lunedì 21 marzo 2022

"Giornata della Memoria e dell'Impegno in Ricordo delle Vittime Innocenti delle mafie"

Il 21 marzo si celebra la "Giornata della Memoria e dell'Impegno in Ricordo delle Vittime Innocenti delle mafie"La Giornata sarebbe l'occasione per fare memoria di coloro che la violenza mafiosa ha sottratto ai loro cari e alle nostre comunità: cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell'ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici amministratori locali. Morti per mano delle mafie perché colpiti inermi, senza colpa alcuna; morti per mano delle mafie perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere.

A nostro parere non si deve guardare a questa "Giornata" come ad un momento di mera commemorazione: facciamo Memoria delle Vittime Innocenti perché l'insegnamento che deriva dalle loro vite ci impegni a far sì che si avvicini la realizzazione degli ideali, dei principi, per il quali molti di loro si sono sacrificati: più giustizia e più dignità ne nostre comunità, a partire da coloro che sono i più deboli. 


Per fare memoria, per ricordare tutte le vittime innocenti, fra le vittime innocenti, fra queste ricordiamo l'immagine del sorriso  che unisce per sempre Giovanni Falcone e Paolo Borsellino; facciamo memoria di Rita Atria, la ragazzina siciliana divenuta testimone di Giustizia: «Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c'è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarci. (...)".

Da parte nostra, a fronte delle esperienze e delle riflessioni condotte in questi anni nel tentativo di provare ad essere “cittadine e cittadini responsabili”, siamo arrivati alla definizione di "pensiero mafioso": un “pensiero” che può albergare in ciascuno di noi quando ci porta a cercare di ottenere quel che non ci meritiamo: un pensiero che tante volte scopriamo appartenere anche a coloro che non si possono certo definire propriamente "mafiosi". Riflettere sull'insegnamento di Rita Atria aiuta, a nostro parere, deveservire anche a mettere a fuoco il nemico che proprio la cosiddetta antimafia sociale dovrebbe combattere: la corruzione, l'influenza malsana di gruppi di “potere”, il privilegio derivante anche dall'appartenenza a “cerchi” e chiesucole inquietanti.

Le vittime innocenti delle mafie meritano il nostro impegno a contrastare mafie e “pensiero mafioso”

mercoledì 9 marzo 2022

"MI MANCA L'ARIA, E A TE?"

 "MI MANCA L'ARIA, E A TE?"



Condividiamo l'invito a partecipare  alla serata di informazione e discussione promossa dal Gruppo APP Ambientalisti per Pinerolo sull'inquinamento dell'aria, sulle sue cause, sui possibili rimedi ed i suoi effetti sulla salute

L'incontro si terrà venerdì 11 marzo 2022 presso il Salone dei Cavalieri in Viale Giovanni Giolitti 7 a Pinerolo a partire dalle ore 20:45

Sono previsti interventi di autorevoli relatori ed ampio spazio sarà dedicato al confronto con il pubblico.

Condividiamo l'invito perché ci pare indispensabile riflettere con consapevolezza sui temi ambientali al fine di richiedere "(...) politiche coraggiose e sostenibili necessarie a fronteggiare la crisi epocale che stiamo attraversando: una crisi che pare l'ultimo egoistico atto di un capitalismo e di "politica-cultura predatoria" a danno  dell'Ambiente, delle comunità e delle classi sociali più deboli. Inquietanti le similitudini con l'azione di mafie e "pensiero mafioso" (pensiero che può albergare anche in coloro che non potrebbero essere definiti "propriamente mafiosi")!"


martedì 8 marzo 2022

"L0TT0 TUTTI I GIORNI"

Alle Donne , a noi tutti.

"(...) Forse un mondo onesto non esisterà mai, 
ma chi ci impedisce di sognare. 
Forse, se ognuno di noi prova a cambiare , forse ce la faremo. " 
 Rita Atria - Erice 5 giugno 1992

Auguri alle donne e agli uomini che non hanno festa 
perché c'è ancora tanto per cui dover lottare.
Auguri alle donne che, nel nostro mondo, 
scelgono di vivere il loro essere donna 
con responsabilità e consapevolezza.
Auguri più grandi alle donne di altri mondi
dove non sanno che questa è la "Giornata della Donna"
ed hanno per traguardo la fine del giorno
per avere un altro giorno da vivere.

La BALLATA DELLE DONNE  (Edoardo Sanguineti)

Quando ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.

Quando ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.

Quando ci penso, che il tempo ritorna,
che arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è cassa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.

