venerdì 4 marzo 2016

Salviamo quel che resta della bellezza di Monte Oliveto! Firma anche Tu!

Sentinelle del territorio: DIFENDIAMO QUEL CHE RESTA DELLA BELLEZZA DI MONTE OLIVETO! 
LA REGIONE PIEMONTE HA BOCCIATO LE RICHIESTE di EDIFICARE NELL'AREA DI MONTE OLIVETO MA L'AMMINISTRAZIONE VORREBBE OPPORSI A QUELLA DECISIONE. 
                A CHI GIOVA CANCELLARE LA BELLEZZA DI MONTE OLIVETO?
l'area verde ai piedi di Monte Oliveto sarebbe distrutta dalle nuove costruzioni
Anche il Consiglio di Stato lo  ha ribadito (sentenza n. 2222- 29 aprile 2014) : "il paesaggio è bene primario e assolutoIl paesaggio rappresenta un interesse prevalente rispetto a qualunque altro interesse, pubblico o privato, e, quindi, deve essere anteposto alle esigenze urbanistico-edilizie". 
Ma il significato di "Paesaggio", è bene ricordarlo, non si limita al concetto meramente estetico di “bellezza naturale": "(...) il Paesaggio è l'insieme dei valori inerenti il territorio” concernenti l’ambiente, l’eco-sistema ed i beni culturali, i valori che fondano l’identità stessa della nazione....e di una comunità! (aggiungiamo noi)

SALVIAMO MONTE OLIVETO

Chiediamo di aderire alla raccolta firme che si svolge ogni sabato sotto i Portici Nuovi e in Piazza Facta


LA REGIONE PIEMONTE HA BOCCIATO LE RICHIESTE di EDIFICARE NELL'AREA DI MONTE OLIVETO
La Regione Piemonte ha inserito nel Piano Paesaggistico Regionale (PPR) la dichiarazione di “notevole interesse pubblico” della Collina di Pinerolo decretando di fatto la bocciatura delle richieste di edificare. Il  , dove il vigente PRGC prevede un’ampia possibilità edificatoria su un’area denominata CP7 di mq. 32.646. Complessivamente si intenderebbe costruire 11.084 mq “vendibili”di edilizia residenziale (120 – 130 alloggi) e 3207 mq di autorimesse (circa 200 unità), costruzioni per altro assolutamente non necessarie alla luce della attuale situazione economica e della dinamica demografica: troppe case sono oramai sfitte o invendute e la popolazione pinerolese è oramai stabile da decenni.


MA IL COMUNE DI PINEROLO SI OPPONE ALLA REGIONE
Gli organi di stampa hanno riportato la notizia che l’attuale Amministrazione Comunale intende opporsi alla dichiarazione della Regione Piemonte che decreta il pubblico interesse dell'area cosiddetta CP/ ( l'area di Monte Oliveto)  con osservazioni che -ancora una volta- vorrebbero invece consentire la cementificazione della pre-collina di Pinerolo. 


NON VOGLIAMO ALTRE COSTRUZIONI
Il Comitato spontaneo per la salvaguardia di Monte Oliveto già nel 2011 aveva raccolto un migliaio di firme per lo stralcio della zona CP7 dal PRGC. In seguito i costruttori riuscirono, con ricorso al TAR, ad evitare quello stralcio e nel 2012 l’attuale Amministrazione riconfermata la possibilità di costruire. Il Forum delle associazioni, richiamata la dichiarazione di notevole interesse pubblico della Collina di Pinerolo contenuta nel Piano Paesaggistico Regionale (PPR), promuove una raccolta di firme con la richiesta all’Amministrazione Comunale di adottare le disposizioni contenute nel Piano Paesaggistico Regionale, stralciando così la zona CP7 dal vigente PRGC, e impedendo definitivamente la possibilità di edificare nell'area di Monte Oliveto 
Forum delle associazioni pinerolesi composto da:
Osservatorio0121
Salviamo il Paesaggio
Italia Nostra
CESMAP
 Legambiente
 Libera – presidio "Rita Atria" Pinerolo
TAC 
Centro studi Silvio Pellico. 

martedì 1 marzo 2016

CHIAMATA ALLE ARTI...una chiamata fuori tempo utile?

CASERMA BOCHARD: IL PUNTO DI VISTA DI TAC SUL TEMA DELLA PARTECIPAZIONE PUBBLICA. Un punto di vista che ci permettiamo di riportare in quanto, a nostro parere, pone questioni e riflessioni non banali.

Questa sera si terrà infatti l'incontro "CHIAMATA ALLE ARTI", promosso dall'amministrazione e rivolto "(...) alle diverse espressioni della società civile e del mondo imprenditoriale ed associativo locale". L'incontro avverrà a  poche settimane dallo scadere dei termini utili per presentare il progetto di fattibilità che definisca, chiarisca, l'uso (e la relativa sostenibilità) dell'immobile acquisito gratuitamente dal Demanio. 

