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venerdì 4 marzo 2016

Salviamo quel che resta della bellezza di Monte Oliveto! Firma anche Tu!

Sentinelle del territorio: DIFENDIAMO QUEL CHE RESTA DELLA BELLEZZA DI MONTE OLIVETO! 
LA REGIONE PIEMONTE HA BOCCIATO LE RICHIESTE di EDIFICARE NELL'AREA DI MONTE OLIVETO MA L'AMMINISTRAZIONE VORREBBE OPPORSI A QUELLA DECISIONE. 
                A CHI GIOVA CANCELLARE LA BELLEZZA DI MONTE OLIVETO?
l'area verde ai piedi di Monte Oliveto sarebbe distrutta dalle nuove costruzioni
Anche il Consiglio di Stato lo  ha ribadito (sentenza n. 2222- 29 aprile 2014) : "il paesaggio è bene primario e assolutoIl paesaggio rappresenta un interesse prevalente rispetto a qualunque altro interesse, pubblico o privato, e, quindi, deve essere anteposto alle esigenze urbanistico-edilizie". 
Ma il significato di "Paesaggio", è bene ricordarlo, non si limita al concetto meramente estetico di “bellezza naturale": "(...) il Paesaggio è l'insieme dei valori inerenti il territorio” concernenti l’ambiente, l’eco-sistema ed i beni culturali, i valori che fondano l’identità stessa della nazione....e di una comunità! (aggiungiamo noi)

SALVIAMO MONTE OLIVETO

Chiediamo di aderire alla raccolta firme che si svolge ogni sabato sotto i Portici Nuovi e in Piazza Facta


LA REGIONE PIEMONTE HA BOCCIATO LE RICHIESTE di EDIFICARE NELL'AREA DI MONTE OLIVETO
La Regione Piemonte ha inserito nel Piano Paesaggistico Regionale (PPR) la dichiarazione di “notevole interesse pubblico” della Collina di Pinerolo decretando di fatto la bocciatura delle richieste di edificare. Il  , dove il vigente PRGC prevede un’ampia possibilità edificatoria su un’area denominata CP7 di mq. 32.646. Complessivamente si intenderebbe costruire 11.084 mq “vendibili”di edilizia residenziale (120 – 130 alloggi) e 3207 mq di autorimesse (circa 200 unità), costruzioni per altro assolutamente non necessarie alla luce della attuale situazione economica e della dinamica demografica: troppe case sono oramai sfitte o invendute e la popolazione pinerolese è oramai stabile da decenni.


MA IL COMUNE DI PINEROLO SI OPPONE ALLA REGIONE
Gli organi di stampa hanno riportato la notizia che l’attuale Amministrazione Comunale intende opporsi alla dichiarazione della Regione Piemonte che decreta il pubblico interesse dell'area cosiddetta CP/ ( l'area di Monte Oliveto)  con osservazioni che -ancora una volta- vorrebbero invece consentire la cementificazione della pre-collina di Pinerolo. 


NON VOGLIAMO ALTRE COSTRUZIONI
Il Comitato spontaneo per la salvaguardia di Monte Oliveto già nel 2011 aveva raccolto un migliaio di firme per lo stralcio della zona CP7 dal PRGC. In seguito i costruttori riuscirono, con ricorso al TAR, ad evitare quello stralcio e nel 2012 l’attuale Amministrazione riconfermata la possibilità di costruire. Il Forum delle associazioni, richiamata la dichiarazione di notevole interesse pubblico della Collina di Pinerolo contenuta nel Piano Paesaggistico Regionale (PPR), promuove una raccolta di firme con la richiesta all’Amministrazione Comunale di adottare le disposizioni contenute nel Piano Paesaggistico Regionale, stralciando così la zona CP7 dal vigente PRGC, e impedendo definitivamente la possibilità di edificare nell'area di Monte Oliveto 
Forum delle associazioni pinerolesi composto da:
Osservatorio0121
Salviamo il Paesaggio
Italia Nostra
CESMAP
 Legambiente
 Libera – presidio "Rita Atria" Pinerolo
TAC 
Centro studi Silvio Pellico. 