Perché la donna non è cielo, è terra
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.

Femmina penso, se penso l’umano
la mia compagna, ti prendo per mano.

lunedì 10 gennaio 2022

"Criminalità organizzata dietro l'angolo": l'inchiesta di "Riforma- L'eco delle valli valdesi" sulle mafie presenti nei nostri territori

Ancora una volta ci tocca ringraziare un organo della stampa  locale, "Riforma- L'eco delle valli valdesi", per l'attenzione che dimostra verso il tema delle mafie presenti anche nella nostra regione,nei nostri territori, con la pubblicazione dell'inchiesta Criminalità organizzata dietro l'angolo, inchiesta riportata nell'edizione in edicola . 
Ad un mese dall'intervista rilasciata a Patrizio Righero, direttore di Vita  Diocesana (puoi leggere qui), si torna quindi a parlare di mafie e "pensiero mafioso", temi che altrimenti paiono essere "scomodi"e troppo spesso "scansati e messi da parte" anche nella nostra comunità,. Eppure  quanto dichiarato in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2020 da Francesco SaluzzoProcuratore Generale della Repubblica di Torino, non lascia spazio a fraintendimenti: «Non vi è porzione del nostro territorio che sia rimasta immune dalla penetrazione della struttura criminale di natura mafiosa (...) un fenomeno pervasivo, insidioso, pericolosissimo. Di fronte al quale si registra, in molti casi, una certa “neutralità” del territorio e di sue componenti sociali nei confronti di questi personaggi: un atteggiamento spesso ambiguo, altre volte di soggezione, altre volte, purtroppo, come le indagini hanno dimostrato, una accettazione e una condivisione di fini e di strumenti criminali. È la mafia trasparente, che raramente uccide, ma si insinua nel mondo commerciale e cerca al contempo di condizionare la politica come avvenuto a Bardonecchia, a Leinì, Rivarolo e altrove. Sembra dunque mancare una “cultura dell’antimafia” capace di far comprendere la pericolosità di certe relazioni e situazioni, e di conseguenza di denunciarle".
Una dichiarazione, quella delProcuratore Francesco Saluzzo che, a nostro parere, rafforza,  l'auspicio che anche a Pinerolo si creino occasioni di riflessione e dibattito utili ad "una maggiore conoscenza del fenomeno mafioso e delle sue dinamiche, affinché non si riproducano condizioni che favoriscano la sua eventuale presenza e accrescenza".

L'inchiesta  Criminalità organizzata dietro l'angolo si compone di quattro distinti articoli, ognuno dei quali incentrato su un particolare aspetto del tema "mafie":
 
- "Il camaleonte mafioso e liquido" (di Gian Mario Gillio) è il titolo dell'intervista a Gian Carlo Caselli, magistrato Procuratore  della Repubblica di Torino. Ricordiamo le parole che il magistrato pronunciò nell'ambito del processo Minotauro nell'accorata requisitoria contro le cosiddette "relazioni esterne": “(...)La mafia c’è perché c’è mercato per i suoi servizi. Ci sono tante persone che traggono vantaggio dall’esistenza della mafia, persone che non hanno nessun interesse a denunciarla. Persone, politici e amministratori, che la legge penale non può punire perché la loro colpa è lopportunismo”. "Pecunia non olet!"

- "Fatti e  cronache nel Pinerolese" (di Claudio Geymonat): nell'articolo si riportano fatti e personaggi che testimoniano chiaramente della presenza mafiosa. Fra altre cose, ad esempio si ricorda che Vincenzo Riggio, uno dei più importanti narco-trafficanti italiani, aveva qui alcune delle sue proprietà: la cascina di Volvera, sequestratagli nel 1994 e divenuta luogo di aggregazione di Libera ("Cascina Arzilla"), e le due ville, a Valgioie e a Roletto, dove venne nuovamente arrestato nel 2007.

- "Un pastore contro la mafia" (di Claudio Geymonat): si "fa memoria" della storia di Pietro Valdo Panascia a Palermo, che si espose per primo e coraggiosamente contro “cosa nostra”, aprendo una nuova stagione.

-"Sentinella del territorio" (di Claudio Geymonat): è il titolo dell'intervista rilasciata da Arturo Francesco Incurato, referente del gruppo denominato Associazione "Rita Atria" Pinerolo, gruppo che oramai da un decennio si propone dicontribuire al contrasto culturale a mafie e "pensiero mafioso" attraverso incontri nelle scuole, l’attenzione verso la gestione del bene pubblico territorio-paesaggio, l’attenzione verso le crescenti ingiustizie e diseguaglianze all’interno della società.
Di seguito riportiamo il testo integrale dell'intervista.
Due parole sul tuo ruolo nell'associazione. 

