mercoledì 11 maggio 2016

Il mondo della cultura per gli otto candidati a sindaco: “La cultura della politica e la politica della cultura”

Sentinelle del Territorio. Anche noi del presidio "Rita Atria" parteciperemo all'incontro "La cultura della politica e la politica della cultura”. A noi stàparticolarmente a cuore, e vediamo perciò con apprensione, la "cultura della comunità e del suo territorio": l'elemento che oramai caratterizza, distingue ed elige i territori stessi. Mentre la comunità pinerolese è alla ricerca di u "brand" che connoti la città ( città della cavalleria? del panettone? della Maschera di Ferro? della bicicletta? città di frontiera? città degli Acaja? città pre-montana? città di fine-pianura? ecc...) "centri minori" che la circondano sono stati capaci di crearsi - a vari livelli- immagine e oggetti culturali riconoscibili. 
Anche questo denota e denuncia la crisi che Pinerolo vive e al cui superamento sono chiamati a contribuire tutti coloro che si vedono come cittadine e cittadini responsabili chiamati. "E' un problema di idraulica o di contenuti?


Fonte Vita Diocesana
Nessuno può dare quello che non ha. Il principio vale anche e soprattutto per la cultura. Per sondare la consistenza delle promesse e delle idee messe in campo dagli otto candidati a sindaco (ai sei noti da tempo si sono aggiunti in extremis Piera Bessone di Pinerolo Attiva e Natale Ubaldo Cacciola dell’UDC), numerose associazioni di Pinerolo e del territorio hanno convocato un’assemblea-confronto. «Le realtà che già operano da anni in diversi campi della cultura – spiegano gli organizzatori – hanno le idee abbastanza chiare sulle necessità e sui urgenze della città. C’è un patrimonio storico da tutelare a valorizzare, spazi da aprire e mettere a disposizione, potenzialità da sviluppare. Per questo serve soprattutto concretezza, che significa tempi certi e risorse reali». Punto di partenza del dibattito sarà il documento “Qualche semplice ma non modesta richiesta (e proposta) per la cultura di Pinerolo e del Pinerolese» sottoposto dalle associazioni ai partiti. (qui il testo del documento riportato da Vita Diocesana). Il confronto “La cultura della politica e la politica della cultura” si svolgerà venerdì 13 maggio alle ore 20:45 nella sala “Pacem in terris” del Museo Diocesano (via del Pino 49, Pinerolo) e sarà moderata dal direttore di “Vita Diocesana Pinerolese”, Patrizio Righero