lunedì 27 aprile 2015

Sentinelle del territorio. Comunicato stampa delle associazioni pinerolesi sulla "Variante ponte"

SENTINELLE DEL TERRITORIO. Torniamo ad occuparci di Urbanistica perché, come abbiamo scritto sin dall'inizio della nostra attività come presidio LIBERA "Rita Atria" Pinerolo, "(...) può rappresentare un indicatore utile ad individuare gli scopi, gli indirizzi,  il “progetto generale” che guida e determina il carattere di una amministrazione locale".
Lo scorso 4-5 febraio 2015, il Consiglio Comunale di Pinerolo approvava il documento: «Adozione della proposta tecnica del progetto preliminare della variante strutturale denominata “variante ponte”(...)». 


A circa un anno dalla fine-mandato del Sindaco Eugenio Buttiero, la cosiddetta "Variante ponte" costituisce forse l'ultimo atto, importante, della politica urbanistica dell'attuale Amministrazione cittadina. Una Amministrazione che, proprio nel campo della politica urbanistica, non ha mancato di suscitare perplessità. 
Rileggendo i contenuti del programma elettorale di Eugenio Buttiero egli, al pari di tutti gli altri canditati-sindaci, aveva posto come punto qualificante la revisione dell'attuale Piano Regolatorre Generale, da tutti ( a parole") considerato sovra-dimensionato). Eppure, primo atto dell'attuale amministrazione era stato quello di riproporre l'edificazione della zona CP7, l'are a ridosso di Monte Oliveto (?) e la revisione del Piano Regolatore non è stata attuata. 
Si è preferito invece proporre una "Variante ponte"! 
All'epoca, ci si era chiesto "dove ci avrebbe portato il ponte" ( vedi qui). ed avevamo espresso le nostre riserve (vedi qui) sul contenuto del documento che si andava delineando, in quanto -sostanzialmente- non si teneva affatto conto dei rilievi e delle indicazioni presentate dalle associazioni e dai gruppi che si interessano all'Urbanistica della città.
Riconfermiamo quel giudizio e pubblichiamo il comunicato stampa  oggi rilasciato


Comunicato stampa
 
Le Associazione ed i gruppi che partecipano al Forum pinerolese per l'Urbanistica e il Territorio hanno presentato il 20 aprile scorso le Osservazioni alla “Variante ponte”. Di seguito, i principali temi trattati.

Premessa: a nostro parere, la variante strutturale denominata “Variante ponte” non risponde all'esigenze di una revisione dell'attuale -ipertrofico- Piano Regolatore, punto qualificante anche del programma elettorale dell'attuale Amministrazione. La Variante è piuttosto la mera addizione di piccoli “aggiustamenti”, volti a soddisfare le molteplici esigenze e richieste pervenute da cittadini e professionisti, senza tuttavia che queste siano inscritte in un disegno-progetto generale, organicamente compiuto.

L'effetto “perverso”. Mentre la Variante sembra prospettare una riduzione (minima!) degli “abitanti teorici” ( passando da 54.420 a 52.520 abitanti teorici), in realtà si conferma l'ipertrofia del Piano Regolatore in vigore: a fronte di dati storici demografici che attestano per Pinerolo una popolazione reale intorno ai 36.000 abitanti, si consente ancora il permanere di cubature residenziali sufficienti ai 52.520 “abitanti teorici”. Inoltre il risparmio di consumo di suolo dichiarato dalla Variante è dovuto solo in minima parte alla riduzione della “capacità edificatoria”, mentre in gran parte si basa essenzialmente sulla riduzione di infrastrutture previste nel PRGC: non sono più opere prioritarie la viabilità di bordo sud e la strada al contorno di Villaggio San Giacomo di Riva.
Singole aree: poco razionali! Tali risultano il cambiamento di destinazione d’uso previsto per l’area D 6.9 (area Gallo) da area produttiva ad area di tipo terziario-commerciale  (ennesimo centro-commerciale a Pinerolo?); così come l'aumento del rapporto di copertura dal 33 al 60% previsto per l'area RU 6.4 (area Corcos) determina un consistente incremento degli spazi destinati al commercio. Il tutto a possibile discapito del tessuto commerciale ancora presente nel centro storico della città.
La Variante presentata grava quindi il territorio comunale di un possibile incremento di 16.000 abitanti ( il 44% della popolazione reale residente!), realizzato edificando in aree agricole fertili e ricche di relazioni ecologiche con l’ambiente naturale. La Variante incide parzialmente anche sul sistema viario di penetrazione e di scorrimento, mutandone anche il carattere: da una impostazione “circolare” si passa ad una impostazione “radiale”, variando i luoghi di convergenza del traffico. Questa previsione, e tutte le altre a carattere sub-urbano, implica una modificazione dei flussi viari che possono avere ripercussioni rilevanti sulla mobilità interna e sulla vivibilità dei vari quartieri. 

