Il 21 marzo si celebra la "Giornata della Memoria e dell'Impegno in Ricordo delle Vittime Innocenti delle mafie". La Giornata sarebbe l'occasione per fare memoria di coloro che la violenza mafiosa ha sottratto ai loro cari e alle nostre comunità: cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell'ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici amministratori locali. Morti per mano delle mafie perché colpiti inermi, senza colpa alcuna; morti per mano delle mafie perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere.
lunedì 21 marzo 2022
"Giornata della Memoria e dell'Impegno in Ricordo delle Vittime Innocenti delle mafie"
mercoledì 9 marzo 2022
"MI MANCA L'ARIA, E A TE?"
"MI MANCA L'ARIA, E A TE?"
martedì 8 marzo 2022
"L0TT0 TUTTI I GIORNI"
Alle Donne , a noi tutti.
ma chi ci impedisce di sognare.
Forse, se ognuno di noi prova a cambiare , forse ce la faremo. "
La BALLATA DELLE DONNE (Edoardo Sanguineti)
Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.
Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.
Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.
Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.
Femmina penso, se penso l’umano
la mia compagna, ti prendo per mano.
lunedì 10 gennaio 2022
"Criminalità organizzata dietro l'angolo": l'inchiesta di "Riforma- L'eco delle valli valdesi" sulle mafie presenti nei nostri territori
Il ruolo del
sottoscritto all’interno del gruppo denominato Associazione “Rita Atria”
Pinerolo, già presidio “Rita Atria” Pinerolo dell’associazione LIBERA, è quello
di referente: una sorta di “portavoce- raccoglitore” delle riflessioni e delle
attività nate in questi dieci anni di attività attorno al tema delle”mafie”,
tema che -anche a nostro parere- riveste un carattere eminentemente
“culturale”. Da questa considerazione preliminare sono derivate le linee
di impegno che si sono succedute in
questo decennio della nostra attività: gli incontri nelle scuole; l’attenzione
verso la gestione del bene pubblico territorio-paesaggio; l’attenzione verso le
crescenti ingiustizie e diseguaglianze all’interno di una società in cui il
decadimento dei valori fondanti la nostra Democrazia appare preoccupante.
Le varie relazioni della Direzione investigativa antimafia da anni lanciano l'allarme sulla pervasiva presenza mafiosa in Piemonte come sancito dai noti processi di queste stagioni, e al contempo sottolineano una certa indole a non volere vedere, a non capire o meglio a fingere di non capire. Nel Pinerolese questa tendenza a una certa sottovalutazione pare addirittura ampliarsi: pochi casi di cronaca, poche denunce. Ma siamo un'isola felice ? O la realtà è un'altra? Eppure casi di cronaca qua e là nel tempo (estorsioni, sequestri) dovrebbero destare attenzione.
Se il Pinerolese fosse davvero “un’isola felice”, libera da presenze
mafiose, ovviamente non ci sarebbe che godere e gioire di questo privilegio.
Tuttavia quanto accaduto nella nostra regione, in comunità a noi assai vicine,
dovrebbe non solo destare attenzione ma pure stimolare ad una maggiore
conoscenza del fenomeno mafioso e delle sue dinamiche, affinché non si riproducano
condizioni che favoriscano la sua eventuale presenza e accrescenza. Il
“sabaudo orgoglio” ostentato dalle comunità e dagli amministratori piemontesi
nel recente passato, nei confronti della supposta estraneità della regione al
fenomeno mafioso, è del resto miseramente crollato dinanzi alle risultanze
dell’operazione “Minotauro” (giugno 2011) e del processo che ne è poi seguito.