Il gruppo informale di giovani architetti pinerolesi TAC -Territorio Architettura Cultura- esprime il proprio parere e il timore che la CHIAMATA ALLE ARTI  si riveli  esempio di partecipazione "di facciata", non avendo fornito preliminarmente ai cittadini gli strumenti di conoscenza utili e necessari per rendere concreta quella partecipazione. 

Quel che è oggettivamente certo è il poco il tempo -due mesi- a disposizione degli architetti professionisti "TRA ARCHITETTI Srl" prescelti a gestire questa fase ( terminale?), laddove processi di partecipazione reale ed efficaci richiedono tempi ben maggiori.

"(...) Speriamo allora che il "mare magnum" delle proposte che verranno avanzate, la Bochard possa diventare la nuova base per "andare sulla luna"!"


Fonte: TAC 
CASERMA BOCHARD: 
IL PUNTO DI VISTA DI TAC SUL TEMA DELLA PARTECIPAZIONE PUBBLICA. 
"(...) Nel 2014 lo schema dell’Accordo di Valorizzazione è stato condiviso con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte, l’Agenzia del Demanio e dal Consiglio comunale della Città di Pinerolo ed il 16 dicembre 2014 è stato firmato l’Accordo di valorizzazione per la Caserma, a cui è seguito a luglio 2015 il trasferimento a titolo gratuito dallo Stato al Comune dell’immobile.
Le linee guida di valorizzazione prospettate nell’Accordo prevedono la riconversione e rifunzionalizzazione dell’immobile con la finalità di creare un polo culturale di eccellenza con spazi museali e servizi, in grado di generare ricadute positive su turismo ed economia locale. Tale funzione risulta compatibile con la destinazione prevista a PRGC che qualifica l’area su cui insiste la Caserma Bochard quale area per attrezzature pubbliche di interesse generale.
Nella scheda di approfondimento del Comune di Pinerolo con data 16 dicembre 2014 viene specificato che il programma di valorizzazione consentirà alla Città di avviare un processo di centralizzazione della cultura, permettendo di soddisfare le esigenze dei servizi culturali del territorio. Per la restante parte della Caserma si prevede la valorizzazione in ottica di mercato – prospettando, tra l’altro, anche la possibile alienazione – per sostenere la realizzazione del “polo culturale”.
Inoltre con l’Atto di Indirizzo del 21 aprile 2015, l’Amministrazione Comunale di Pinerolo individua il progetto Bochard quale “opportunità per costruire una idea di città e di territorio possibili e per ragionare, a scala adeguata, sulle priorità da affrontare” e a tale proposito, viene specificato che il progetto si deve “spendere in chiave territoriale e in logica metropolitana (…) deve saper interagire con altre iniziative presenti nel capoluogo e nell’area metropolitana, nonché relazionarsi ai bisogni e alle proposte che possono venire da tutto il Pinerolese.”
Nell’ambito del procedimento è importante evidenziare che il federalismo demaniale fa parte del più generale processo del federalismo fiscale, che vuole assicurare autonomia di entrate e di spesa agli enti locali, al fine di assicurare la massima responsabilizzazione e l’effettiva trasparenza di gestione. L’obiettivo principale del decreto consiste pertanto nel garantire la massima valorizzazione funzionale ed economica del  bene oggetto di trasferimento e qualora l’ente territoriale non utilizzi il bene nel rispetto delle finalità e dei tempi indicati, è previsto uno specifico meccanismo sanzionatorio in base al quale il Governo esercita il proprio potere sostitutivo al fine di assicurare la migliore utilizzazione dell’immobile. E’ inoltre evidente che la previsione di utilizzo del bene debba essere verificata attraverso specifico studio di fattibilità finalizzato a verificare la sostenibilità della proposta, le modalità di attuazione della stessa ed il fabbisogno di risorse finanziare (fund raising).
Secondo quanto emerge nei documenti disponibili la massima valorizzazione funzionale ed economica del bene è stata declinata dal Comune attraverso la previsione di un polo culturale di eccellenza con spazi museali e servizi integrato nell’offerta metropolitana e pertanto in sinergia con gli altri beni culturali (e non) di proprietà dell’ente (quali ad esempio la biblioteca, Palazzo Vittone, le carceri, ecc.). Non vengono rappresentati scenari alternativi e nulla si dice specificatamente riguardo ai possibili costi della riqualificazione, della gestione ed alle modalità di approvvigionamento del capitale necessario.
La totale assenza di coinvolgimento del territorio e degli stakeholders da parte dell’Amministrazione e la serie di notizie estemporanee pubblicate dalla stampa locale quali la realizzazione di housing sociale, il trasferimento dell’Istituto Corelli e/o della biblioteca civica hanno spinto i cittadini – i veri beneficiari del progetto – ad organizzarsi spontaneamente in quelli che potremmo definire gruppi di lavoro.