Chiediamo verifiche e adeguamenti. Riteniamo necessario sottoporre la Variante a procedura di VAS e quindi alla redazione del Rapporto Ambientale. Chiediamo l'adeguamento sostanziale ai Piani Territoriali Regionali e Provinciali ed alle loro prescrizioni; la definizione dei criteri generali di applicabilità delle deroghe previste dalla legge 106/2011, a garanzia della collettività attraverso regole certe di gestione; l'adozione di un piano commerciale complessivo e coerente con la variegata realtà del commercio pinerolese.
Concludendo, quello che pare mancare alla Variante in oggetto è soprattutto l'analisi e la prefigurazione di un “progetto della città” che tenga conto della sua comunità e ne delinei un futuro possibile, sostenibile e desiderabile.

 "Salviamo il paesaggio"
 "Osservatorio 0121"
 "Legambiente" Pinerolo
 presidio LIBERA "Rita Atria Pinerolo


venerdì 7 novembre 2014

ARCHITETTURE DEL DESIDERIO

Sentinelle del Territorio. VI invitiamo a riflettere insieme sui modi per realizzare la partecipazione democratica della nostra comunità alle scelte per il futuro della nostra città e alla cura dei suoi luoghi. 
SABATO  8  NOVEMBRE  2014,  ORE  17.00 - "TEATRO  DEL  LAVORO PINEROLO
BIANCA BOTTERO (urbanista) e ANNA  DI  SALVO (artista e insegnante) ci presenteranno il libro "ARCHITETTURE  DEL  DESIDERIO"



Le curatrici Bianca Bottero, Anna Di Salvo e Ida Farè hanno raccolto gli scritti preparatori e tutto il ricco dibattito svoltosi in occasione del convegno"Microarchitetture del quotidiano - Sapere femminile e cura della città", svoltosi a Milano nel 2008. Emerge dall’insieme un quadro vivissimo dei modi creativi con cui tante donne si esprimono per affermare la bellezza, la convivenza, la memoria delle loro città, e dei conflitti che guidano in prima persona contro il malgoverno che, nell’Italia di oggi, devasta la qualità degli spazi pubblici urbani e quindi la ricchezza intrinseca della "polis", i valori e l'etica dellecomunità.

la locandina



sabato 7 giugno 2014

DireFareEcosolidale - Pinerolo 8 giugno 2014

DireFareEcosolidale - Pinerolo 8 giugno 2014

La manifestazione, giunta alla terza edizione, avrà luogo in P.za San Donato a Pinerolo. È organizzata dalla Città di Pinerolo, dall’Associazione Pensieri in Piazza, dalla Coldiretti, dall’Arci Pinerolo, dal G.A.S.tranamore e dalla Diaconia Valdese. 

Saremo presenti anche noi del presidio LIBERA "Rita Atria" , insieme  al forum delle Associazioni pinerolesi che si interessano dell'urbanistica e del territorio.

