli atti: «A Leini la ’ndrangheta ha condizionato le decisioni e ha saputo efficacemente infiltrarsi tra le maglie dell’ente comunale (e non solo) trattando alla pari con i pubblici amministratori». Come? «Grazie agli stretti rapporti personali instauratisi tra elementi di spicco dell’organizzazione e Nevio Coral (sindaco dal 1994 al 2006)», scrivono i commissari. Aggiungono: «Il mezzo di cui quest’ultimo si è servito per concludere gli affari illeciti con i boss è stata la società Provana s.p.a., attraverso la quale è riuscito a pilotare - e sperperare - una mole impressionante di denaro pubblico (anche contributi regionali ed europei)" 
Il «capolavoro» di Coral 
Nevio Coral è stato sindaco di Leinì dal 1994 al 2006. Nevio «il veneto» avrebbe mantenuto contatti diretti con boss e «mediani» della consorteria criminale, rivelatisi tali dopo l’operazione Minotauro. Gli stessi avrebbero lavorato più e più volte per Provana, la multiservizi comunale che lo stesso Coral ha fondato nel 1998 e che, ai magistrati che lo interrogavano dopo l’arresto, ha definito «il capolavoro della sua vita». Provana, società a capitale interamente pubblico, avrebbe dovuto rispettare le stesse leggi a cui è sottoposto il Comune in materia di assegnazione di appalti. Per i commissari non è andata così. Parlano di «gestione privatistica dell’ente» che avrebbe consentito a esponenti della ’ndrangheta di «aggiudicarsi lavori pubblici artificiosamente frazionati per evitare le procedure concorsuali previste».
Cantieri in mano alle ’ndrine.
Qualche esempio: la costruzione di un intero quartiere (cosiddetto «Il Mulino») per un valore di quasi 5 milioni destinato - amara ironia della sorte - anche alle forze armate, durante la cui realizzazione altre ditte in odore di mafia lavoravano in sub-appalto impiegando anche clandestini irregolari. E poi: interventi nel refettorio della scuola materna di Nole, la tinteggiatura dell’elementare di frazione Tedeschi a Leini, degli spogliatoi della media, una parte di lavori dell’ampliamento del palazzo comunale di San Sebastiano Po, del poliambulatorio di Leini. E tanti altri esempi. Il fulcro è sempre Provana su cui Coral avrebbe mantenuto un assoluto controllo anche nel momento in cui suo figlio Ivano è diventato sindaco.
Nevio, sindaco per sempre
Fu lo stesso Ivano a firmare al padre - allora semplice consigliere - una delega in bianco «a collaborare nei rapporti con Provana e dell’esame delle opere edilizie e delle opere di urbanizzazione al fine di rendere più omogeneo lo sviluppo delle infrastrutture comunali». Plenipotenziario, dunque. Pare lo sapessero anche i presunti mafiosi: «Ivano dovunque va non è il sindaco, ma è il figlio di Nevio», si legge in un’intercettazione ambientale a una cena tra Coral e alcuni rappresentanti delle famiglie, tutti pregiudicati, intercettata grazie alla geniale intuizione di un ufficiale dell’Arma. Sempre Provana gestisce gli appalti per la Cittadella dello Sport, un’opera che «ha determinato quantomeno un notevole esborso di denaro pubblico». Peccato che Leini avesse già un Palasport agibile costruito solo 10 anni fa. «Tuttavia Nevio Coral, approfittando della disponibilità di finanziamenti pubblici ha fatto avviare la progettazione dell’opera». Ancora oggi - si legge nella relazione - i leinicesi non hanno capito quale sia stato l’interesse pubblico, visto che la struttura è stata concessa gratuitamente in gestione ad altro ente». In questo appalto, in misura minoritaria, risulta che avrebbero lavorato due ditte riconducibili rispettivamente a Giuseppe e Urbano Zucco e a Bruno Raschillà, affiliati al locale di Natile di Careri a Torino e tutti e tre coinvolti nell’operazione Minotauro. Totale lavori: 650 mila euro.
GIUSEPPE LEGATO

mercoledì 18 aprile 2012

ESISTE LA SOCIETA' CIVILE? SAPPIAMO RICONOSCERE L'ELEFANTE?