Tra questi ricordiamo Lapis che ha presentato il 28 febbraio 2015 la sua proposta per un percorso metodologico e procedurale nell’ambito della valorizzazione della Caserma a Polo della cultura prospettando la fattibilità dell’investimento attraverso la realizzazione e gestione di nuovi parcheggi ed anche la stessa TAC che ha presentato il 27 aprile 2015 la proposta di polo di mestieri e saperi (di seguito allegata) rivolta al tessuto artigiano, in grado di finanziarsi sulla base dei flussi economici generati dalla locazione a canoni agevolati degli spazi e di generare esternalità positive sul territorio fornendo servizi attraverso il meccanismo della banca del tempo. E’ inoltre importante segnalare che il 5 settembre 2015 è stato istituito il comitato Pinhub costituito da un gruppo di pinerolesi che intendono confrontarsi su punti di vista, immaginari e proposte in grado di intercettare e mobilitare contributi, alleanze, finanziamenti e investimenti per rivitalizzare l’area della caserma.
Queste esperienze – meritevoli e spontanee – sono espressione della volontà di fare chiarezza sul processo e soprattutto sul futuro dell’immobile che può sì rappresentare un asset strategico per il territorio, ma allo stesso tempo rischia di diventare l’ennesimo sperpero di risorse a seguito di una totale assenza di visione e di coinvolgimento.
Purtroppo queste occasioni di dibattito, favorite solo nella forma dall’Amministrazione, non hanno condotto ad alcun risultato concreto: le proposte avanzate non sono state nella sostanza prese in considerazione dal Comune che, ad oggi, ha l’obbligo di chiarire alla collettività su quali fondamenti si basa la fattibilità del progetto e la conseguente sostenibilità economica.
In tal senso il Comune ha affidato, a distanza di oltre un anno dalla sottoscrizione dell’Accordo di valorizzazione e attraverso la modalità dell’incarico diretto, lo studio di fattibilità allo studio torinese TRA ARCHITETTI Srl – Architettura Condivisa. Tale studio dovrà essere concluso entro aprile e non è chiaro il peso che avrà nella decisone attuativa delle modalità del progetto, anche rispetto ai possibili cambiamenti che interverranno a seguito delle elezioni amministrative previste in primavera.  All’interno del processo programmato da TRA ARCHITETTI Srl è previsto il 1 marzo alle 20.45 presso l’auditorium Baralis l’evento “Chiamata alle Arti”, una call pubblica finalizzata negli intenti a coinvolgere i cittadini.
TAC crede...TAC ritiene...
- TAC crede nella partecipazione fattiva della collettività e a malincuore non parteciperà all’evento.
- TAC ritiene che debbano essere forniti degli strumenti ai cittadini per rendere concreta la partecipazionein primis il set delle destinazioni d’uso ammesse rispetto ai vincoli da PRGC ed agli impegni presi in sede di sottoscrizione dell’Accordo.
- TAC ritiene che la fattibilità del progetto sia strettamente correlata al fund raising delle risorse, non bastano le idee, ma le buone idee che attraggono capitali ed investitori. Il cittadino può esprimere una preferenza solo se viene chiaramente esplicitato il rendimento, anche in termini sociali, dell’operazione: quali sono i benefici e quanto pesano le esternalità generate dal progetto?
- TAC ritiene che la sostenibilità di un progetto possa essere valutata sulla base di un business plan a vita intera dell’iniziativa, non può considerarsi un risultato un intervento estemporaneo su una porzione dell’immobile o un’apertura limitata al singolo evento.
- TAC ritiene che per definire un corretto budget per l’intervento il primo passo consista nel ragionare sull’effettivo utilizzo della caserma e sui possibili flussi economici che verranno generati dall’eventuale messa a reddito dell’immobile nel rispetto dei vincoli e dell’utilizzo ammesso.
- TAC ritiene che il successo dell’operazione di riqualificazione della Caserma debba essere misurato rispetto al sistema complessivo dei beni di proprietà del Comune. Il bilancio deve tener conto delle eventuali funzioni che verranno spostate all’interno della Bochard e sul riutilizzo degli immobili che conseguentemente verranno dismessi (es. edificio Corelli e Biblioteca).
- TAC ritiene che Pinerolo sia il posto più bello al mondo, ma prima di pensare al turismo si dovrebbero favorire i cittadini ed i lavoratori. Proprio per questo motivo TAC avrebbe preferito partire dal territorio, cosicché l’immobile rappresenti un’opportunità, piuttosto che dall’approccio sino ad ora adottato a livello locale di richiedere la disponibilità di un immobile al Demanio senza aver chiaro il contenuto da insediare e le modalità di copertura dell’investimento. In un territorio in crisi in cui i cittadini hanno bisogni fondamentali (lavoro, assistenza, formazione) è imbarazzante dover rispondere a distanza di oltre un anno dall’assegnazione del bene alla domanda “e ora che ne facciamo della Caserma?”
La “Chiamata alle Arti” di TRA ARCHITETTI Srl, pubblicata sul sito il 23 febbraio, 7 giorni prima dell’incontro, “è rivolta ai più diversi ambiti ed è il più possibile aperta alle diverse espressioni della società civile e del mondo imprenditoriale ed associativo locale”. Speriamo allora che il "mare magnum" delle proposte che verranno avanzate la Bochard possa diventare la nuova base per "andare sulla luna"!