In questo anno passato le Associazioni ed i gruppi del forum pinerolese per l’Urbanistica partecipata sono intervenute sulle molte questioni relative allo sviluppo urbanistico della città di Pinerolo.
Pur essendo un momento di relativa stasi nel comparto edilizio alcune questioni, per l’importanza nello sviluppo del territorio, hanno tenuto banco nel dibattito politico.
Portici Blu
Sono state raccolte tra i cittadini di Pinerolo 600 firme per impedire la costruzione di un secondo grattacielo sull’area portici blu. Infatti l’Amministrazione Comunale vuole vendere una pubblica piazza per sanare il suo bilancio. Per ora il progetto è sospeso ma bisogna vigilare perché in Consiglio Comunale la maggioranza è convinta di ripresentarlo.
Turk                              
L’incendio del 13 ottobre 2013 ha riportato alla luce lo stato di abbandono di quest’area centrale di Pinerolo. Le associazioni hanno richiesto di aprire un dibattito con i cittadini sui progetti di recupero anche nell’ottica di “restituire” almeno una parte dell’area all’uso pubblico con verde e servizi. E’ in corso un concorso di idee, patrocinato dalla vecchia proprietà, per la sistemazione dell’area.
Variante ponte e “Linee programmatiche per la pianificazione urbanistica”.
Si è parlato per molto tempo di variante ponte ed a fine 2013 l’Amministrazione ha presentato un documento chiamato “Linee programmatiche per la pianificazione urbanistica” che, dopo un confronto pubblico, viene approvato il 25 marzo scorso dal Consiglio Comunale di Pinerolo.
I temi posti dalle Associazioni, sinteticamente, sono stati i seguenti: riduzione del consumo di suolo; evitare il ricorso ai “permessi di costruire in deroga”  (LR106/2011); riportare alcune attività industriali a basso impatto ambientale sulle aree dismesse esistenti; progettare un piano per la mobilità sostenibile; dedicare una maggior attenzione al verde cittadino.
Pertanto, se inizialmente si era apprezzata la dichiarazione  dell’Amministrazione di voler adottare “il metodo del confronto” nell’affrontare un tema fondamentale qual’è tratteggiare la Città “ a venire”, i contenuti della delibera approvata sono ben lontani dalla cosiddetta “urbanistica partecipata” che richiede: il coinvolgimento concreto e reale delle comunità al momento progettuale e decisionale partendo dall’analisi delle situazioni esistenti, dall’individuazione di obbiettivi rispettosi della vocazione dei territori, obbiettivicondivisi dalla comunità e “sostenibili”, sia dal punto di punto di vista economico che ecologico.
Questi sono i “fondamenti” da cui muovere per iniziare il processo della revisione - anche “culturale”- dell’attuale Piano Regolatore: un Piano ipertrofico, non rispondente alla realtà attuale, frutto di una idea meramente speculativa del bene comune “Territorio-Paesaggio”.  Pinerolo ha bisogno di un progetto che ne difenda e ne rivitalizzi la sua Bellezza.
SE TI INTERESSA DISCUTERE QUESTI TEMI CI TROVIAMO IL MARTEDI’ CON CADENZA QUINDICINALE PRESSO “PENSIERI IN PIAZZA” VIA BRIGNONE 9.
LA PROSSIMA RIUNIONE SARA’ IL 17 GIUGNO 2014.

Osservatorio 0121                                     Legambiente - Pinerolo          
Presidio Libera “Rita Atria” Pinerolo     Arci Stranamore

Assoeco                                                        ASPE

mercoledì 3 aprile 2013

Sentinelle del territorio: "Dove ci porterà “il ponte”?

