Visualizzazione post con etichetta Comitato Primo Mazzolari Pinerolo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Comitato Primo Mazzolari Pinerolo. Mostra tutti i post

lunedì 17 ottobre 2016

17 ottobre: Giornata mondiale per l'eliminazione della povertà". INCONTRIAMOCI E IMMISCHIAMOCI!

Lo scorso 20 settembre 2016 la dott.ssa Lara Pezzano, neo-Assessora alle Politiche sociali del Comune di Pinerolo, aveva invitato ad un incontro conoscitivo le associazioni di volontariato sociale attive in PineroloNella lettera-invito della dott.ssa Pezzano, fra altre cose, così si leggeva: (...) Siamo infatti consapevoli del peso di impegno che negli ultimi anni si è riversato sul Volontariato per la criticità che si è prodotta su aspetti quali la sopravvivenza economica, la salute, il lavoro, la casa e la vivibilità del territorio.(...)"
Anche noi del presidio LIBERA"Rita Atria" avevamo partecipato alla serata, motivati dagli intenti dell'Assessorato che ci parevano tracciare un sentiero da noi stessi prefigurato, insieme al Comitato Don Primo Mazzolari: nello scorso mese di maggio avevamo invitato a riflettere alcune associazioni sulla azione e funzione della  forma stessa del "volontariato": quali sono i compiti, quali le funzioni, le azioni da intraprendere, affinchè il mondo ed i valori espressi dal volontariato incidano efficacemente nella realtà e nel momento storico che viviamo?
( foto Dario Costantino - Eco del Chione)
Alla serata promossa dall'Assessora Lara Pezzano, ci eravamo quindi permessi di intervenire nel dibattito, ponendo questi interrogativi e proponendo la considerazione fondamentale a cui eravamo giunti: a nostro parere, le associazioni devono "(...) rivestire e assolvere anche ad una funzione rappresentativa, di “pressione culturale”, necessaria a richiedere e determinare condizioni di maggiore giustizia sociale. Essere voce di chi non ha (o non può avere) voce. E i milioni di cittadine e cittadini “senza voce” non chiedono “elemosine” ma chiedono più Giustizia.(...)".
I dati riportati dal Rapporto CARITAS 2016 denunciano che la Povertà assoluta negli ultimi anni, coincidenti in larga parte con quelli della crisi economica, è aumentata sino ad esplodere. Le persone coinvolte sono salite da 1,8 milioni del 2007 (pari al 3,1% del totale) a 4,6 milioni del 2015 (il 7,6%). Il dramma della povertà, il nodo cruciale della politica sociale dei nostri giorni, incombe drammaticamente sul presente e sul futuro di milioni di cittadine e cittadini italiani. 
Anche LIBERA dichiara oggi che l'Italia ha rinunciato a combattere la Povertà (leggi qui)il governo in carica "(...) nel Ddl "povertà" stanzia la miseria di poco più di un miliardo di euro per affrontare un'emergenza che ne richiederebbe 18 (miliardi di Euro) per garantire almeno la dignità." 
In questa settimana prenderanno avvio i tavoli di lavoro fra Amministrazione e Associazioni. Ci permettiamo di affermare che anche nell'azione contro questo dramma, la povertà, occorrono cambiamenti necessari e non più rinviabili!
Riportiamo di seguito quanto avevamo scritto nello scorso maggio 2016, invitando le associazioni ad incontrarsi e a riflettere: "Incontriamoci e Immischiamoci"