Gian Carlo Caselli , allora Procuratore capo di Torino, nel 2013 riserva a se
stesso la relazione sui rapporti dei
mafiosi con la cosiddetta “zona grigia”, requisitoria che si trasforma in una
“lezione” che non si deve dimenticare: “Perché la magistratura è stata lasciata sola? (…) La
mafia c’è perché c’è mercato
per i suoi servizi: ci
sono tante persone che traggono vantaggio dall’esistenza della mafia, persone
che non hanno nessun interesse a denunciarla. Persone, politici e amministratori, che la legge penale non può punire
perché la loro colpa è l’opportunismo”.
Scopi primari della costituzione della vostra associazione: sono
cambiati nel tempo rispetto a quanto vi aspettavate?
Come abbiamo detto più volte detto,l’intento che ci eravamo posti era quello di provare ad essere “sentinelle del territorio” attraverso un’attività di contrasto culturale conto mafie e “pensiero mafioso”. Il “pensiero mafioso”: così abbiamo definito il pericolo da cui dobbiamo tutti difenderci: “cercare di ottenere quel che non ci meritiamo”, pensiero che può albergare in ciascunno di noi, anche in coloro che “mafiosi” non possono essere propriamente detti. “Pensiero pericoloso” perché può indurre ad avvalersi sinanco dei “servizi” che le mafie possono offrire, a conferma della frase scritta da Rita Atria all’indomani dell’uccisione di Paolo Borsellino:“(…) La mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarci”.
Pnrr, una pioggia di miliardi sui territori, compreso il nostro: avete già segnali di un'attenzione particolare rivolta a queste ampie possibilità imprenditoriale?
Auspichiamo e ci auguriamo che le nostre amministrazioni siano in grado di utilizzare le risorse che arriveranno dall’Europa con consapevolezza, capaci di eleborarare progetti e strategie coordinate e complessive, strategie che -per una volta- non si riducano a “grandi opere” a vantaggio di “soliti noti” quanto piuttosto si realizzino “opere grandi” a vantaggio del bene lungimirante delle comunità. Le recenti dichiarazioni di Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaroe e uno dei magistrati cardine nella lotta alla’ndrangheta e ai suoi “opportunisti”, rilanciano l’allarme: “Questo per le cosche è un momento magico. Punta ai soldi del Recovery, mentre dall’agenda del governo scompare l’antimafia..(…) Oggi hanno una nuova arma: la corruzione.(…)”. Insomma, le parole di Gratteri non fanno che richiamare la storica “regola”: quando le mafie non fanno parlare di sé significa che godono di ottima salute e conducono ottimi affari!
Credete che le amministrazioni locali, la società civile, parlo sempre
delle nostre aree di riferimento, abbiano strumenti per contrastare la presenza
di malavita organizzata sui propri territori.
Il primo baluardo contro le mafie è da molti considerato la nostra stessa Carta Costituzionale. A nostro parere, proprio nei suoi Principi Fondamentali si ritrovano tutti gli stimoli e le indicazioni a cui debbono fare riferimento comunità e amministrazioni che vogliano impegnarsi responsabilmente per costituire una baluardo culturale contro le mafie: la difesa della dignità dell’uomo, il diritto al lavoro, allo studio, alla salute; la tutela del territorio e della cultura; l’importanza della ricerca; i diritti riconosciuti agli stranieri, ai migranti. Pertanto, facile comprendere quanto sia lungo il cammino ancora da compiere per costruire “anticorpi” efficaci che che pongano le comunità al riparo dalle lusinghe devastanti delle mafie.
mercoledì 8 dicembre 2021
Associazione "Rita Atria" Pinerolo: "Una sentinella per il paesaggio e per l'ambiente"
1. Iniziamo con Rita Atria. Da presidio di
Libera ad associazione "indipendente". Che cosa è successo? È
cambiato lo spirito del gruppo? Quali sono gli obiettivi principali?