Il ruolo del sottoscritto all’interno del gruppo denominato Associazione “Rita Atria” Pinerolo, già presidio “Rita Atria” Pinerolo dell’associazione LIBERA, è quello di referente: una sorta di “portavoce- raccoglitore” delle riflessioni e delle attività nate in questi dieci anni di attività attorno al tema delle”mafie”, tema che -anche a nostro parere- riveste un carattere eminentemente “culturale”. Da questa considerazione preliminare sono derivate le linee di  impegno che si sono succedute in questo decennio della nostra attività: gli incontri nelle scuole; l’attenzione verso la gestione del bene pubblico territorio-paesaggio; l’attenzione verso le crescenti ingiustizie e diseguaglianze all’interno di una società in cui il decadimento dei valori fondanti la nostra Democrazia appare preoccupante.

Le varie relazioni della Direzione investigativa antimafia da anni lanciano l'allarme sulla pervasiva presenza mafiosa in Piemonte come sancito dai noti processi di queste stagioni, e al contempo sottolineano una certa indole a non volere vedere, a non capire o meglio a fingere di non capire. Nel Pinerolese questa tendenza a una certa sottovalutazione pare addirittura ampliarsi: pochi casi di cronaca, poche denunce. Ma siamo un'isola felice ? O la realtà è un'altra? Eppure casi di cronaca qua e là nel tempo (estorsioni, sequestri) dovrebbero destare attenzione. 

Se il Pinerolese fosse davvero “un’isola felice”, libera da presenze mafiose, ovviamente non ci sarebbe che godere e gioire di questo privilegio. Tuttavia quanto accaduto nella nostra regione, in comunità a noi assai vicine, dovrebbe non solo destare attenzione ma pure stimolare ad una maggiore conoscenza del fenomeno mafioso e delle sue dinamiche, affinché non si riproducano condizioni che favoriscano la sua eventuale presenza e accrescenza. Il “sabaudo orgoglio” ostentato dalle comunità e dagli amministratori piemontesi nel recente passato, nei confronti della supposta estraneità della regione al fenomeno mafioso,  è del resto  miseramente crollato dinanzi alle risultanze dell’operazione “Minotauro” (giugno 2011) e del processo che ne è poi seguito. Gian Carlo Caselli , allora Procuratore capo di Torino, nel 2013 riserva a se stesso la  relazione sui rapporti dei mafiosi con la cosiddetta “zona grigia”, requisitoria che si trasforma in una “lezione” che non si deve dimenticare: “Perché la magistratura è stata lasciata sola? (…) La mafia c’è perché c’è mercato per i suoi servizi: ci sono tante persone che traggono vantaggio dall’esistenza della mafia, persone che non hanno nessun interesse a denunciarla. Persone, politici e amministratori, che la legge penale non può punire perché la loro colpa è l’opportunismo”.

Scopi primari della costituzione della vostra associazione: sono cambiati nel tempo rispetto a quanto vi aspettavate? 

Come abbiamo detto più volte detto,l’intento che ci eravamo posti era quello di provare ad essere “sentinelle  del territorio” attraverso un’attività di contrasto culturale conto mafie e “pensiero mafioso”. Il “pensiero mafioso”: così abbiamo definito il pericolo da cui dobbiamo tutti difenderci:  “cercare di ottenere quel che non ci meritiamo”, pensiero  che può albergare in ciascunno di noi, anche in coloro che “mafiosi” non possono essere propriamente detti. “Pensiero pericoloso” perché può indurre ad avvalersi sinanco dei “servizi” che le mafie possono offrire,  a conferma della frase scritta da Rita Atria all’indomani dell’uccisione di Paolo Borsellino:“(…)  La mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarci”.

Pnrr, una pioggia di miliardi sui territori, compreso il nostro: avete già segnali di un'attenzione particolare rivolta a queste ampie possibilità imprenditoriale? 