domenica 28 febbraio 2016

Conflitto di interessi: Luigi Pinchiaroglio aderisce alla "Carta di Avviso Pubblico"

Sentinelle del Territorio. Pochi giorni orsono riportavamo il testo dell'intervista condotta da Giancarlo Chiapello, per  Vita Diocesana, al forum delle associazioni pinerolesi che si interessano di Urbanistica e territorio (leggi qui). In quella intervista, fra le altre cose, ci siamo domandati cosa mancasse nello strumento urbanistico più importante prodotto dalla presente amministrazione, la "Variante ponte": "(..) e la risposta che abbiamo trovato è stata quasi disarmante: manca “Pinerolo”(!) intesa nella sua complessità di comunità che va oltre singole esigenze e limitati rattoppi!" E affermavamo ancora: "(...) Limitarsi a sommare interessi particolari non vuol dire fare l’interesse generale, né avere un consenso vero(...). 
Alla luce di queste premesse si comprende bene come una delle parole chiavi dell'Alfabeto che proporremo ai cittadini pinerolesi assuma per noi una importanza fondamentale. "Quella parola in realtà sono due": conflitto di interessi

Conflitto di interesse
In una città che va alle elezioni, per dare un segnale tangibile di cambiamento non deve esserci conflitto di interessi, né in forma palese né indiretta,. Il no ad esso, (il no! al conflitto di interesse) significa un sì convinto ad amministrazioni trasparenti, sostituendo il "conflitto di interessi" con la trasparenza degli atti amministrativi e la messa in comune delle competenze.



Luigi Pinchiaroglio aderisce alla "Carta di  Avviso Pubblico"
Apprezziamo quindi la scelta di Luigi Pinchiaroglio, fra i "disponibili" alla candidatura di Sindaco per le prossime elezioni amministrative,  di aderire, con scelta autonoma e non "dovuta", alla "Carta di Avviso Pubblicopuoi leggerla qui). 
Auspichiamo che anche gli altri candidati sindaco aderiscano con consapevolezza e responsabilità a quel documento 
Ricordiamo che L. Pinchiaroglio contenderà a Luca Barbero la candidatura a Sindaco nell'ambito delle primarie interne al  PD pinerolese, primarie che si terranno il prossimo 13 marzo 2016, 

La dichiarazione di Luigi Pinchiaroglio:
In politica ci sono situazioni in cui, per trasparenza nei confronti dei Cittadini, è eticamente opportuno non si assumano incarichi elettivi se sussistono condizioni riconducibili ad un conflitto di interessi, anche solo potenziale.
Non trovandomi io in queste delicate condizioni, non ho alcuna esitazione a sottoscrivere la "Carta di Avviso Pubblico", già in questa fase di Primarie, e a consegnare la copia firmata al Segretario del PD di Pinerolo Stefano Ricchiardi.
Nel rispetto di quel "Patto per un'etica nella politica" che il PD di Pinerolo approvò nell’aprile del 2011, alla vigilia delle scorse elezioni amministrative, quando io ero il Segretario del PD di Pinerolo e sottoposi al Direttivo questo importante passaggio politico, oggi riporto all'attenzione delle Cittadine e dei Cittadini la questione dell'etica e della morale in politica. E con la stessa determinazione del 2011, l'affronto a viso aperto, senza indugi, facendone uno dei miei obiettivi del programma elettorale ben sicuro di non avere ostacoli di natura politica e professionale o vincoli di gratitudine nei confronti di miei sostenitori che possano impedirmelo qualora fossi eletto Sindaco.
Una scelta forte, chiara e concreta che pone l'etica al servizio della buona politica.
Al link http://www.partitodemocraticopinerolo.it/luigi-pinchiarogl…/ è possibile leggere la scheda del mio programma relativa all'adesione alla "Carta di Avviso Pubblico" e pendere visione della "Carta" da me sottoscritta in data 24 febbraio 2016."