Qualche semplice ma non modesta richiesta (e proposta) per la cultura di Pinerolo e del Pinerolese
Gentilissimi candidati alle elezioni amministrative pinerolesi,
come presidenti e responsabili di alcune associazioni culturali operanti nella nostra città e sul territorio desideriamo augurarvi la migliore fortuna nella competizione elettorale che state per affrontare. Essendo i nostri enti apolitici e apartitici, non esprimiamo alcuna preferenza per nessuno dei contendenti, ma intendiamo cogliere l’opportunità di rivolgerci pubblicamente a voi per formularvi una sola richiesta esplicita, dalla quale scaturiscono varie proposte che andremo ad articolare subito dopo.
La richiesta è semplice: la vostra attività di governo (e di opposizione) presti la maggior attenzione possibile al mondo culturale di Pinerolo e del Pinerolese.
Siamo qui a dirvi che l’impegno del passato NON BASTA. Non basta perché una politica culturale richiede una vera progettualità, un dialogo ad ampio spettro con il resto di quella che fu la provincia, ora città metropolitana, con la Regione e con le realtà transfrontaliere, una collaborazione fortissima tra pubblico e privato, un’intesa stretta tra amministratori, gruppi e associazioni per lavorare insieme a due obiettivi comuni: 
a) dare lustro alla nostra città e al territorio pinerolese;
b) fare sì che la promozione della "bellezza" diventi anche un’occasione di rilancio socio-economico, oltre a migliorare la qualità della vita dei cittadini.
Come sapete, noi amiamo operare con continuità nel territorio e per i cittadini: nel silenzio, nelle difficoltà e – a volte – nella disattenzione. Per cui, lasciando da parte i rilievi sul passato, suggeriamo le seguenti proposte, sulle quali ci piacerebbe ascoltare i vostri pareri e per le quali auspichiamo le vostre adesioni.
Di ordine generale
Realizzazione di un “piano di legislatura” per la cultura, con obiettivi precisi, realizzabili e finanziamenti certi, alla cui redazione vengano chiamate le associazioni come espressione della società civile.
Costruzione di un’identità culturale e turistica della città e del territorio spendibile al di là dell’identificazione insufficiente di città della cavalleria (ideazione di un nuovo brand di area).
Promozione della città con la creazione di festival e manifestazioni di rango nazionale e internazionale.
Di natura specifica
Maggiore coordinamento tra le associazioni a opera del comune.
Miglioramento del sistema di informazioni culturali e turistiche del comune anche attraverso la creazione e la promozione, per esempio, di una piattaforma web in cui le associazioni possano inserire la propria programmazione culturale; interazione culturale tra Arte, Musica e Spettacolo sulla linea dei DAMS.
Rilancio turistico della città, gestito dal comune, con l’appoggio delle associazioni e dell’imprenditoria privata.
Proposte di utilizzo dei palazzi storici vuoti o sottoutilizzati (per esempio cosiddetto palazzo Acaja ed ex Tribunale) e censimento dei Beni Culturali del Pinerolese.
Risoluzione dei problemi del polo dei musei pinerolesi e, in particolare, di Palazzo Vittone.
Investimenti adeguati per la valorizzazione delle risorse ambientali, storiche, monumentali, artistiche e musicali della città, anche in relazione con gli organismi diocesani, con la Chiesa Valdese e con i rappresentanti delle altre confessioni religiose presenti sul territorio.
Risoluzione delle questioni relative alla collocazione delle biblioteche e connessione del sistema bibliotecario con quello scolastico.
Valorizzazione delle risorse bibliotecarie ed archivistiche pubbliche e private.
Costruzione di progetti per rendere appetibile e culturalmente spendibile il sistema di alternanza scuola-lavoro previsto dalla normativa scolastica.
Rafforzamento dell’esistente – e silente – Commissione comunale per i Beni Culturali con l’obiettivo di trasformarla in un “pensatoio” permanente per la cultura della città.
Siamo certi della vostra attenzione e contiamo di aver recato, con questo documento, un contributo significativo alla vostra campagna. Come vedete, non vi chiediamo utopie, ma impegno concreto per la città, per i cittadini, per il futuro, senza cattiva retorica, ma rimboccandoci – insieme – le maniche.
Hanno già firmato questo manifesto:
Andrea Balbo, Presidente SSP – Società Storica Pinerolese
Dario Seglie, Direttore CeSMAP – Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica
Marco Civra, Presidente Centro Studi “Silvio Pellico”
Italia Nostra “Ettore Serafino” del Pinerolese
Arturo Francesco Incurato – Referente Presidio LIBERA “Rita Atria” Pinerolo
Sergio Santiano, Presidente dell’Associazione Koiné
Mario Fina, Designer – Art Director
Lega Ambiente Pinerolese
Liliana Rasetti – Direttrice Uni 3 Pinerolo
Tiziano Vindemmio, Presidente Associazione CO.S.M.A. (Comitato Salvaguardia Monumenti Artistici e Ambientali), Barge
Silvio Sorrentino, Presidente dell’Accademia organistica pinerolese
Roberto Inoli, Presidente A.T. Pro Loco Pinerolo

martedì 10 maggio 2016

La storia della mamma Felicia Impastato questa sera su RaiUno: “Quella donna ha saputo distinguere la giustizia dalla vendetta”

Giovanni , il fratello di Peppino Impastato aveva scritto una dura lettera ad Antonio Campo Dall’Orto, direttore della Rai, in merito all’intervista a Riina junior, tanto da essere sul punto di negare l'autorizzazione alla messa in onda del film sulla madre Felicia. Successivamente, la la scelta di acconsentire: “La storia di mia madre non era conosciuta nei particolari. Questo film lancia un messaggio forte a quei ragazzi e a quelle persone che ancora non conoscevano Peppino Impastato. In questo momento così difficile per il nostro Paese ne avevamo proprio bisogno”.