Auspichiamo e ci auguriamo che le nostre amministrazioni siano in grado di utilizzare le risorse che arriveranno dall’Europa con consapevolezza, capaci di eleborarare progetti e strategie coordinate e complessive, strategie che -per una volta- non si riducano a “grandi opere” a vantaggio  di “soliti noti” quanto piuttosto si realizzino “opere grandi” a vantaggio del bene lungimirante delle comunità. Le recenti dichiarazioni di Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaroe e uno dei magistrati cardine nella lotta alla’ndrangheta e ai suoi “opportunisti”, rilanciano l’allarme: “Questo per le cosche è un momento magico. Punta ai soldi del Recovery, mentre dall’agenda del governo scompare l’antimafia..(…) Oggi hanno una nuova arma: la corruzione.(…)”. Insomma, le parole di Gratteri non fanno che richiamare la storica “regola”: quando le mafie non fanno parlare di sé significa che godono di ottima salute  e conducono ottimi affari!

Credete che le amministrazioni locali, la società civile, parlo sempre delle nostre aree di riferimento, abbiano strumenti per contrastare la presenza di malavita organizzata sui propri territori. 

Il primo baluardo contro le mafie è da molti considerato la nostra stessa Carta Costituzionale. A nostro parere, proprio nei suoi Principi Fondamentali si ritrovano tutti gli stimoli e le indicazioni a cui debbono fare riferimento comunità e amministrazioni che vogliano impegnarsi responsabilmente per costituire una baluardo culturale contro le mafie: la difesa della dignità dell’uomo, il diritto al lavoro, allo studio, alla salute; la tutela del territorio e della cultura; l’importanza della ricerca; i diritti riconosciuti agli stranieri, ai migranti. Pertanto, facile comprendere quanto sia lungo il cammino ancora da compiere per costruire “anticorpi” efficaci che che pongano le comunità  al riparo dalle lusinghe devastanti delle mafie.

 

 




mercoledì 8 dicembre 2021

Associazione "Rita Atria" Pinerolo: "Una sentinella per il paesaggio e per l'ambiente"

Ringraziamo Vita Diocesana, ed il suo direttore Patrizio Righero, per averci invitato ad una riflessione su vari temi,  a partire dall'impegno della nostra associazione  nel contrasto culturale a mafie e "pensiero mafioso" (cercare di ottenere quel che non ci meritiamo). Pur non trattando direttamente di queste ultime entità, è evidenza storica il loro stretto legame con i temi dell'intervista che riportiamo: indipendenza dell'impegno associativo da forze politiche-partitiche; difesa del patrimonio paesaggistico-storico-urbanistico dallo scempio della speculazione edilizia e dall'impoverimento culturale delle comunità; la necessità di politiche coraggiose e sostenibili, necessarie a fronteggiare la crisi epocale che stiamo attraversando: una crisi che pare l'ultimo egoistico atto di un capitalismo e di una "cultura predatoria" a danno  dell'Ambiente, delle comunità e delle classi sociali più deboli. Inquietanti le similitudini con l'azione di mafie e del "pensiero mafioso" (pensiero che può albergare anche in coloro che non potrebbero essere definiti "propriamente mafiosi")!
A distanza di dieci anni dalla formazione del nostro gruppo, ancora piu fondato e necessario appare quindi  l'impegno che ci eravamo allora prefissato (puoi leggere qui): "(...) ci è parso necessaria la presenza -anche nel pinerolese- di un osservatorio che si ponga il compito di monitorare e analizzare i fenomeni presenti sul territorio. Azione che deve avvenire anche nei confronti delle amministrazioni, affinché dichiarazioni di principio e proclamazioni di intenti sul tema della Legalità e sulla necessità di una reale trasparenza nelle scelte della amministrazione della res-pubblica, il bene comune, non siano mere intenzioni verbali e principi enunciativi ma assumano concretezza e attuazione reale. Diventare ed essere “sentinelle del territorio”.

                                                    Pinerolo merita amore!


"Una sentinella per il paesaggio e per l'ambiente"

1.  Iniziamo con Rita Atria. Da presidio di Libera ad associazione "indipendente". Che cosa è successo? È cambiato lo spirito del gruppo? Quali sono gli obiettivi principali? 

Si è  trattato di una vicenda travagliata che ha raggiunto il suo acme allorquando il nostro gruppo ha espresso  ferme riserve  nei confronti di episodi e situazioni nelle quali, da altre parti, pareva accettabile-accettato il collegamento di LIBERA Piemonte con un partito politico. Riteniamo che una associazione che si proclama apartitica debba -per l'appunto- essere e mostrarsi “libera" da legami che rischiano di limitare lindipendenza della sua voce. Per quanto riguarda la nostra attività,  nulla è  cambiato nell'intento  che ci eravamo posti: provare ad essere “ sentinelle  del territorio” attraverso un attività di contrasto culturale a mafie e pensiero mafioso(cercare di ottenere quel che non ci meritiamo), pensiero che può albergare in ciascuno di noi a conferma della frase scritta da Rita Atria allindomani dell'uccisione di Paolo Borsellino:()  La mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarci.