INCONTIAMOCI E IMMISCHIAMOCI!
"Sono trascorsi nove anni dallo scoppio della crisi finanziaria le cui conseguenze, a detta di molti, sono paragonabili a quelle di una guerra. Lo stesso Papa Francesco ha parlato più volte di una “terza guerra mondiale combattuta a pezzi”.
Per quanto riguarda l'Italia, il RAPPORTO CARITAS 2015 ha presentato le cifre e la “fotografia” di un Paese nel quale il dramma della povertà, “vecchia e nuova”, interessa fasce estese della popolazione. Sono quasi 10 milioni le persone che in Italia vivono senza i diritti concreti della cittadinanza: soddisfacimento del bisogno abitativo, istruzione, tutela della salute, partecipazione alla vita culturale e sociale.
In questi anni abbiamo assistito al paradosso di vedere scemare le risorse pubbliche destinate alle fasce deboli proprio mentre le fila di quelle aumentavano grandemente. E il “volontariato”, e il cosiddetto “terzo settore”, chiamato a dare risposta ad “emergenze” assistenziali di vario tipo in ambito sociale, economico, sanitario. Ma se il peso-impegno che le Associazioni di volontariato stanno sostenendo è sicuramente prova di uno spirito solidale e responsabile da parte di numerosi cittadini, tuttavia proprio quel peso rivela quanto sia ampia l’azione di “supplenza” a compiti che dovrebbero invece essere propri delle istituzioni a fondamento dello stesso “patto” su cui fonda la Democrazia e la coesione sociale del nostro Paese.
Si impone allora una considerazione: se il volontario si limita ad essere mero “fornitore di servizi”, addirittura in supplenza-assenza delle istituzioni, rischia di dimenticare un compito precipuo dell'azione associativa: rivestire-assolvere anche ad una funzione rappresentativa, di “pressione culturale”, necessaria a richiedere e determinare condizioni di maggiore giustizia sociale. Essere voce di chi non ha (o non può avere) voce. E i milioni di cittadine e cittadini “senza voce” non chiedono “elemosine” ma chiedono più Giustizia.
Abbiamo raccolto le testimonianze di chi è impegnato “in prima linea” a contrastare il moltiplicarsi di situazioni di difficolta nelle quali, a volte, si vede posta in pericolo la dignità stessa della persona. Ci sembra importante un confronto tra le Associazioni che quotidianamente affrontano quei drammi e che hanno acquisito -potenzialmente- un livello di esperienze e competenza tali da poter formulare proposte, concrete e costruttive, alle Amministrazioni locali e agli Enti pubblici interessati. Crediamo sia possibile, utilizzando meglio le risorse esistenti e richiedendo quelle necessarie, progettare in positivo l’immediato futuro affinchè l'investimento nel sociale diventi “bene-essere comune”, obiettivo da perseguire senza fraintendimenti, clientelismi, esitazioni.
Giustizia, tutela dell’ambiente, dialogo e coesione fra le varie componenti della comunità, responsabilità e partecipazione, cultura della trasparenza, e della solidarietà: sono queste le dimensioni che devono letteralmente riemergere dal clima di divisione e di disinteresse che a volte vediamo prevalere in tante situazioni.

Giancarlo Chiapello – referente “Comitato don Primo Mazzolari” Pinerolo
Arturo Francesco Incurato – referente presidio LIBERA “Rita Atria” Pinerolo

mercoledì 27 aprile 2016

Anche Pietro Manduca aderisce alla CARTA DI AVVISO PUBBLICO

La Carta di Avviso Pubblico: un segno di trasparenza. Sentinelle del territorio, ritorniamo sul tema dell'etica nella pratica politica. Nella lettera aperta "E' finita l'era dei fossili" così avevamo scritto: "(...) auspichiamo che i candidati-sindaco, tutte le forze politiche pinerolesi agognino sinceramente il fresco profumo” di una azione politico-amministrativa nuova, saldamente ancorata a principi etici e morali. 

Abbiamo accolto con  quindi con piacere la adesione da parte di Pietro Manducacandidato sindaco della lista Sinistra Solidale Pinerolo, alla  CARTA DI AVVISO PUBBLICO. La firma del documento è avvenuta nel corso dell'incontro pubblico di presentazione della lista SINISTRA Solidale Pinerolo. In una sala gremita, tanto è l'interesse sucsitato la voglia di giovani pinerolesi di impegnarsi nella politica attiva, abbiamo sottolineato l'importanza e il significato di quella adesione: porsi al "servizio" della comunità nella costruzione di azioni politiche aministrative che abbiano a cuore il "bene comune", il bene lungimirante della comunità.

Alla Carta di Avviso pubblico ha già aderito anche Enrica Pazè, candidata sindaco di SEL Pinerolo. 

Riportiamo l'articolo di Giancarlo Chiapello nel quale si evidenziano le peculiari finalità del documento: "(...) Il Codice si rivolge ai politici e ne chiede impegni precisi per diventare testimoni visibili di una concreta azione di educazione alla legalità, di un impegno destinato a cancellare potenziali zone d’ombra nell’azione politico-amministrativa."

Invitiamo ad una attenta lettura ed iniseme al Comitato Primo Mazzolari Pinerolo ribadiamo: IMMISCHIAMOCI! ( leggi qui!)

Pietro Manduca firma la Carta di Avviso Pubblico
Fonte: Vita Diocesana
"Un’associazione per gli amministratori che non hanno nulla da nascondere
La Carta di Avviso Pubblico: un segno di trasparenza". 
di Giancarlo Chiapello