Come presidio “Rita Atria”, nella ultime settimane abbiamo partecipato a riunioni, incontri, dibattiti organizzati da istituzioni, partiti politici, associazioni. I temi trattati sono quelli imposti dal momento storico che viviamo: la crisi economica e le ricadute drammatiche sul tessuto sociale delle comunità. Analizzando quanto ascoltiamo, due considerazioni ricorrono spesso a offrire lo spunto per una riflessione più ampia: la carenza di risorse che  "la politica" (anche quella locale) destina alle Associazioni e al volontariato; l’originalità di pensiero che anima molte associazioni, volontari e attività del no-profit.
Veniamo al primo aspetto: la carenza di risorse da destinare ai temi del volontariato.
Davvero questa carenza è frutto della crisi in atto?
Eppure la Corte dei Conti stima in oltre 60 miliardi di euro il costo della corruzione in Italia; il fatturato delle mafie è di oltre 130 miliardi di euro; l’evasione fiscale è pari a 180 miliardi di euro. Per non parlare del debito pubblico italiano. Ricchezze sottratte agli italiani
La verità, a nostro parere,  deve quindi essere ricercata altrove. La mancanza di risorse ci pare essere la diretta conseguenza della distanza di questo mondo dagli interessi, distorti e opachi, di grandi “pezzi” della politica partitica italiana: “il potere” che tante volte si dimostra lontano dal perseguire il principio di una gestione corretta e oculata del “bene pubblico”. Uno scandalo che, a vedere le cronache dei nostri giorni, pare inarrestabile.
Un secondo aspetto emerge ad aggravare di quanto detto prima. A fronte della mole di servizio reso alla collettività da associazioni e gruppi di volontariato – servizio che spesso colma vuoti, inefficienze, carenze del sistema pubblico, e a volte portatore (anche) di pensieri e progetti innovatori- colpisce la scarsa possibilità di questi di incidere poi realmente negli indirizzi politici della collettività. E’ questa una constatazione amara sottolineata da coloro che studiano le dinamiche del mondo sociale e politico italiano. 
La motivazione di quella “marginalità”, è forse da ricercare nell’assenza dell’altro attore che, metaforicamente parlando, dovrebbe essere presente sulla scena sociale: la società civile. Una società civile, quella italiana, che in questi anni si è dimostrata in realtà poco attenta alla gestione della “res-pubblica” nel suo insieme, se non quando questa tocca il personale ambito di interesse, piccolo o grande che sia. Anche grazie a questa assenza di interesse, e di controllo, si è lasciato che prendesse forma il sistema di potere partitico-corporativo che domina il nostro paese. La società civile si dimostra colpevole anche perché pare incapace di elaborare, proporre e sostenere, una azione efficace che dia voce e forza ad un sistema “diverso” quale, ad esempio, quello tratteggiato da molti progetti nel mondo del volontariato e del no-profit. 
Si dirà che questo è il compito proprio della politica: esprimere e far emergere forze e idee utili alla società! In realtà, questo dovrebbe essere il compito di una politica che, perseguendo principi di etica e di onestà, miri e abbia come fine il buon governo della “res-pubblica”. 
Esiste questa politica in Italia? A nostro parere, dobbiamo ancora costruirla!
Riportiamo un brano tratto dal libro “Paesaggio Costituzione, Cemento”, di Salvatore Settis:
"(…) viene in mente l’antico apologo indiano dei sei ciechi. Posti davanti ad un elefante ognuno ne esamina a tentoni una parte e ciascuno conclude per conto suo: 
- “E’ un muro!” ( i fianchi)
- “E’ un serpente!” ( la proboscide)
- “E’ un albero!” (le zampe) 
- “E’ un ventaglio!” (le orecchie)
-“ E’ una corda!” (la coda) 
-“ E’ una spada!” (le zanne)
Insomma , ognuno scambia una parte per il tutto e tutti si guardano bene dallo scambiarsi informazioni (…)”
Noi appartenenti alla società civile, nella migliore delle ipotesi, continuiamo a comportarci  proprio come i sei ciechi: di fronte al degrado del nostro paese, degrado che quotidianamente le cronache giudiziarie e giornalistiche arricchiscono con tasselli sempre più inquietanti, si continua a pensare che, badando ad un singolo aspetto, si riesca a cogliere l’oggetto nel suo complesso. Ma il nostro paese, l’Italia, è la totalità! E’ l’Elefante! E l’Elefante non sembra godere di buona salute! 
Coloro che detengono il potere in Italia hanno imparato bene l’arte del comando, la regola degli antichi romani: “dividi et impera”: l'accusa che abbiamo udita è quella che - in cambio di fondi, accreditamenti e riconoscimenti- il "potere" chieda "silenzio e acquiescenza".
Anche facendo riferimento alle situazioni locali delle singole comunità, i gruppi, le associazioni, la società civile, dovrebbe invece provare a ribaltare la partita, ricercando un collante, un punto di incontro proprio sulla questione che oggi appare fondamentale: provare a elaborare una visione nuova, un progetto! Un progetto differente, migliore, di quello imposto dal “potere-sistema”. 
Il presidio di LIBERA “Rita Atria” vuole proporre uno strumento preparatorio del progetto: l’Osservatorio! Un luogo, aperto, che sappia raccogliere persone oneste e in buona fede. I temi della Legalità, della Giustizia, dell’Etica potrebbero essere il filo conduttore, i valori "a premessa" di una azione che avesse l’ambizione  di “prefigurare” un modo differente, migliore, di gestire il bene pubblico. Vorremmo offrire il luogo ove, partendo dalla conoscenza delle situazioni esistenti, si possano condurre analisi e considerazioni concrete; un luogo di partecipazione ove si possano discutere e pre-figurare idee che portino (anche) a indicare e richiedere priorità a coloro che guidano le sorti delle comunità: indirizzi di spesa, politiche economiche e sociali, gestione dei territori. 
Questo è il momento di crisi del “sistema”. Ma è proprio nei momenti di crisi che crepe e debolezza possono permettere il cambiamento! 
Un augurio: che si sia capaci di pensare e riflettere ad un progetto complessivo; che si riconosca l’Elefante  (…lo si salvi) e non ci si riduca a scambiarne i fianchi per un muro, la proboscide per un serpente, le zampe per un albero.
Arturo Francesco Incurato
presidio LIBERA “RITA ATRIA” - Pinerolo