Fonte: il Fatto Quotidiano


Peppino Impastato, la storia della mamma Felicia su RaiUno: “Quella donna ha saputo distinguere la giustizia dalla vendetta”

Si fa presto a dire “lotta alla mafia” ma quando nasci a Cinisi negli anni Settanta, sposi un mafioso e chi abita a cento passi da casa tua ti uccide un figlio, hai solo due strade: la ritorsione o la giustizia. La mamma di Peppino Impastato ( leggi qui quanto abbiamo scritto ieri) ha scelto la seconda.  A 38 anni da quel suo “io vendette non ne voglio”,Matteo Levi con la coproduzione di “Rai Fiction” ha scelto di far conoscere al grande pubblico quella donna fiera e coraggiosa, con il film “Felicia Impastato” in onda martedì 10 in prima visione su Rai Uno.
La fiction, diretta dal regista Francesco Albano, presentata in anteprima alla Camera dei Deputati nei giorni scorsi, ha il pregio di lanciare un messaggio attuale: contro gli uomini della mafia a vincere è una donna che di fronte alle ante chiuse dei cittadini conniventi al potere mafioso spalanca la porta della sua casa, decide di non fermarsi davanti allo straziante dolore del luttoma sceglie la strada della legalità.
La figura di Felicia, ben interpretata da Lunetta Savino, da premiare in primis per il tentativo di mantenere lo stretto slang siciliano della mamma di Impastato, emerge nella maniera più fedele possibile, frutto di un lungo lavoro – come ha spiegato il regista – di incontri con i parenti, gli amici, i nipoti. Il film è una storia in cui ritrovarsi: chi, siciliano e non, ha conosciuto di persona mamma Felicia, riconoscerà le sue parole, quel suo “Io zitta non ci sto per questo devo andare fino in fondo” bisbigliato tante volte ai giovani che l’hanno incontrata prima di quell’11 aprile 2002 quando Gaetano Badalamenti è stato condannato.
Peppino Impastato
Per nulla scontata anche la scelta di registrare le scene a Palermo e a Cinisi (ottima la fotografia di Andrea Locatelli), dove la storia quei cento passi, ancora oggi, non sono stati compiuti da tutti. Il film  “Felicia Impastato” di Albano con la sceneggiatura diretta da Monica Zapelli e Diego De Silva, restituisce agli italiani un pezzo di storia che ha come protagonisti uomini e donne cui gli italiani devono molto: i magistrati Costa, Chinnici, uccisi dalla mafia come il giornalista Mario Francese; Antonino Caponnetto che ebbe l’intelligenza di “archiviare” il caso per permetterne poi la riapertura nel momento giusto e Franca Imbergamo (interpretata con molta delicatezza da Barbara Tabita), che, come nella realtà, incontra Chinnici da giovane studentessa per poi trovarsi anni dopo sulla scrivania il caso “Impastato”.
A lei che oggi lavora alla procura nazionale antimafia si deve la condanna di Badalamenti: “Il messaggio di Felicia è bellissimo: quella donna – spiega Franca Imbergamo - ha sempre cercato giustizia e ha saputo distinguerla dalla vendetta. L’unico ricordo vero di quella storia per me resta il suo ringraziamento, quando abbiamo concluso il processo a Badalamenti, perché non era rivolto a me ma alle istituzioni sane che le avevano restituito fiducia in questo Stato. Non intendo partecipare al coro scandalizzato di chi oggi scopre che anche nel mondo dell’antimafia c’erano comportamenti discutibili.L’antimafia è un universo complesso, eviterei ogni generalizzazione e ogni bagno di retorica. Le persone perbene si possono riconoscere da quello che fanno e i cialtroni da quello che dicono. La storia di Peppino è un ottima cartina di tornasole per comprendere cosa dev’essere l’impegno antimafia, quanti rischi di strumentalizzazione possa correre e quanto possa essere in alcuni momenti difficile portare fino in fondo la ricerca della verità e della giustizia”.
mamma Felicia e Giovanni Impastato
Matteo Levi, che per Rai Fiction aveva già prodotto il film su Ambrosoli, è riuscito a centrare l’obiettivo: “La vita di quella donna è di grande modernità e contemporaneità. Ci sono personaggi in Italia che non sono ricordati ma che bisogna assolutamente raccontare e far conoscere ad un pubblico più ampio. Capisco le iniziali perplessità di Giovanni di mettere in onda il film sulla stessa rete che ha trasmesso quell’intervista di Vespa ma allo stesso tempo lo stesso fratello ha compreso che questa era una storia che andava raccontata per mostrare chi sono le vittime della mafia, i testimoni veri”. 
Un entusiasmo davvero condiviso da Impastato che, in merito all’intervista a Riina junior aveva scritto una dura lettera ad Antonio Campo Dall’Orto, direttore della Rai: “La storia di mia madre non era conosciuta nei particolari. Questo film lancia un messaggio forte a quei ragazzi e a quelle persone che ancora non conoscevano Peppino Impastato. In questo momento così difficile per il nostro Paese ne avevamo proprio bisogno”.