estratto da "CARTA DI AVVISO PUBBLICO":  Conflitto di interessi 
Sono situazioni di conflitto di interessi: 
a. la sussistenza di interessi personali dell’amministratore che interferiscono con l’oggetto di decisioni cui egli partecipa e dalle quali potrebbe ricavare uno specifico vantaggio diretto o indiretto; 
b. la sussistenza di preesistenti rapporti di affari o di lavoro con persone od organizzazioni specificamente interessate all’oggetto delle decisioni cui l’amministratore partecipa, anche nei casi in cui detti rapporti non configurano situazioni che danno luogo a incompatibilità previste dalla legge o da altre norme; 
c. la sussistenza di rapporti di coniugio, parentela o affinità entro il quarto grado, ovvero di convivenza, con persone operanti in organizzazioni specificamente interessate all’oggetto delle decisioni cui l’amministratore partecipa, anche nei casi in cui detti rapporti non configurano situazioni che danno luogo a incompatibilità previste dalla legge o da altre norme. 
d. la sussistenza di rapporti di frequentazione abituale con persone operanti La Carta di Avviso Pubblico 7 in organizzazioni specificamente interessate all’oggetto di decisioni di rilevanza economica cui l’amministratore partecipa direttamente, anche nei casi in cui detti rapporti non configurano situazioni che danno luogo a incompatibilità previste dalla legge o da altre norme. 
e. l’appartenenza a categorie, associazioni o gruppi, in virtù della quale l’amministratore possa acquisire un vantaggio personale da decisioni cui egli partecipa, anche nei casi in cui tale appartenenza non generi le incompatibilità previste dalla legge o da altre norme. Non configura conflitto di interessi la situazione in cui l’amministratore ricavi da decisioni cui abbia partecipato un vantaggio in qualità di cittadino o membro di un’ampia categoria di persone. 
Quando si manifestino situazioni di conflitto di interessi, compreso il caso in cui non vi sia un obbligo giuridico in tal senso, l’amministratore deve rendere pubblica tale condizione e astenersi da qualsiasi deliberazione, votazione o altro atto nel procedimento di formazione della decisione.


                              

venerdì 26 febbraio 2016

LE MAFIE AL NORD."POTERE MAFIOSO E LIBERAZIONE": UNA SFIDA CHE CI RIGUARDA

POTERE MAFIOSO E LIBERAZIONE: UNA SFIDA CHE CI RIGUARDA. 
Le mafie al Nord? In realtà non è stupefacente... Dovunque volgiamo lo sguardo incontriamo l’intreccio tra potere e denaro…E dove c’è denaro le mafie si insinuano e prendono potere.”
ROSARIO GIUE’ guiderà una riflessione sulla cultura che favorisce l’intrusione delle mafie nelle nostre comunità . ROSARIO GIUE’prete palermitano, dal 1985 al 1989, fu parroco  nella chiesa di San Gaetano a Brancaccio (Palermo), la stessa parrocchia dove subito dopo fu parroco don Pino Puglisi. 
Quanto sia rilevante la presenza delle mafie nelle comunità del Nord, lo ha denunciato più volte lo stesso ex procuratore di Torino Gian Carlo Caselli. Nella sua arringa la Processo Minotauro Caselli sottolineò lo scandalo delle "relazioni esterne” della mafia in Piemonte. La mafia c’è perché c’è mercato per i suoi servizi”, ha spiegato, “ci sono tante persone che traggono vantaggio dall’esistenza della mafia, persone che non hanno nessun interesse a denunciarla. Persone, politici e amministratori, che la legge penale non può punire perché la loro colpa è l’opportunismo”. 
leggi qui l'articolo de "Il Fatto Quotidiano" per conoscere nomi, cognomi e circostanze. A noi la scelta di voler conoscere e assumere comportamenti conseguenti.

mercoledì 24 febbraio 2016

Sentinelle del Territorio: "Noi, innamorati di Pinerolo"

Torniamo ad occuparci di Urbanistica per riportare l'intervista corale che ha visto protagonista il forum delle associazioni pinerolesi che si interessano di Urbanistica e Territorio. "Noi, innamorati di Pinerolo". L'intervista è stata condotta da Giancarlo Chiapello per Vita Diocesana. (qui l'edizione del giornale)
Riportiamo il testo integrale di quanto pubblicato da Vita Diocesana perchè ci pare esprima bene il significato e le motivazioni dell'attività svolta dal forum. In particolare, per quanto riguarda il presidio LIBERA "Rita Atria " Pinerolo ripetiamo ancora: "(...) l'urbanistica può rappresentare un indicatore utile ad individuare gli scopi, gli indirizzi,  il “progetto generale” che guida e determina il carattere di una amministrazione locale". 
Per questo consideriamo "(...) la tutela del “territorio” come parte di una educazione alla legalità comunitaria che si dota di anticorpi contro l’infiltrazione della criminalità organizzata(...)"