mercoledì 11 aprile 2012

Cominciamo ad essere “sentinelle del territorio”


Esame della " "Proposta di delibera per l’istituzione della “anagrafe pubblica degli eletti” e la diffusione della “comunicazione per la trasparenza”

Nel Comunicato (visualizza comunicato)  con il quale si dava notizia della formazione del presidio pinerolese di LIBERA  intitolato a “Rita Atria” affermavamo di voler svolgere una attività di conoscenza, esame e divulgazione di quanto accade anche nell’ambito della amministrazione di Pinerolo. A partire da questo primo articolo, inizieremo ad esaminare quanto ci parrà avere rilevanza e attinenza ad uno dei temi fondanti del nostro impegno. 
Cominciamo ad essere “sentinelle del territorio”!
Nella seduta del Consiglio Comunale di Pinerolo dello scorso 27 marzo 2012 si è tenuta la discussione sulla proposta di delibera avente il seguente oggetto: "Proposta di delibera per l’istituzione della “anagrafe pubblica degli eletti” e la diffusione della “comunicazione per la trasparenza”. La mozione è stata presentata dal gruppo consiliare “Covato per Pinerolo e SEL” a firma dei consiglieri Paolo Covato e Giorgio Canal.
Proviamo ad esaminare il testo della proposta di delibera. 
Il contenuto qualificante del documento, di cui riportiamo il testo integrale (visualizza proposta di delibera), è suddiviso in tre parti.
- Punto A) La prima parte della delibera pare avere lo scopo di rendere chiara e leggibile la figura dell’eletto alla carica pubblica anche per quel che riguarda la sua attività professionale e il suo status socio-economico. La mozione richiede pertanto una serie di adempimenti quali: rendere nota la professione del’eletto; la dichiarazione dei redditi; rendere noto lo stato patrimoniale dell’eletto, comprendendo in questo i beni mobili e immobili posseduti, il possesso di quote societarie, azioni. Si richiede anche la dichiarazione relativa alle spese elettorali sostenute e gli eventuali contributi ricevuti. A tale adempimenti conoscitivi, riguardanti la situazione patrimoniale, la delibera chiede che siano interessati anche il coniuge (non separato) dell’eletto  e i figli conviventi. Nel caso in cui questi soggetti non consentano la pubblicazione delle notizie occorre farne menzione. 
- Punto B)  Nella seconda parte, sono contenute le modalità e i tempi attuativi della delibera stessa.
- Punto C) La terza parte, può essere sinteticamente definita come avente lo scopo di “(…) documentare la trasparenza e l’imparzialità dell’Amministrazione”. In questa parte si propongono elementi che , secondo i proponenti, dovrebbero migliorare la tracciabilità e quindi il controllo oggettivo sugli atti della macchina amministrativa: dalla retribuzione degli eletti a seguito delle cariche pubbliche ricoprenti; alla pubblicità e facile reperibilità degli atti della Amministrazione, quali le sedute del Consiglio Comunale e delle Commissioni. In questa terza parte importante è il riferimento alla necessaria trasparenza circa i provvedimenti e gli atti dell’amministrazione in materia urbanistico-edilizia; ricordiamo a questo proposito il potere decisionale -programmatico ed esecutivo- di cui la normativa in vigore investe le amministrazioni locali. Si richiede pertanto la pubblicità dei provvedimenti adottati nel campo edilizio –urbanistico e medesima conoscenza e pubblicità sui bandi di gara per appalti di opere pubbliche e sugli relativi esiti.