All'intervista rilasciata dal sindaco di Pinerolo E. Buttiero  alcune settimane orsono al settimanale locale "L'Eco del Chisone, è seguita quella pubblicata ieri su "La Stampa". Si ripropone la "questione urbanistica" della città di Pinerolo. 
E' l'occasione per pubblicare la Lettera aperta che alcune associazioni e gruppi pinerolesi, fra questi anche noi del presidio "Rita Atria", avevano indirizzata al Sindaco Buttiero e all'Amministrazione. In quella lettera, si esprimono dubbi e perplessità su quelle che paiono essere le linee-guida della politica urbanistica che si vuole attuare a Pinerolo.

l'intervista pubblicata da "L'Eco del Chisone"

l'intervista pubblicata da "La Stampa"

La lettera aperta

Dove ci porterà “il ponte”?
Alcune associazioni e gruppi che a Pinerolo si occupano di ambiente, cultura e legalità hanno cominciato ad incontrarsi per ricercare forme e strumenti di analisi e partecipazione in quel campo delicato che è l’urbanistica della Città. Quanto delineato nell’ultima intervista rilasciata dal Sindaco Buttiero all’Eco del Chisone, ha suscitato interesse, riflessioni… e preoccupazioni!
Anzitutto, ci preoccupa la stessa modalità di applicazione della Legge 106/2011 decisa dall’amministrazione pinerolese, che pare aver relegato in secondo piano la funzione pianificatoria pubblica in favore del principio della “deroga”, concessa e riconosciuta al singolo progetto edilizio: si accoglieranno interventi, detti “valorizzazioni, come se l’accettazione di un progetto edilizio fosse “atto dovuto” da parte dell’amministrazione e non dovesse derivare dall’analisi della realtà socio-economica ed inserirsi in una visione strategica e d’insieme del territorio.
Il concetto di “interesse pubblico” viene poi richiamato per operazioni che, a partire ad esempio dall’area PMT, permettono edificazioni “in deroga” in cambio del mantenimento di posti di lavoro da parte di una azienda. Impegno in realtà aleatorio e affatto stringente per qualsiasi azienda, come sanno bene gli stessi amministratori, nel caso in cui l’azienda stessa non potesse/volesse mantenerlo, magari proprio a causa della drammaticità della crisi in atto.
Le nuove “valorizzazioni” rischiano di divenire, “in soldoni”, nuove speculazioni immobiliari causando, per conseguenza, un’ulteriore svalutazione del patrimonio edilizio dei cittadini pinerolesi, già gravato da immobili invenduti o sfitti. Le aree dismesse, a nostro parere, potrebbero invece divenire gli ambiti sui quali ricavare servizi, luoghi ad uso della cittadinanza, aree verdi; oppure, se già edificate, quelle aree potrebbero essere ri-utilizzate per spostarvi cubature edilizie già previste altrove, in suolo agricolo o addirittura di pregio paesaggistico (leggi Monte Oliveto). L’occasione per ri-disegnare la città!
Si parla di riprendere la Variante di Qualità. Una domanda si impone: perché si è lasciato decadere uno strumento importante, per redigere il quale certo erano stati impiegati denari pubblici? Perché non adottare “interamente” la Variante di Qualità? E davvero si ritiene “atto di qualità” demolire – anche parzialmente- l’ex Merlettificio Turck, il cui valore è stato riconosciuto in primis dalla Sovrintendenza e che conserva un’area verde di valore ecologico-paesaggistico lungo il Lemina?
Sempre dal medesimo articolo apprendiamo che, anziché correggere l’attuale Piano Regolatore, l’Amministrazione intraprende la strada della cosiddetta Variante Ponte, contraddicendo forse un proprio “Atto di Indirizzo” approvato solo a fine 2012 e che recitava: “Il Consiglio comunale delibera(…) di avviare il prima possibile il percorso per la ridefinizione del P.R.G.C. vigente attuandolo anche attraverso l’attivazione di tavoli di confronto con i cittadini e le associazioni interessate(…)”. Di fatto, ad oggi,  manca tuttavia una delibera che chiarisca la natura (parziale?, strutturale?), gli obiettivi e i contenuti della Variante Ponte.
Si ipotizzano invece interventi puntuali,magari dettati da segnalazioni-osservazioni di privati o professionisti”: una logica che pare riconoscere preminenza al singolo interesse particolare, invece di attuare proprio quel confronto preventivo indicato nell’Atto di Indirizzo prima citato. Insomma: “Dove ci porterà “il ponte”?
Le associazioni, i gruppi, che sottoscrivono la presente chiedono quindi al Sindaco e alla sua Giunta di usare la Variante intrapresa -che finora ha avuto tempi entro il quale si sarebbe potuta adottare pure una Variante strutturale- per dare a Pinerolo una prospettiva più chiara e migliore: decenni di urbanistica di modesta qualità, non solo a Pinerolo, hanno avuto come conseguenza lo stravolgimento degli organismi urbani, piuttosto che guidarne l’evoluzione.
Una pianificazione differente avrebbe forse permesso di decongestionare il centro urbano, attuare interventi contro il dissesto idro-geologico; dotarsi di un piano di edilizia residenziale pubblica; riqualificare e riorganizzare spazi pubblici; salvaguardare le testimonianze storiche della città.
Una riflessione partecipata avrebbe forse evitato errori di un recente passato quando alla crescita della “città privata”, l’espansione edilizia-residenziale, non è corrisposto uno sviluppo analogo della “città pubblica”, servizi-spazi-luoghi offerti ai cittadini, nonostante i cospicui importi degli oneri relativi che affluivano nelle casse comunali. Oggi si chiedono, è vero, anche piste ciclabili e zone a traffico moderato, ma quel che i cittadini responsabili non possono più accettare è che a governare la città sia sempre, solamente, la logica della rendita o il vantaggio particolare di “soliti noti”.
Chiediamo quindi che, partendo dalla conoscenza dei dati di fatto esistenti, numero di alloggi invenduti e sfitti, consumo del suolo, crisi economica e trasformazioni in atto, si adottino regole e strumenti urbanistici innovativi, anche per ridurre e ridefinire capacità insediative da tutti ritenute, a parole, sovrabbondanti. Chiediamo che, tramite un processo realmente partecipato, vengano definiti i contenuti di una Variante, se non di un nuovo PRGC, che sia davvero al servizio dei cittadini e tuteli il bene comune del Territorio e del Paesaggio.
Salvaguardiamo quel che resta della Bellezza di Pinerolo!


