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sabato 14 novembre 2015

Attentati di Parigi. Il vescovo di Pinerolo ai fedeli islamici: troviamoci a pregare insieme

Attentati di Parigi. Il vescovo di Pinerolo ai fedeli islamici: troviamoci a pregare insieme

Fonte: Vita Diocesana 

14 novembre 2015
Dopo i tragici avvenimenti di Parigi il vescovo di Pinerolo, monsignor Pier Giorgio Debernardi, ha rilasciato una dichiarazione condannando duramente le violenze dei terroristi e richiamando ai valori della pacifica convivenza tra fedi diverse.
Riportiamo di seguito il testo del messaggio con in quale invita i musulmani del territorio pinerolese ad un comune momento di preghiera.
"Sono atti di barbarie feroce quelli dell’attentato all’areo russo nel deserto del Sinai e quest’ultimo nel cuore di Parigi. Soprattutto è inaudita follia pensare di continuare a progettare altri attentati in altre città europee. Anche oggi la risposta non è mettere in atto la violenza per arginare  la violenza. Saremmo anche noi insensati. Ma serve la volontà determinata  da parte di tutti gli stati, ancora immuni da integralismo, di fermare questa follia con un supplemento di intelligenza e con la forza della ragione.
Guai a gridare il nome di Dio per giustificare questa atrocità. È lo straripamento della follia. Tutti – ogni persona di buona volontà – devono respingere questo impazzimento della ragione. A tutti quelli che credono in Dio, creatore dell’universo e della persona umana, rivolgo l’invito ad unirci in preghiera e per impegnarci con le nostre forze a voltare pagina in questo oscuramento della storia.
Rivolgo l’invito a tutti i fedeli islamici presenti nel nostro territorio a trovar un momento per dire insieme un “no” deciso e forte a questa strategia di violenza e invocare insieme il Dio della pace."

mons. Debernardi con i rappresentanti della comunità islamica di Pinerolo, nel giorno della fine del Ramadan

venerdì 16 gennaio 2015

GRETA RAMELLI E VANESSA MARZULLO. LIBERE!


LIBERE!





Roberto Saviano a Greta Ramelli e Vanessa Marzullo 


"Care Greta e Vanessa, sono felice per la vostra liberazione. E come me stasera sono felici in tanti. Ma vi aspetterà anche un'Italia odiosa, che vi considera ragazzine sprovvedute che invece di starsene a casa sono andate a giocare in Siria. Diranno che sono stati spesi molto soldi, più del valore delle vostre vite. All'Italia che in questi mesi vi ha offeso, motteggiato, che ha persino parteggiato per i vostri rapitori, non permettete di ferirvi. È il senso di colpa per non aver coraggio, è l’insofferenza dell’incapace che, fermo al palo, cerca di mitigare la propria mediocrità latrando contro chiunque agisca.

Spero saprete sottrarvi a questo veleno.
Un’altra parte di questa Italia è convinta che il vostro sia stato un atto di coraggio e di umanità e che nessuno possa essere considerato causa del proprio rapimento."