La discussione sulla proposta di delibera in oggetto ha avuto come risultato la presentazione di numerosi emendamenti al fine di apportare modifiche e integrazioni al testo dei consiglieri proponenti. Tuttavia, si è anche palesata la volontà delle componenti del Consiglio Comunale di Pinerolo ad accogliere i principi qualificanti della mozione stessa. Una riunione dei capi-gruppo, svoltasi a margine della seduta del 27 marzo, ha quindi determinato di voler compiere un lavoro congiunto per redigere un testo da tutti condivisibile. Il testo definitivo della mozione sarà quindi presentato nel prossimo Consiglio Comunale.
Attendiamo pertanto  la discussione finale sulla proposta di mozione per darne notizia e riportare anche la nostra riflessione nel merito del testo approvato.
Arturo Francesco Incurato
presidio LIBERA "RITA ATRIA" - Pinerolo

mercoledì 28 marzo 2012

Falso in bilancio, proposta legge Idv in calendario Camera a maggio

(Reuters) - La Camera esaminerà da maggio un progetto di legge dell'Idv per ripristinare il delitto di false comunicazioni sociali, un reato che era stato "depenalizzato" dieci anni fa dal governo di Silvio Berlusconi. Lo ha deciso oggi la conferenza dei capigruppo di Montecitorio, come ha detto un portavoce dell'Idv.
"La calendarizzazione della nostra proposta di legge per il ripristino del reato di falso in bilancio mette alla prova dei fatti governo e Parlamento. Noi li attendiamo al varco e vigileremo", ha dichiarato il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, in una nota.

Il reato è stato largamente svuotato del suo contenuto punitivo dalla riforma degli illeciti penali ed amministrativi delle società commerciali nel 2002.

A favore dell'adozione di una norma più efficace si è speso ieri anche il procuratore aggiunto di Milano, Francesco Greco, a capo del pool anticorruzione, in un'audizione alla Camera, secondo cui "non si può contrastare la corruzione e l'evasione fiscale senza la norma sul falso in bilancio".

Su un pacchetto di norme anticorruzione è in corso da oltre due mesi una difficile trattativa tra governo e Pdl -- principale forza della maggioranza -- che sta frenando su possibili modifiche legislative.

L'ultimo vertice di maggioranza con il premier Mario Monti, il 15 marzo, si è concluso, per la parte che riguarda la giustizia, con un accordo di principio in quattro punti: integrare una più ampia disciplina anti-corruzione nel ddl sulla materia che giace alla Camera, nuove norme sulle intercettazioni, processo del lavoro più breve e soluzione "equilibrata" su responsabilità civile dei magistrati.