Le associazione  e i gruppi firmatari: 

Italia Nostra 
Lega Ambiente
presidio Libera "Rita Atria " Pinerolo
Forum nazionale Salviamo il Paesaggio Difendiamo i territori
Osservatorio 0121
ASPE








martedì 23 ottobre 2012

Lettera dell'Osservatorio 0121 all'amministrazione pinerolese


Prosegue il dibattito sull'assetto urbanistico di Pinerolo. 
La scorsa settimana abbiamo pubblicato l'intervista al dott. Chiabrando e all'ing. Bruera, del gruppo Progetto per Pinerolo. Nei prossimi giorni pubblicheremo l'intervista all'arch. Luca Barbero capogruppo del PD pinerolese in Consiglio Comunale.


L'associazione "Osservatorio 0121", la sezione pinerolese del Forum "Salviamo Il Paesaggio" hanno indirizzato all'amministrazione pinerolese una lettera aperta sul tema urbanistico. 
La pubblichiamo concedendoci la libertà di evidenziare passaggi che riteniamo importanti.
Infine, i commenti alla lettera giunti proprio dai consiglieri che abbiamo intervistato, Andrea chiabrando e Luca Barbero

"Osservatorio 0121 " 
"Salviamo Il Paesaggio"
Al Sindaco
Agli Assessori
Al Presidente del Consiglio comunale
ai Consiglieridella Città di Pinerolo