Si è trattato di una vicenda travagliata che ha raggiunto il suo acme allorquando il nostro gruppo ha espresso ferme riserve nei confronti di episodi e situazioni nelle quali, da altre parti, pareva accettabile-accettato il collegamento di LIBERA Piemonte con un partito politico. Riteniamo che una associazione che si proclama apartitica debba -per l'appunto- essere e mostrarsi “libera" da legami che rischiano di limitare l’indipendenza della sua “voce”. Per quanto riguarda la nostra attività, nulla è cambiato nell'intento che ci eravamo posti: provare ad essere “ sentinelle del territorio” attraverso un’ attività di contrasto culturale a mafie e “pensiero mafioso”(cercare di ottenere quel che non ci meritiamo), pensiero che può albergare in ciascuno di noi a conferma della frase scritta da Rita Atria all’indomani dell'uccisione di Paolo Borsellino:“(…) La mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarci”.
2. Tra le
vostre attenzioni c'è sempre stata quella al paesaggio e alla sua bellezza.
Quale valutazione date dell'operato dell'amministrazione di Pinerolo in questo
senso?
I padri costituenti insegnano che la
Bellezza dell’Italia, la tutela del suo patrimonio paesaggistico, storico e
artistico, costituiscono il fondamento dei valori etici e morali della
Repubblica (art.9 della Costituzione Italiana). Per quanto riguarda l’attuale amministrazione, duole rilevare come una delle bandiere del M5S - lo
stop al consumo del territorio- sia stata ammainata con la “Variante 3R” al
PRGC: una Variante che lascia praticamente intatti gli indici di cubatura senza
far tesoro di esperienze “ coraggiose”, ad esempio quelle delle sindache Matilde Casa e Isabella Conti, le quali hanno
dimostrato essere possibile far ritornare “agricoli” terreni “edificabili”. A Pinerolo, ove si
stimano esserci 2000 alloggi sfitti, dove abbiamo quotidiani problemi di
traffico, di inquinamento atmosferico invernale, di allagamenti in occasione di
forti eventi atmosferici, sarebbe stato logico “copiare” quelle esperienze
virtuose agendo nel rispetto
dell’articolo 41 della Costituzione Italiana: “L’iniziativa economica privata è
libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale(…)”.
3. Veniamo
alla questione del Turk. Che cosa è successo dall'incendio ad oggi? Che cosa prevede
il Piano Esecutivo Convenzionato tra Comune e proprietà?
Nel
2014 si firmava un protocollo d’intesa tra la giunta dell’allora sindaco
Buttiero e la proprietà dell’area Turk. Contestualmente, la ”Variante ponte”
promossa dal sindaco concedeva a quell’area inspiegabili privilegi: cubature
abnormi e l’assenza del limite in altezza per gli edifici, i quali potevano pertanto
superare i canonici 5 piani. Nonostante queste criticità, l’attuale sindaco
Salvai ha deciso di “stralciare” l’area dall’ennesima variante al Piano Regolatore, confermando
l’abbattimento dello storico edificio del TURK e l’abnorme edificazione. Esaminando
ora il Piano Esecutivo Convenzionato (PEC) presentato si rimane sorpresi
anzitutto dalla mancanza di normative stringenti su temi tecnici fondamentali.
Inoltre non si offre una soluzione agli inevitabili disagi che provocherà
l’enorme cantiere e le centinaia di auto dei nuovi condomini sul già trafficato
Corso Piave: si consente infatti l’edificazione della maggior parte degli
alloggi SENZA realizzare una strada di accesso alternativa.
4. Il M5S dice
che non c'è speculazione edilizia perchè «La speculazione edilizia avviene
quando il privato acquista un terreno non edificabile che, grazie ad intervento
pubblico, diventa edificabile. Con relativo (ed alto) guadagno patrimoniale.
L’area in questione è edificabile dagli anni 90». Siete d'accordo?