lunedì 9 maggio 2016

La notte del 9 maggio 1978: la notte di Aldo Moro e di Peppino Impastato

Una data lega l'assassinio di due uomini: Aldo Moro e Peppino Impastato. Il primo ucciso dalle Brigate Rosse, il secondo ucciso da Cosa Nostra. Uccisi nella stessa "notte buia dello stato italiano", alle prime ore del 9 maggio 1978




dal film "I cento passi": il discorso do Salvo Vitale a radio Aut 
annuncia la morte di Peppino

Così si canta la canzone dei Modena City Ramb: 
"(...) Era una notte buia dello stato italiano, quella del 9 maggio '78
la notte di Via Caetani e il corpo di Aldo Moro 
l'alba dei funerali di uno stato



Lo scorso anno avevamo scritto che lo spirito di questo Paese non è cambiato, anzi, forse è peggiorato. Il mistero, la verità sull'uccisione di Aldo Moro non si è rivelato ancora oggi bisogna trovare il coraggio di gridare quello per cui è stato ucciso Peppino Impastato:"La mafia è una montagna di merda".

Peppino e il coraggio di sua madre Felicia
Il coraggio lo ebbe sin da quella notte del 9 maggio 1978 Felicia Bartolotta, la mamma di Peppino, quando ai carabinieri che dicevano che Peppino si era "suicidato" lei ribatteva che no, non era suicidio: " A Peppino l'ha ucciso la mafia!"
Felicia Bartolotta Impastato, la mamma di Peppino.
 
La mafia l'ha ucciso a quel Peppino che mostrava, a chi non voleva vedere, cosa stavano facendo del suo paese:
l'ampliamento dell'aeroporto, i miliardi della droga e quella speculazione edilizia dei "signori del cemento" che avrebbe cambiato per sempre l'immagine della Sicilia e dell'Italia intera.
La mafia l'ha ucciso a quel Peppino che non aveva paura di fare nomi e cognomi. Nomi di mafiosi e nomi di politici amici dei mafiosi!
Sua madre, Felicia, suo fratello Giovanni, sua cognata Felicetta, gli amici Salvo Vitale e Umberto Santino, diventano i custodi della memoria di Peppino e per anni si batteranno per ottenere verità e giustizia, continuando a fare i nomi. I nomi: prima di tutto quello di Tano Badalamenti, il “tano seduto” preso in giro da Peppino dai microfomni di Radio Aut; il boss di Cinisi che ordina l'assassinio di Peppino Impastato . Tano Badalamenti: quello il nome che verrà urlato dal palco del primo comizio tenuto due giorni dopo la scoperta del cadavere di Peppino.
Ma nessuno dà credito a Felicia. Solo il magistrato Rocco Chinnici crede a quella donna minuta e risoluta. Chinnici riprende in mano le carte, cerca i riscontri contro la “verità falsa” del suicidio. Ma Il 29 luglio 1983 Chinnici viene ucciso in un attentato. Ed ecco che un'altra donna entra in scena: si chiama Francesca Imbergamo, studentessa di Giurisprudenza che diventa magistrata contagiata dalla passione civile di Rocco Chinnici, il suo eroe.  E' lei a riaprire i faldoni, è Francesca che tenta di riannodare i fili. Sono due donne a chidere giustizia e a ottenerla: Felicia e Francesca. 
Dopo due archiviazioni (nel 1984 e nel 1992), nell´aprile del 1995 l´indagine viene riaperta e il 25 ottobre del 2000 Felicia Impastato entra nell’aula di tribunale per guardare in faccia, in videoconferenza, Gaetano Badalamenti, già detenuto negli Stati uniti per traffico di droga. Il´11 aprile 2002 Tano Badalamenti è condannato all´ergastolo per l'assassinio di Peppino Impastato.  
Felicia Bartolotta aveva 85 anni: "Ora tutti sanno qual è la verità. Ora aspetto la condanna di Badalamenti e poi posso anche morire». Felicia Bartolotta Impastato è morta il 10 dicembre 2004 all'età di 88 anni