2. Tra le vostre attenzioni c'è sempre stata quella al paesaggio e alla sua bellezza. Quale valutazione date dell'operato dell'amministrazione di Pinerolo in questo senso?

I padri costituenti insegnano che la Bellezza dell’Italia, la tutela del suo patrimonio paesaggistico, storico e artistico, costituiscono il fondamento dei valori etici e morali della Repubblica (art.9 della Costituzione Italiana). Per quanto riguarda l’attuale amministrazione, duole rilevare come una delle bandiere del M5S - lo stop al consumo del territorio- sia stata ammainata con la “Variante 3R” al PRGC: una Variante che lascia praticamente intatti gli indici di cubatura senza far tesoro di esperienze “ coraggiose”, ad esempio quelle delle sindache  Matilde Casa e Isabella Conti, le quali hanno dimostrato essere possibile far ritornare “agricoli”  terreni “edificabili”. A Pinerolo, ove si stimano esserci 2000 alloggi sfitti, dove abbiamo quotidiani problemi di traffico, di inquinamento atmosferico invernale, di allagamenti in occasione di forti eventi atmosferici, sarebbe stato logico “copiare” quelle esperienze virtuose agendo  nel rispetto dell’articolo 41 della Costituzione Italiana:L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale(…)”.

 

3. Veniamo alla questione del Turk. Che cosa è successo dall'incendio ad oggi? Che cosa prevede il Piano Esecutivo Convenzionato tra Comune e proprietà?

Nel 2014 si firmava un protocollo d’intesa tra la giunta dell’allora sindaco Buttiero e la proprietà dell’area Turk. Contestualmente, la ”Variante ponte” promossa dal sindaco concedeva a quell’area inspiegabili privilegi: cubature abnormi e l’assenza del limite in altezza per gli edifici, i quali potevano pertanto superare i canonici 5 piani. Nonostante queste criticità, l’attuale sindaco Salvai ha deciso di “stralciare” l’area dall’ennesima  variante al Piano Regolatore, confermando l’abbattimento dello storico edificio del TURK e l’abnorme edificazione. Esaminando ora il Piano Esecutivo Convenzionato (PEC) presentato si rimane sorpresi anzitutto dalla mancanza di normative stringenti su temi tecnici fondamentali. Inoltre non si offre una soluzione agli inevitabili disagi che provocherà l’enorme cantiere e le centinaia di auto dei nuovi condomini sul già trafficato Corso Piave: si consente infatti l’edificazione della maggior parte degli alloggi SENZA realizzare una strada di accesso alternativa.

 

4. Il M5S dice che non c'è speculazione edilizia perchè «La speculazione edilizia avviene quando il privato acquista un terreno non edificabile che, grazie ad intervento pubblico, diventa edificabile. Con relativo (ed alto) guadagno patrimoniale. L’area in questione è edificabile dagli anni 90». Siete d'accordo?

Una speculazione avviene quando si genera un guadagno tra il costo di acquisto di un bene ed il prezzo di vendita. L’area in questione è edificabile da fine anni ’70, quando il comune rimosse un vincolo a “verde pubblico” gravante sull’area gettando così le basi per una speculazione edilizia. Per contrastare  la “speculazione” sarebbe  quindi sufficiente rimettere il vincolo a “verde pubblico”, con argomentazioni ormai note non solo agli ambientalisti. Infatti quei 12.000 mq di prato + 41.000 mq di bosco contribuiscono non poco alla qualità della vita dei pinerolesi: attenuano il cosiddetto “effetto isola di calore”, la sovratemperatura estiva tipica delle aree urbane ; riducono la concentrazione delle polveri sottili, in aumento a causa dei lunghi periodi di siccità che impediscono il naturale dilavamento da parte della pioggia; limitano gli effetti delle forti precipitazioni, in aumento a causa del “riscaldamento globale”;  abbassano la concentrazione di tutti gli inquinanti atmosferici grazie all’emissione di ossigeno ed al degrado di determinati inquinanti (monossido di carbonio, ozono,ecc.) .

 

5. In quale modo, a vostro avviso, si potrebbe gestire la questione Turk in modo da preservarne la testimonianza architettonica e di rende un servizio alla città?