                              
Fonte: Vita Diocesana
                      Il forum delle associazioni pinerolesi: 
                                  impegno e attualità 
Si tratta di realtà associative (Cesmap, Italia Nostra, Legambiente, Libera – presidio Rita Atria, Salviamo il Paesaggio, Centro Studi Silvio Pellico, Tac) che, negli anni, hanno animato il dibattito attraverso l’attenzione alle problematiche e al patrimonio materiale ed immateriale del territorio, mettendo a disposizione della comunità impegno, tempo, idee, competenze legate alle proprie rispettive “missions”. In rapida sintesi ecco una carrellata delle battaglie portate avanti negli anni, di strettissima attualità per il futuro di Pinerolo: conservazione e riqualificazione di edifici storici come Palazzo Vittone, grande incompiuto; tutela del Palazzo detto “degli Acaja”; Turk come opportunità di sviluppo e non solo mero intervento edilizio in una città piena di alloggi sfitti ed invenduti; Caserma Bochard vista solo come un contenitore estraneo al contesto; battaglia per la conservazione di spazi di vivibilità come la piazzetta caratterizzata dai “Portici blu” che l’amministrazione vorrebbe sostituire con un ennesimo, ingombrante, edificio di undici piani; attenzione per la tutela del “territorio” come parte di una educazione alla legalità comunitaria che si dota di anticorpi contro l’infiltrazione della criminalità organizzata; comunicazione sociale e culturale diffusa, strumento per fare squadra tra associazioni, enti, cittadini; preparazione di significative osservazioni alla tardiva e poco convincente Variante Ponte; impegno culturale a favore della storia e delle tradizioni pinerolesi, con tutti i limiti del caso (i ringraziamenti vanno ancora al sindaco Bernardi per la concessione di sedi museali provvisorie durante i propri mandati avvenuti nel decennio 1965-1975: si è ancora fermi lì!)

Noi, innamorati di Pinerolo
#pinerolosite la malattia di chi ama Pinerolo! L’hashtag lanciato tempo fa da alcuni giovani professionisti pinerolesi, innamorati della propria città, aiuta, forse, a capire l’intervista corale al Forum delle Associazioni della città (formato dai rappresentanti, in ordine alfabetico, del Cesmap, di Italia Nostra, di Legambiente, di Libera-presidio "Rita Atria" Pinerolo, di Salviamo il Paesaggio, del Centro Studi Silvio Pellico, del Tac).
Appare evidente, da parte dei rappresentanti del Forum, esempio di collaborazione tra associazioni pinerolesi, l’uso di alcune parole chiave per descrivere l’importanza di curare il rischio dell’indifferenza sia quella dell’amministrazione verso la cittadinanza, sia quella della comunità verso un “Palazzo”, così, estraneo: allora diventa urgente parlare di partecipazione, visione, identità di Pinerolo, dei pinerolesi, di quell’area vasta che ha nella città la sua inespressa locomotiva.

L'intervista 
Il tema urbanistico è certamente quello che attrae maggiormente l’attenzione. Com’è cambiata Pinerolo negli ultimi 5/10 anni?
Piazza del Duomo
Innanzitutto, al crescendo di annunci fatti dagli amministratori comunali non è coincisa una vera e propria fase realizzativa: probabilmente immaginare di progettare senza una vera visione strategica ha di fatto condotto a costruire soltanto degli "slogan". Non ci si può nascondere dietro al semplice discorso degli introiti economici senza sapere dove la città vada: la necessità di un nuovo Piano Regolatore, collegato ad una visione strategica chiara, è evidente per superare quello vecchio che immaginava un aumento di abitanti fino a più di 52000: una enormità rispetto agli attuali 36.000 , con un insostenibile consumo di suolo. Ad un certo immobilismo è seguita l’elaborazione della “Variante Ponte” che non prende atto dei cambiamenti sociali, culturali, economici intervenuti e quindi non contiene una vera “idea di città”, con cui confrontarsi e che deve interessare, coinvolgere, tutto il territorio pinerolese.
Ci siamo domandati cosa mancasse nella Variante e la risposta che abbiamo trovato è stata quasi disarmante: manca “Pinerolo”(!) intesa nella sua complessità di comunità che va oltre singole esigenze e limitati rattoppi! L’urbanistica è la cartina di tornasole per comprendere la cura di un’amministrazione per il territorio, attraverso essa è possibile dare un giudizio sulla sua azione politica. Nel 2011 fu chiesto alla politica cittadina di ogni colore, se ci fosse la sensazione di essere responsabili della bellezza di Pinerolo: le azioni concrete di questi anni non permettono di riconoscere in pieno tale responsabilità! In tal modo però la città perde la sua identità contemporaneamente ad una passiva accettazione di perdita di pezzi di essa (dalle caserme al tribunale, ecc…) senza alcuno scatto in avanti per dotarsi di una strategia efficace per il cambiamento e una capacità nuova di agire e progettare per un duraturo sviluppo locale senza consumo di suolo, migliorando i servizi (si pensi alla necessità di un nuovo piano dei trasporti!), intrecciando l’urbanistica con la cultura, la socialità, la buona architettura, la storia di Pinerolo. C’è voglia di una città bella dove si viva bene, in cui si investa per il benessere comunitario. La comunità pinerolese ha un grande capitale umano inespresso bisognoso di essere sostenuto per il bene di tutti!