"La mafia è una montagna di merda"
"La mafia è una montagna di merda!" E' necessario trovare ancora oggi il coraggio di gridarlo a chi si è abituato a quelle facce, a chi vorrebbe che tutti ci abituassimo a quelle facce e al puzzo della "montagna di merda", al puzzo del compromesso morale, della convenienza , ai tanti misteri che soffocano la Giustizia di questo paese, misteri custoditi dal sigillo del Potere.
O ci basterà la vuota retorica della commemorazione, del ricordo? Ce la faremo bastare, quella retorica vuota, per giustificare la "legalità sostenibile" che abbiamo costruita a nostra misura affinchè non ci faccia troppo male e non ci costringa troppo? Quella legalità di comodo di cui parla tante volte don Ciotti. "A nostra insaputa...", " ...e poi, sai, occore fare i conti con la realtà..."
Continueremo a  ricacciare indietro la verità con queste ed altre frasi e troveremo ancora la giustificazione comoda per atti, omissioni e reticenze?
Oppure cominceremo davvero a "fare memoria", ad avere il coraggio e la coerenza necessarie affinchè le cose accadute non abbiano più a ripetersi, affinchè si metta in atto l'insegnamento di coloro che, come in un triste rosario, continuiamo a snocciolarne nomi, date di nascita e di morte prematura?
Che non siano state morti inutili!...Noi non ce lo siamo dimenticati a Peppino

Il discorso della Montagna - dialogo dal film " I cento passi"


Peppino Impastato e Salvo Vitale, dall’alto di Monte Pecoraro,  guardando l’aeroporto di Punta Raisi, dopo la costruzione della terza pista:
PEPPINO: Sai cosa penso? 

SALVO : Cosa? 

PEPPINO: Che questo aereoporto in fondo non è brutto... Anzi 

SALVO (ride) : Ma che dici?! 
PEPPINO: Visto così, dall'alto ... uno sale qua e potrebbe anche pensare che la natura vince sempre ... che è ancora più forte dell’uomo. Invece non è così. .. in fondo tutte le cose, anche le peggiori, una volta fatte poi trovano una logica, una giustificazione per il solo fatto di esistere! Fanno 'ste case schifose, con le finestre di alluminio, i muri di mattoni vivi ... mi stai seguendo?


SALVO: Ti sto seguendo

PEPPINO:... 
 i balconcini... la gente poi ci va ad abitare, ci mette le tendine, i gerani, la televisione ... e dopo un po' tutto fa parte del paesaggio. C'è, esiste! ... nessuno si ricorda più di com'era prima. Non ci vuole niente a distruggerla la bellezza ... 

SALVO:  Ti ho capito...E allora?

PEPPINO: E allora invece della lotta politica, la
 coscienza di classe, le manifestazioni e tutte 'ste fesserie ... bisognerebbe ricordare alla gente cos'è la bellezza. Insegnargli a riconoscerla. A difenderla. Capisci? 