Il concorso di idee promosso nel 2014 dal circolo pinerolese di Italia Nostra e dagli eredi della famiglia Turk  aveva mostrato soluzioni urbanistiche di qualità che mantenevano e rivitalizzavano l’edificio del Turk, prevedendo contestualmente la creazione di nuovi edifici residenziali. Tuttavia, siccome a Pinerolo non abbiamo bisogno di altri alloggi quanto piuttosto di creare posti di lavoro ,magari a “km zero”, ci permettiamo di offrire una proposta “rivoluzionaria”: rendere nuovamente produttivi gli edifici presenti in quell’area, agevolando al massimo proprietari e potenziali affittuari. Come? Copiando l’esperienza del comune di Pesaro, creando una“no-tax area”: l’ACEA potrebbe fornire energia elettrica e gas a costo industriale, mentre l’adiacente centrale Telecom agevolerebbe la cosiddetta industria 4.0, in forte sinergia con le industrie ed gli istituti tecnici pinerolesi.

6. Allargando il cerchio da Pinerolo a Frossasco. Che cosa comporterebbe a vostro avviso l'avvio del co-inceneritore richiesto da Kastamonu. In che direzione si sta muovendo l'associazione Rita Atria su questo problema?

Il cambiamento climatico, la necessità di de-carbonizzare anche il settore dei trasporti, l’elevatissimo tasso di inquinamento in Pianura Padana, impongono un ritorno ad “economie di prossimità”. Pare  quindi anacronistica la previsione di un impianto colossale come quello di Frossasco, che comporta enormi consumi di gasolio sia per far arrivare da lontano i rifiuti legnosi sia per ridistribuire poi il prodotto finito. Come non bastasse, e nonostante la home-page di Rilegno reciti che “Il 97,1 % delle tonnellate di legno recuperato diventa pannello”, a Frossasco solo il 50 %  del legno recuperato diventerebbe  “pannello” mentre il 25 % verrebbe bruciato in quella che è già la pianura già più inquinata d’Europa(!). Ci pare questa una inaccettabile contraddizione! Auspichiamo invece  una visione politica nuova che privilegi la creazione di piccoli centri di trattamento, con delimitazione de  bacini di raccolta, a tutto vantaggio per l’ambiente e per l’occupazione.

 

lunedì 6 dicembre 2021

Turk: "Osservazioni al Piano Esecutivo Convenzionato"

Giovedi 9 Dicembre ore 21.00 presso il Salone dei Cavalieri di Viale Giolitti, 7/9 Italia Nostra Sezione del Pinerolese organizza un incontro pubblico insieme alle associazioni Legambiente Circolo di Pinerolo, Associazione "Rita Atria" Pinerolo e SALVIAMO IL PAESAGGIO, DIFENDIAMO I TERRITORI. Una serata di illustrazione delle osservazioni al Piano Esecutivo Convenzionato "Turck" adottato dal Comune di Pinerolo, per approfondire le osservazioni presentate in merito alla più grande trasformazione urbanistica degli ultimi decenni che ci lascia alquanto perplessi sull'abbattimento dell'Ex Merlettificio Turck e sulle scelte di sistemazione dell'intera area compresa tra il Canale Moirano e il Torrente Lemina.

Invitiamo caldamente alla partecipazione all'incontro
a cui è stata formalmente invitata anche la nuova Amministrazione


lo storico edificio del TURK


In attesa della serata di giovedì 9 dicembre ricordiamo che, in relazione al progetto previsto sull'area TURK, l’Associazione “Rita Atria” Pinerolo ha posto 6 domande al rieletto sindaco Salvai e al neo-assessore all’Urbanistica Fabiano Vodini (puoi leggerle qui ), domande che muovono a loro volta da preliminari considerazioni e interrogativi di carattere generale, etico e culturale: 

La considerazione: l’amministrazione Salvai ha deciso di “stralciare" (mettere da parte) dalla Variante Generale  quell'area così importante per l'intero organismo della città (a partire ovviamente dalla sua centrale collocazione). Questo ha permesso che venissero concesse "regole di privilegio" ad una area privata (ad esempio, la possibilità di edificare "torri" che superano l'altezza consentita in tutte le altre aree cittadine e l’aver mantenuta inalterata la capacità insediativa dell’area, mentre altrove quella veniva ridotta), "privilegiandola" rispetto a tutte le altre, come se il disegno di quell'area potesse prescindere dalle condizioni del contesto urbanistico e sinanco sociale in cui quella si inserisce. 