Una speculazione avviene quando si genera un guadagno tra il costo di
acquisto di un bene ed il prezzo di vendita. L’area in questione è
edificabile da fine anni ’70, quando il comune rimosse un vincolo a “verde
pubblico” gravante sull’area gettando così le basi per una speculazione
edilizia. Per contrastare la
“speculazione” sarebbe quindi
sufficiente rimettere il vincolo a “verde pubblico”, con argomentazioni ormai
note non solo agli ambientalisti. Infatti quei 12.000 mq di prato + 41.000 mq
di bosco contribuiscono non poco alla qualità della vita dei pinerolesi:
attenuano il cosiddetto “effetto isola di calore”, la sovratemperatura estiva
tipica delle aree urbane ; riducono la concentrazione delle polveri sottili, in
aumento a causa dei lunghi periodi di siccità che impediscono il naturale
dilavamento da parte della pioggia; limitano gli effetti delle forti
precipitazioni, in aumento a causa del “riscaldamento globale”; abbassano la concentrazione di tutti gli
inquinanti atmosferici grazie all’emissione di ossigeno ed al degrado di
determinati inquinanti (monossido di carbonio, ozono,ecc.) .
5. In quale
modo, a vostro avviso, si potrebbe gestire la questione Turk in modo da
preservarne la testimonianza architettonica e di rende un servizio alla città?
Il
concorso di idee promosso nel 2014 dal circolo pinerolese di Italia Nostra e
dagli eredi della famiglia Turk aveva
mostrato soluzioni urbanistiche di qualità che mantenevano e rivitalizzavano
l’edificio del Turk, prevedendo contestualmente la creazione di nuovi edifici
residenziali. Tuttavia, siccome a Pinerolo non abbiamo bisogno di altri alloggi
quanto piuttosto di creare posti di lavoro ,magari a “km zero”, ci permettiamo
di offrire una proposta “rivoluzionaria”: rendere nuovamente produttivi gli
edifici presenti in quell’area, agevolando al massimo proprietari e potenziali
affittuari. Come? Copiando l’esperienza del comune di Pesaro, creando
una“no-tax area”: l’ACEA potrebbe fornire energia elettrica e gas a costo
industriale, mentre l’adiacente centrale Telecom agevolerebbe la cosiddetta
industria 4.0, in forte sinergia con le industrie ed gli istituti tecnici
pinerolesi.
6. Allargando
il cerchio da Pinerolo a Frossasco. Che cosa comporterebbe a vostro avviso
l'avvio del co-inceneritore richiesto da Kastamonu. In che direzione si sta
muovendo l'associazione Rita Atria su questo problema?
Il
cambiamento climatico, la necessità di de-carbonizzare anche il settore dei
trasporti, l’elevatissimo tasso di inquinamento in Pianura Padana, impongono un
ritorno ad “economie di prossimità”. Pare
quindi anacronistica la previsione di un impianto colossale come quello
di Frossasco, che comporta enormi consumi di gasolio sia per far arrivare da
lontano i rifiuti legnosi sia per ridistribuire poi il prodotto finito. Come
non bastasse, e nonostante la home-page di Rilegno reciti che “Il 97,1 % delle tonnellate di legno
recuperato diventa pannello”, a Frossasco solo il 50 % del legno recuperato diventerebbe “pannello” mentre il 25 % verrebbe bruciato
in quella che è già la pianura già più inquinata d’Europa(!). Ci pare questa
una inaccettabile contraddizione! Auspichiamo invece una
visione politica nuova che privilegi la creazione di piccoli centri di
trattamento, con delimitazione de bacini
di raccolta, a tutto vantaggio per l’ambiente e per l’occupazione.
lunedì 6 dicembre 2021
Turk: "Osservazioni al Piano Esecutivo Convenzionato"
![]() |
| lo storico edificio del TURK |
lunedì 22 novembre 2021
6 domande al rieletto sindaco Luca Salvai e al neo-assessore all’Urbanistica Fabiano Vodini. Pinerolo merita più amore
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| la caserma del Vauban chiudeva e definiva Piazza Cavour |