È in discussione presso la Commissione Urbanistica del nostro comune una deliberazione contenente criteri e procedure di valorizzazione urbanistica delle aree industriali in dismissione. La decisione di adottare un tale atto ci preoccupa grandemente per i motivi di seguito illustrati.
La crisi, innescata dalla speculazione, viene alimentata dalla sovrapproduzione di beni che, poi, restano invenduti. Ciò è particolarmente evidente nell’edilizia. Si è costruito tanto, troppo e, dal punto di vista della qualità architettonica e del risparmio delle risorse energetiche, in modo, a dir poco, disastroso. Sono molte le case invendute ed i capannoni vuoti: non trovano acquirenti e questo ne riduce il valore di mercato, vanificando la garanzia a copertura dei mutui.
I prezzi scendono ma non abbastanza da compensare l’impoverimento che la crisi ha prodotto, soprattutto su chi vorrebbe comprar casa. Difficoltà che aumentano mancando la sicurezza data da un posto di lavoro stabile. In questo quadro Pinerolo non fa eccezione, sono migliaia, infatti, in città vani non utilizzati: un grande spreco di risorse reso possibile anche da un Piano Regolatore, che alla luce dei fatti è risultato fortemente sovradimensionato. Fu un errore di pianificazione (o forse il preciso mandato del partito trasversale del cemento”) che da più parti è stato successivamente riconosciuto, ma senza che si sia posto ancora mano ad una seria revisione.
Nonostante l’evidenza dei danni che, l’eccessivo consumo di suolo e la sua impermeabilizzazione hanno creato al territorio italiano, la legge 106/ 2011, la cui applicazione viene in questi giorni discussa in Comune, rende più agevole costruire ancora. Come? Con le deroghe al P.R.G.C. Si parte con le aree industriali che la proprietà vuole dismettere (una richiesta, in tal senso, è già pervenuta al Comune dalla P.M.T. – ex Beloit). In genere, l’elemento essenziale per convincere tutti è il ricatto occupazionale. Anche se, l’esperienza mostra, che l’aggiornamento degli impianti produrrà altri esuberi. A seguire verranno: la realizzazione di volumetrie aggiuntive in deroga al piano regolatore, il mutamento di destinazione in atto (non solo per quella industriale), la demolizione e la ricostruzione degli edifici anche con modifica di sagoma. Tutte operazioni che l’articolo 5 della legge prevede possano sovrapporsi al P.R.G.C. Già si parla, in Città, di varie possibili iniziative simili, che porterebbero ad aggiungere nuove costruzioni a quelle previste da un piano regolatore che, nei propositi elettorali della maggioranza, sarebbe dovuto “dimagrire”.
La legge, peraltro, secondo noi, è scritta male. La terminologia fantasiosa quanto generica (“razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente”, “tessuti edilizi inorganici o incompiuti”, “destinazioni tra di loro compatibili e complementari”, “armonizzazione architettonica con gli edifici esistenti”, …) si presta a diverse interpretazioni e può generare scelte “disinvolte. E’ facile prevedere contenziosi. “Valorizzazione”, “perequazione”e “contrattazione”, apparentemente, sembrano strumenti messi a disposizione dell’urbanista ma, in realtà, sono il grimaldello con il quale viene scardinato il processo di pianificazione con il risultato di subordinare l’interesse pubblico a quello privato. E’ del tutto evidente che si sostituisce, al sistema delle regole certe, una contrattazione nella quale emerge, come soggetto “forte”ed unico interlocutore della “politica”, chi detiene una proprietà fondiaria. Ad esempio “valorizzare”, come appare in tutta chiarezza, dalla proposta di delibera della Giunta, significa “regalare” valore ad alcune aree. In cambio una parte del ricavabile verrebbe acquisita dal Comune che, in tempo di crisi e di “tagli”, è in grave difficoltà finanziaria . Apparentemente ci guadagnano tutti (privati proprietari delle aree ed Istituzione). Alla lunga, però, a perderci è la città che viene privata della possibilità fare scelte urbanistiche sulla base dell’interesse pubblico.
Per dare una base giuridica a queste politiche urbanistiche “contrattate” si sono inventati i “diritti edificatori” spostabili da un’area all’altra e, con l’iscrizione in un apposito registro, trattabili tra i privati. L’edizione aggiornata de : “Le mani sulla città”.
Vi è un ulteriore rischio : nell’attuale situazione di riduzione dell’utile d’impresa e di scarsa liquidità , ad avere interesse a costruire è, soprattutto, chi dispone di capitali non proprio “puliti”. Sappiamo da tempo che le infiltrazioni malavitose in Piemonte hanno trovato nell’edilizia il loro cavallo di Troia.
Infine vogliamo sottolineare che adottare come “normale” l’uso del regime delle deroghe previsto dalla Legge 106/2011, con un’apposita deliberazione di indirizzo , fa sì che lo si renda, di fatto, alternativo allo strumento delle varianti al Piano Regolatore, facendo così cadere quel poco di partecipazione e di controllo democratico che i cittadini possono esercitare tramite le osservazioni. Accettare o meno il ricorso a questi meccanismi è una scelta politica. Il Consiglio Comunale non ha alcun obbligo di far ricorso allo strumento della” valorizzazione” delle aree, né tantomeno di adottare “criteri generali” che finirebbero per condizionare pesantemente le scelte future. La deroga ai normali strumenti di gestione urbanistica dovrebbe avere alla base solo l’interesse pubblico (non limitato alla riqualificazione dell’area o al versamento di oneri, ma ad esempio nel caso di pericolo) e l’eccezionalità dell’intervento.
Quello che, a nostro parere, serve alla Città è ben altro. I consiglieri, delegati dai cittadini a rappresentarli, ma anche soggetti alla responsabilità che questo comporta, dovrebbero aprire, con tutti i mezzi a disposizione, un dibattito sul futuro urbanistico di Pinerolo. Sono necessarie chiare, indipendenti e ulteriori indagini conoscitive, incontri con la popolazione (anche, e soprattutto, nei quartieri sede di stabilimenti in dismissione) per conoscere i bisogni reali dell’area, confronto con altre esperienze , concorsi di idee, coinvolgimento delle scuole. Occorre elaborare insieme il progetto di una città inserita in un mondo che sta cambiando, anche come conseguenza della crisi in atto . Ciò ci induce, diversamente che nel passato, al risparmio di suolo e alla riqualificazione dell’esistente da attuare con scelte attente e partecipate. Non si può rispondere al nuovo con le vecchie politiche.
Il futuro, che ci piaccia o no, sarà necessariamente altro.
Chiediamo perciò all’Amministrazione di non adottare la deliberazione relativa alle linee guida per lavalorizzazione delle aree industriali in dismissione avviando invece il confronto con i cittadini per la revisione del P.R.G.C.
 Salviamo il paesaggio. Difendiamo i territori.
Osservatorio 0121