Le domande preliminari:
a) Perchè si è imposto-concesso una regola "privilegiata" a quell'area privata? 
b) Come il progetto che deriva da quella "regola di privilegio" si inserisce in una visione organica, sostenibile, etica e strategica, utile all'intero organismo cittadino e alla sua comunità? 
c) Quale cultura esprime una comunità i cui "amministratori" agevolano e permettono nel 2021 un progetto siffatto, una siffatta speculazione privata, che consente l’abbattimento dello storico edificio del Turk


lunedì 22 novembre 2021

6 domande al rieletto sindaco Luca Salvai e al neo-assessore all’Urbanistica Fabiano Vodini. Pinerolo merita più amore

L'Associazione "Rita Atria" Pinerolo torna ad occuparsi di urbanistica perchè, lo ribadiamo "(...) l'urbanistica può rappresentare un indicatore utile ad individuare gli scopi, gli indirizzi, il “progetto generale” che guida e determina il carattere di una amministrazione locale". (...) consideriamo la tutela del “territorio” come parte di una educazione alla legalità per una comunità che si dota di anticorpi contro l’infiltrazione della criminalità organizzata(...)"
Ancora una volta la nostra riflessione si incentra sulla vicenda dell'area TURK.



Pochi giorni orsono il settimanale "Eco del Chisone" dava notizia dell'accordo appena raggiunto fra proprietari e amministrazione sulla base di un progetto definito in passato "a guida pubblica".
Lo scorso 17 novembre scadeva il termine utile per la presentazione delle cosiddette "osservazioni" che cittadini e associazioni possono presentare contro quanto previsto dal progetto. Nei prossimi giorni pubblicheremo anche le "osservazioni" presentate dalla nostra associazione, unitamente a "SALVIAMO IL PAESAGGIO" e "LEGAMBIENTE Circolo di Pinerolo".

Premessa 
Come abbiamo detto prima,  il progetto relativo all'area Turk era stato definito "a guida pubblica", motivo per il quale dovrebbe essere scontato-obbligatorio aspettarsi e riscontrare in quel progetto conclamate utilità a favore della comunità. Tuttavia, esaminando la  documentazine progettuale a disposizione, l'impressione che ne abbiamo ricavato è stato quella di essere di fronte all'ultimo atto di una serie di azioni tese anzitutto ad agevolare quanto più possibile quella che molti considerano "la più grande speculazione edilizia privata mai avvenuta in Pinerolo".
Il Piano Esecutivo Convenzionato (PEC) presentato consente di edificare in quell'area circa 800 vani residenziali: quattordici nuovi edifici (!) fra cui due "torri".  Si conferma anche l'abbattimento dello  storico edificio del TURK,"il follone", abbattimento che già la “Variante Ponte” approvata dalla precedente amministrazione del sindaco Eugenio Buttiero aveva già reso possibile al fine di agevolare la speculazione edilizia nell'aerea.
La demolizione del Turk e la abonorme edificazione è stata confermata anche dalla amministrazione Salvai sconfessando, a nostro parere, uno dei principi su cui si era fondato il programma  elettorale che aveva visto il Movimento 5 Stelle conquistare in "solitaria tenzone" le elezioni del 2015. In quel programma così si leggeva: “A Pinerolo non servono più nuovi condomini nei suoi campi (...) occorre invertire la tendenza urbanistica alla dismissione di aree industriali per trasformarle in residenziale o commerciale e agevolarne piuttosto la riqualificazione polifunzionale(...)
Voci autorevoli si leveranno ancora una volta a difesa dell'edificio del Turk, vero e proprio monumento-archetipo dell'architettura industriale, attività su cui Pinerolo fonda le sue origini e la sua storia. Dal canto nostro un monito ed una facile profezia: non ci ricordiamo i nomi degli amministratori di Pinerolo che, a cavallo degli anni '50-'60 del secolo passato, ordinarono l'abbattimento della Caserma dell'architetto Sebastiene Le Prestre de Vauban, l'architetto di Luigi XIV ”il Re Sole”, macchiando Pinerolo del triste primato di essere l'unica città al mondo i cui amministratori hanno ordinato la cancellazione di uno degli edifici militari realizzati dal Vauban, considerati patrimonio dell’Unesco. Ora invece conosciamo i nomi degli amministratori che consentono l'ennesimo "delitto" a danno della storia e dell'immagine della città di Pinerolo. Uno “scempio”, ci permettiamo di utilizzare questo termine, compiuto a danno di una città, Pinerolo, che celebra proprio in questi tempi il millenario della sua fondazione. 
Pinerolo merita più amore. 
la caserma del Vauban chiudeva e definiva Piazza Cavour
In relazione al progetto previsto sull'area TURK, l’Associazione “Rita Atria” Pinerolo ha posto 6 domande al rieletto sindaco Salvai e al neo-assessore all’Urbanistica Fabiano Vodini, domande che muovono a loro volta da preliminari considerazioni e interrogativi di carattere generale,etico e culturale. 
La considerazione: l’amministrazione Salvai ha deciso di “stralciare" (mettere da parte) dalla Variante Generale  quell'area così importante per l'intero organismo della città (a partire ovviamente dalla sua centrale collocazione). Questo ha permesso che venissero concesse "regole di privilegio" ad una area privata (ad esempio, la possibilità di edificare "torri" che superano l'altezza consentita in tutte le altre aree cittadine e l’aver mantenuta inalterata la capacità insediativa dell’area, mentre altrove quella veniva ridotta), "privilegiandola" rispetto a tutte le altre, come se il disegno di quell'area potesse prescindere dalle condizioni del contesto urbanistico e sinanco sociale in cui quella si inserisce. 
Le domande preliminari:
a) Perchè si è imposto-concesso una regola "privilegiata" a quell'area privata? 
b) Come il progetto che deriva da quella "regola di privilegio" si inserisce in una visione organica, sostenibile, etica e strategica, utile all'intero organismo cittadino e alla sua comunità? 
c) Quale cultura esprime una comunità i cui "amministratori" agevolano e permettono nel 2021 un progetto siffatto, una siffatta speculazione privata, che consente l’abbattimento dello storico edificio del Turk? 