Venerdì prossimo il ministro della Giustizia, Paola Severino, dovrebbe vedere i capogruppo parlamentari della maggioranza per mettere sul tavolo alcune proposte e stabilire un calendario di lavoro.

(Roberto Landucci)

giovedì 22 marzo 2012

Pinerolo il 21 Marzo, cronaca di una giornata di legalità

Per la prima volta i due presidi Libera presenti sul territorio pinerolese -il neonato presidio Rita Atria di Pinerolo e i Presidio Antonio Montinaro della Val Pellice- hanno organizzato anche a Pinerolo la celebrazione della XVII giornata della memoria e dell’ impegno. 

Pinerolo potrebbe definirsi “una ridente cittadina” del nord Italia; quel nord che ancora qualcuno si ostina a credere escluso e al riparo dalle manovre delle mafie. 

Al contrario, l'operazione "Minotauro" ha fatto emergere quanto siano profondi e consolidati i contatti tra le cosche della 'ndrangheta, la politica e il mondo imprenditoriale locale. Centottantadue indagati; circa 70 milioni di euro il valore dei beni sequestrati; tre comuni posti “sotto osservazione” per infiltrazioni mafiose. Queste le cifre di un'inchiesta resa possibile anche grazie alle dichiarazioni rese negli ultimi anni da due collaboratori di giustizia, Rocco Varacalli e Rocco Marando.. 

Anche le riflessioni scaturite dai risultati di quella operazione hanno contribuito alla nascita del Presidio di Pinerolo avvenuta lo scorso novembre 2011 e intitolato a Rita Atria, la ragazzina siciliana -testimone di giustizia- che ebbe il coraggio di ribellarsi alla mafia. 

La manifestazione nazionale della Giornata della memoria e dell'impegno che si è svolta a Genova ha così assunto un valore di forte richiamo per tutto il nord Italia. Le parole di Don Ciotti rivolte dal palco di Genova impongono la necessità di una presa di coscienza, di una assunzione di responsabilità non più rinviabile. 

E anche noi ci siamo messi in gioco per proporre e ricordare, anche alla comunità pinerolese, i nomi di coloro che hanno sacrificato al vita per i valori della Legalità e della Giustizia; per ricordare l’esistenza e la necessità di combattere il cancro mafioso; per proporre i prodotti, il cibo, la vita, che dalle terre confiscate ai mafiosi può essere restituita alle comunità. 

La vendita dei prodotti di Libera Terra ha avuto un grande successo e devo dire che -da Corleonese- mi ha fatto piacere vedere il nome “Corleone” riportato su tante confezioni di quei prodotti. 

Dopo la presentazione dei due presidi, nel pomeriggio si è svolta la lunga lettura dei nomi vittime delle mafie. A seguire, una fiaccolata per le vie della città.

Vorremmo sottolineare la partecipazione dei ragazzi dei licei alla Giornata: una partecipazione importante e numerosa, tanto che anche loro ne sono stati protagonisti. 
Vista la situazione di forte penetrazione mafiosa del tessuto politico-imprenditoriale, l'obbiettivo del presidi, a nostro parere, deve essere duplice: da un lato i presidi devono essere presenti concretamente nella vita della comunità con iniziative pubbliche, attività di formazione e informazione; dall'altro lato, i presidi devono anche riuscire a creare legami e collaborazioni con la parte sana e volenterosa della comunità, per diventare tutti insieme, come ha ricordato il responsabile di libera Pinerolo Francesco Incurato, “argine” in grado di respingere l'attacco dell'illegalità. 

Per questo motivo, dal presidio di Pinerolo “Rita Atria” è venuta una proposta -rivolta alla società civile,al mondo politico e imprenditoriale- per la creazione di un “Osservatorio della Legalità e della Giustizia” che metta insieme proprio l’impegno delle forze sane dellacomunità allo scopo di monitorare, studiare ed analizzare quello che accade sul territorio: diventare “sentinelle del territorio” per prevenire e impedire infiltrazioni mafiose e malaffare .


Di certo un’impresa ardua e difficile ma che non ci spaventa... tutti quei nomi di vittime sono un grido difficile da zittire.. 

Francesco Milazzo
Francesco Incurato