Pinerolo 18 ottobre 2012
Andrea Chiabrando: 
Buongiorno,
vi ringrazio per il prezioso contributo.
Mi pare che le posizioni che abbiamo pubblicamente espresso fin dall'inizio del bibattito siano in linea con quanto da voi sottolineato.Vi allego in proposito la lettera da noi inviata al Consiglio e vi rimando al link sul nostro sito per tutto il materiale. http://www.progettopinerolo.it seguendo poi i link da post Valorizzazioni
Cordiali saluti,
Andrea Chiabrando

Luca Barbero:
Due brevissime riflessioni. Non avendo la Regione Piemonte adottato nessun provvedimento normativo o legislativo entro i termini contenuti nell’art. 5 della 106-2011 mi sembra indiscutibile che l’applicazione della deroga dovrebbe avvenire solamente ai sensi dell’art. 14 del testo Unico sull’edilizia n. 380 e quindi in quei casi dove si manifesti un interesse pubblico.  Stabilire in modo oggettivo però cosa significhi interesse pubblico diventa non facile. Nella prima parte della lettera si evidenzia come le scelte urbanistiche degli ultimi anni a Pinerolo siano state dettate da un non meglio identificato partito trasversale del cemento. Essendo io stato segretario del PDS-DS dal 1998 al 2007, e quindi per buona parte degli ultimi mandati amministrativi, vorrei che mi venisse spiegato meglio cosa intendete per partito trasversale del cemento e chi ne sarebbero i “titolari” passati e presenti. Alla fine, anche se per ragioni in parte diverse, condivido però che, probabilmente, sarebbe preferibile non deliberare nulla sull’applicazione o sull’applicabilità di quanto contenuto nella 106 e condivido anche che sarebbe opportuno aprire un confronto ampio sul futuro urbanistico di Pinerolo. 
Luca Barbero