La Variante Ponte appare essere un nervo scoperto: perché?
Oltre a quanto già detto, è un’azione limitata! Inoltre, alle osservazioni avanzate dalle diverse
associazioni, non ci sono state vere risposte: la politica si è trincerata dietro a tecnicismi e all’iter burocratico, escludendo di fatto un vero e ampio dibattito cittadino. Rispetto all’art. 3 della nuova legge urbanistica regionale, che chiama alla co-partecipazione al lavoro di pianificazione i fruitori di quanto si va a progettare, tale coinvolgimento non c’è stato! Sintomatico di tale
Caserma Bochard di San Vitale
modalità d’azione è il destino della Caserma Bochard: mentre in città si discute, l’amministrazione ha già varato le sue vaghe linee di indirizzo.
È importante invece che la politica si apra, inverta questa tendenza di decidere dall’alto, enfatizzi il processo di co-partecipazione dell’associazionismo dei cittadini perché questa è buona amministrazione che non esclude ma include, che non si limita a rivedere i cittadini ogni cinque anni ma sa costruire percorsi partecipativi più costanti. Limitarsi a sommare interessi particolari non vuol dire fare l’interesse generale, né avere un consenso vero.
Il “Palazzo” sembra parlare un linguaggio che non corrisponde a quello dei pinerolesi: il Forum sta costruendo un’iniziativa di piazza che sia più di un banchetto informativo ma un invito alla partecipazione con una mostra fotografica dei luoghi sensibili del territorio oggetto di dibattito, progetti, dubbi, battaglie accanto alla proposta di un “Alfabeto” dei pinerolesi perché c’è il forte dubbio che la politica cittadina non parli la stessa lingua della comunità ed ogni cittadino avrà la possibilità di collaborare a costruire il significato di ogni lettera per aprire una stagione di vero dialogo popolare.

Come concludere una simile analisi della situazione cittadina?
Le associazioni del Forum idealmente mandano ai pinerolesi un tweet, con l’invito a girarlo agli amici, farlo diventare virale, mandarlo agli amministratori pubblici che conoscono perché il segnale è che è tempo di mettersi in cammino insieme come comunità: “#pinerolosite ci ammaliamo perché #amiamoPinerolo ammaliamoci tutti come? #impegno #partecipazione #trasparenza ai politici: #TRATTATELAbene”.

GIANCARLO CHIAPELLO


Sette anticipazioni dell’alfabeto dei pinerolesi. Tutto l’Alfabeto sarà in piazza Facta nei giorni 5, 12 e 19 marzo 



Comunità e politica parlano lingue diverse? Ecco un assaggio del lavoro del Forum a cui saranno chiamati a partecipare tutti i pinerolesi e che rappresenta un’ autentica sfida alla politica di Pinerolo: sarà capace di mettersi in sintonia con la comunità o aumenterà l’incomprensione?
Bellezza
Secondo Umberto Eco, l’ultimo popolo serio della storia sono stati i greci che, riconosciutisi mortali, hanno compreso l’esigenza di lasciare qualcosa di bello. Allora il bello da difendere. Costruire insieme corrisponde a fatica, professionalità, insomma individua la bellezza come valore etico (per capirci Pinerolo da amare e vivere o una oscura Gotham City?). Nella lingua della politica cittadina bellezza con cosa appare sostituita? Con la paura che corrisponde ad una mancanza di visione! 

Conflitto di interesse
In una città che va alle elezioni non deve esserci conflitto di interessi, né in forma palese né indiretta, per dare un segnale tangibile di cambiamento. Il no ad esso, il no! al conflitto di interesse,  significa un sì convinto ad amministrazioni trasparenti, sostituendolo ( il conflitto di interessi) con la trasparenza degli atti amministrativi e la messa in comune delle competenze.

Giovani
È la parola che comprende il futuro, il cambiamento, la trasparenza. Intende finanche la rottura col passato e la speranza per Pinerolo e riconoscere anche la sua dimensione di città che per molti versi attrae giovani, ma senza forti investimenti, per renderli protagonisti in una città lanciata a costruire il proprio avvenire (il Centro Studi oggi è solamente un centro di pendolari!). Guardando alle azioni politico amministrative questa parola sembra esser stata sostituita con “stantia”.

Iniziativa
Negli ultimi anni sono state proposte diverse iniziative concrete per la tutela territoriale e architettonica con molte idee interessanti: c’è stata, però, un’ assenza dei diretti interessati, dei decisori, che ha fatto sì che la società civile pinerolese si “sedesse” un po’. È tempo di riappropriarsi di un forte spirito di iniziativa. L’opposto usato in questi anni dalla politica? Esso sembra essere stato l’immobilismo!