UN CODICE ETICO – comportamentale, ecco in sostanza cos’è la Carta di “Avviso Pubblico”, l’associazione che raggruppa alcune centinaia di istituzioni locali, Regioni, Provincie, Comuni, Unioni di Comuni e che si è data come obbiettivo, dichiarato (cfr.www.avvisopubblico.it), quello «di collegare ed organizzare gli Amministratori pubblici che concretamente si impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica nella politica, nella Pubblica Amministrazione e sui territori da essi governati».
Non serve di fatto a sostituire i politici con chissà quali figure “messianiche” o “tecniche”, spesso digiune di una vera visione comunitaria, non ha un’impostazione demagogica e meramente teorica, ma rappresenta un sostegno alla buona politica per emergere, in particolare in territori e situazioni dove si potrebbero evidenziare rischi legati a clientelismo, conflitti di interessi, pressioni indebite, ecc… (e nel territorio metropolitano questi rischi in molti casi forse non appartengono solo a storie passate).
In particolare, all’articolo 5 parla proprio delle situazioni di conflitto di interesse, come ad esempio «la sussistenza di interessi personali dell’amministratoreche interferiscono con l’oggetto di decisioni cui egli partecipa e dalle quali potrebbe ricavare uno specifico vantaggio diretto o indiretto»; «la sussistenza di preesistenti rapporti di affari o di lavoro con persone od organizzazioni specificamente interessate all’oggetto delle decisioni»; «rapporti di frequentazione abituale con persone operanti in organizzazioni specificamente interessate all’oggetto di decisioni di rilevanza economica cui l’amministratore partecipa direttamente, anche nei casi in cui detti rapporti non configurano situazioni che danno luogo a incompatibilità previste dalla legge o da altre norme».
Questo documento è entrato in maniera sostanziale nel dibattito politico pinerolese, grazie all’azione del Presidio di Libera “Rita Atria”, apertosi da tempo sul tema della governance del territorio, dell’urbanistica, in una Città destinata a vedere l’elaborazione di un nuovo Piano Regolatore: molte realtà aggregative cittadine hanno iniziato ad interrogarsi su un tema di spinosa attualità, ossia trasparenza e conflitto di interessi.
Il Codice si rivolge ai politici e ne chiede impegni precisi per diventare testimoni visibili di una concreta azione di educazione alla legalità, di un impegno destinato a cancellare potenziali zone d’ombra nell’azione politico-amministrativa.
Nell’ambito delle primarie del Pd è stato accolto e rilanciato a seguito della personale sottoscrizione da parte di Luigi Pinchiaroglio.
Anche sul fronte dell’impegno sociale nel mondo cattolico, i giovani cattolici democratici del “Comitato Primo Mazzolari” che cercano di riorganizzare nella comunità una presenza radicata nella triplice autonomia di analisi, valutazione ed azione, considerano importante una così significativa presa di posizione.
GIANCARLO CHIAPELLO

mercoledì 13 aprile 2016

“E’ finita l’era dei fossili? #immischiamoci”! Venerdì 15 aprile alle ore 21.00 presso la Sala “Pacem in terris”

E’ finita l’era dei fossili? #immischiamoci”. A Pinerolo,  venerdì 15 aprile alle ore 21.00 presso la Sala “Pacem in terris”, via Del Pino n.49.
Noi auspichiamo che i candidati-sindaco e tutte le forze politiche pinerolesi agognino sinceramente “il fresco profumo” di una azione politico-amministrativa nuova, saldamente ancorata a principi etici e morali”.
Questo è uno dei passaggi della lettera aperta del Presidio LIBERA “Rita Atria” pubblicata sull’ultimo numero di Vita Diocesana dal titolo significativo “E’ finita l’era dei fossili?” ( leggi qui). Su questa linea si pone anche l’azione dei cattolici democratici del “Comitato Primo Mazzolari” di Pinerolo.


la locandina dell'incontro

Tale azione rivolta alla comunità pinerolese non vuol fare cadere una battaglia significativa sui temi del rinnovamento, della trasparenza, di un “no” netto ai conflitti di interesse, effettivi e potenziali. Su questa linea si pone anche l’azione dei cattolici democratici del “Comitato Primo Mazzolari” di Pinerolo che si è ritrovato nell’azione moralizzatrice di Libera e che sta lavorando ad un documento volto al confronto che parte dall’’hashtag #immischiamoci (riprendendo il richiamo ai cattolici perché si impegnino per il bene comune fatto da Papa Francesco).
Da queste basi nasce l’iniziativa di venerdì 15 aprile alle ore 21.00 presso la Sala “Pacem in terris”, via Del Pino n.49 a Pinerolo: una serata aperta alla cittadinanza in cui il Presidio di Libera ed il Comitato Mazzolari invitano la cittadinanza, i giovani che non lasciano cadere la preoccupazione per la propria città, i politici che non temono il confronto su questi temi e che, anzi, vogliono mettere da parte vecchi e abusati schemi.
Occorre una visione comunitaria, perseguire il bene della comunità, liberandosi dalle ideologie che offuscano le idee.
Il titolo è semplice E’ finita l’era dei fossili? #immischiamoci. Mondi diversi, tradizioni politiche storiche e radicate si aprono al confronto, al dialogo, all’azione: già questa forse è una buona notizia!
Ringraziamo per l'attenzione e porgiamo cordiali saluti.

Giancarlo Chiapello - referente “Comitato Primo Mazzolari
Arturo Francesco Incurato – referente presidio LIBERA “Rita Atria” Pinerolo