Ringraziando L'Eco del Chisone per la pubblicazione della"lettera aperta" contenente le "6 domande", siamo  in attesa delle risposte dei nostri amministratori: democrazia è anche quando i cittadini  pongono domande e gli "elettipro-tempore" rispondono a quelle domande!  

 6 domande al sindaco Luca Salvai 
e al neo-assessore all’Urbanistica Fabiano Vodini 
Alla luce di quanto annunciato e presentato nell'articolo pubblicato dall'Eco del Chisone, laddove leggiamo che non è prevista un’area residenziale chiusa e che tuttavia si contano oltre 7 milioni di euro di oneri di urbanizzazione; visto che già la “Variante Ponte” rivelava il numero di oltre 2000 unità abitative sfitte in Pinerolo; vista la conclamata crisi ambientale che viviamo, vorremmo porre 6 precise domande: 
1) Nell’articolo sull’area Turk si parla di oltre € 7.000.000 di oneri di urbanizzazione in assenza di un’area residenziale chiusa. Di quanto si riduce, a causa delle opere realizzate a scomputo, la cifra prevista in oltre 7.000.000 di Euro che entrerebbero nelle casse comunali se fosse prevista un’area residenziale chiusa? 
 2) Un’area residenziale chiusa avrebbe anche il vantaggio di non incrementare la spesa corrente. A quanto ammonta l’aggravio economico per la gestione/manutenzione del parco, dell’illuminazione, di marciapiedi e strade, di acquedotti e fognature? 
 3) In occasione della presentazione del 1° progetto si rilevò un "trattamento di favore" verso i soggetti attuatori, esentati dal realizzare il verde privato (obbligatorio per ogni condominio) e verso i futuri proprietari degli alloggi, liberi da spese di manutenzione del verde privato. Come è stato risolto questo problema? 
4) La Variante Ponte al Piano Regolatore vincolava l’edificazione alla preventiva realizzazione di una strada di accesso alternativa, onde evitare che il colossale cantiere impattasse sui già trafficati Corso Piave e Via Vigone. Come è stato affrontata questa problematica? 
 5) La strada di accesso alternativa è strettamente funzionale non solo al cantiere ma soprattutto al migliaio di auto che “nasceranno” da quei condomini. Gli alti costi di realizzazione di detta viabilità, che prevede anche un ponte ed espropri, dovrebbero allora esser quasi tutti a carico dei soggetti attuatori. Quali sono i costi a carico dei pinerolesi? 
 6) L'intervento edilizio comporta la scomparsa di forti abbattitori di C02 cioè gli attuali 40.000 mq di bosco e 12.000 mq di prato, e porterà a grandi emissioni per abbattere e rimuovere il bosco, gli edifici, per asfaltare ed edificare. Come si conciliano questi nefasti effetti con l'emergenza ambientale in atto, alla luce degli oltre 2000 alloggi sfitti, e col “bonus 110” che comincia a dare i suoi frutti?