Musei
Sono i luoghi dove si raccoglie il passato per progettare il futuro ma, in città, gode di scarsa considerazione non vedendone le grandi potenzialità. Nel linguaggio politico probabilmente sono solo “luoghi polverosi”.

Politica
Significa capacità di ciascuno di occuparsi della polis, della cosa pubblica che non appartiene a nessuno ma è di tutti e per questo occorre appassionarcisi. La politica è fatta di visione e incisività impastata di partecipazione, tutte cose che a Pinerolo sono mancate: la loro mancanza, però, conduce al suo contrario che è la mala gestione!

Recupero
Inteso come ri-valorizzazione. Insomma valorizzare senza ancorare però idee e progetti alla sola moneta, al guadagno immediato. È necessario che recuperare pezzi di territorio e città inizia ad essere visto come miglioramento di tutti e per tutti desiderabile ed utile. Ci sono molti segnali che nella popolazione pinerolese ci sia un forte aumento della sensibilità per i beni comuni. Il contrario su cui rischia di scivolare la politica? Lo spreco!

Suolo (Territorio,Paesaggio)
Esso è un bene comune che una volta distrutto non si può ricreare! Per molti anni Pinerolo in una panoramica provinciale è stata una città “mangia suolo”. Occorre cambiare visione e strategia in modo che coloro che si occupano di politica non continuino, come per tutto il secolo scorso, a parlare di suolo ma pensare unicamente agli oneri di urbanizzazione.

giovedì 11 febbraio 2016

RITA ATRIA: "UNA STORIA DISEGNATA NELL'ARIA".

Pinerolo - 12 febbraio 2016 Teatro Incontro - ore 21.00

"UNA STORIA DISEGNATA NELL'ARIA"

per raccontare RITA ATRIA che sfidò la mafia con PAOLO BORSELLINO. 

Una storia disegnata nell’aria” è uno spettacolo nel quale si narra la storia della "picciridda" (ragazzina, in dialetto siciliano), il vezzeggiativo col quale la indicava il giudice Paolo Borsellino: è la storia di Rita Atria, della sua voglia di vivere, della sua capacità di trasformare, grazie all’aiuto di Paolo Borsellino, il sentimento di vendetta in senso di giustizia. 
Le parole che Rita Atria scrisse sul suo diario poche ore dopo la morte di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta costituiscono la "pietra d'inciampo" dinanzi alla quale fermare le coscienze di ciascuno, una verità scomoda disvelata con semplicità e limpidezza, parole che da allora si impongono alla nostra riflessione:
“(…) Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c'è nel giro dei tuoi amici; la mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarci.(…)”. 

La scrittura di Guido Castiglia si è avvalsa delle testimonianze, preziose e significative, di PIERA AIELLO, che ha dato il suo assenso alla realizzazione dell'opera teatrale: un omaggio a RITA ATRIA.

La rappresentazione, la serata, vorremmo costituisse uno dei "cento passi" che ci porteranno alla Giornata della Memoria e dell'Impegno nel Ricordo delle Vittime Innocenti delle mafie che si terrà  il prossimo 21 marzo 2016.


La locandina dello spettacolo



Una storia disegnata nell’aria”


per raccontare Rita, che sfidò la mafia con Paolo Borsellino

Nonsoloteatro (Torino)
Di e con: Guido Castiglia - Spettacolo realizzato in collaborazione con: Piera Aiello (testimone di giustizia) e Libera Associazione contro le Mafie Presidio “Rita Atria” Pinerolo


Una storia disegnata nell’aria” è uno spettacolo nel quale l’arte della narrazione mira diritto al cuore dei ragazzi facendo emergere, con l’intelligenza delle emozioni e con la delicatezza di un linguaggio adeguato, la fragilità di una adolescente trovatasi al centro di uno dei momenti più drammatici della nostra Repubblica: le stragi di mafia.
La storia di Rita Atria, la più giovane testimone di giustizia in Italia, è emblematica; è una storia nella quale emerge forte il desiderio di affermare una realtà libera da veti e mutismi, da intimidazioni velate e soprusi subiti.(...) la sua voglia di vivere e la sua capacità di trasformare, grazie all’aiuto di Paolo Borsellino, il sentimento di vendetta in senso di giustizia. “Una storia disegnata nell’aria” vive il sentimento contemporaneo nelle pieghe degli stati d’animo e nella vitalità caparbia di una diciassettenne che ha visto sgretolare la sua speranza in quel tragico luglio 1992; una storia degna di essere raccontata, oggi, ai ragazzi”


Biglietti d’ingresso: € 5,00 

prenotazioni: Nonsoloteatro - 337.446004  

informazioni:  info@nonsoloteatro.com