SALVO: ( perplesso) La bellezza…

PEPPINO: Sì, la bellezza. È importante la bellezza. Da quella scende giù tutto il resto. 

venerdì 6 maggio 2016

“Il conflitto d'interesse a fasi alterne”...Ovvero, l'importanza del principio della coerenza e la replica di Luigi Pinchiaroglio

Ritorna il “conflitto di interesse” nel dibattito della politica pinerolese. Questa volta il tema è posto dall'articolo "Il conflitto di interessi a fasi alterne”, scritto da Alberto Maranetto, vice-direttore dell' “Eco del Chisone”.
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Il vulnus del “conflitto di interesse” nella politica amministrativa, lo ricordiamo, è uno dei cardini della Carta di Avviso Pubblico (leggi qui), alla cui adesione abbiamo invitato coloro che si presentano alle prossime elezioni amministrative. 
La Carta invita a comportamenti che si rifanno direttamente al principio fondamentale contenuto nell'art. 54 della Costituzione Italiana: “(...) i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”. 
Non si tratta quindi di “reati”!( ci mancherebbe!...per quelli intervengono magistrati e giudici!). . Per "trasgredire" alla Carta è sufficiente avere comportamenti “opachi”, non veritieri anzitutto nei confronti dell'obbligo di servire la comunità senza trarre da quel servizio alcun beneficio, per sé o per altri.
Siamo quindi nel campo dei “princìpi”, etici e morali, qualcosa di molto più importante delle regole-leggi, giacchè queste possono essere disposte -o piegate- dalla forza di chi detiene (“pro-tempore”) il “potere”: le leggi "ad-personam"; gli esempi di mala-politica; il cosiddetto “familismo amorale”; i privilegi...
A nostro parere, l'articolo di Alberto Maranetto è importante perchè, aldilà del caso specifico e delle scelte dei singoli che ne sono conseguite, parla proprio dell'importanza del “principio” che, se assunto, impone necessaria coerenza: assunzione di responsabilità e comportamenti conseguenti. Compito arduo, la coerenza!, a cui siamo tutti chiamati!
Come si legge nell'articolo, le dichiarazioni di Luigi Pinchiaroglio avevano suscitato l'attenzione di molti, anche del nostro presidio, perchè chiamavano in ballo “principi” che devono essere patrimonio di tutti coloro che si offrono a servire la comunità attraverso l'amministrazione della "cosa pubblica": assenza di “conflitti di interessi” e del perseguimento di interessi personalistici o privati; onestà e trasparenza nell'azione amministrativa; azione politica unicamente volta a perseguire "il bene lungimirante” della comunità.
Auspichiamo pertanto che l'adesione ai principi della Carta di Avviso Pubblico da parte dei candidati-sindaco, e dei prossimi amministratori pinerolesi,  sia una sorta di sincero “credo laico” dalla cui adesione emergano riconoscibili e coerenti comportamenti e azioni. 
Perchè la coerenza -fra le cose dette e le cose fatte- è la discriminante.
Invitiamo ad una attenta lettura dell'articolo che segue.

Fonte: Eco del Chisone" 4 maggio 2016

"IL CONFLITTO D’INTERESSE A FASI ALTERNE" 
Alberto Maranetto
Era marzo quando Luigi Pinchiaroglio si presentò alle Primarie del Pd per conquistare la candidatura a sindaco di Pinerolo. Ai cittadini si descrisse come convinto assertore della trasparenza e nemico del conflitto d’interessi. Postulati irrinunciabili che brandì come una spada nei confronti del suo rivale Luca Barbero, architetto che esercitava no a ieri la professione in città. «Luca, a causa dei suoi trascorsi professionali non potrà condurre il suo mandato senza condizionamenti. Non basta che, se venisse eletto, rinunci ad esercitare», ripeté in più occasioni con tono fermo eirremovibile. 
Non solo, contestò dall’interno del partito l’alleanza con i Moderati, indicati come portatori di interessi delle lobby del mattone. In questo modo si conquistò le simpatie delle asso-ciazioni particolarmente attente a questi temi, come “Libera”, e di una parte del partito. Tutto questo non bastò a fargli vincere le Primarie, ma ottenne comunque un buon risultato.
Il 27 aprile scorso, Pinchiaroglio lo ritroviamo al Salone dei Cavalieri seduto a fianco del suo ex-rivale Luca Barbero. Barbero è sempre quel Barbero contro cui Pinchiaroglio aveva puntato il dito accusatore, ugualmente deciso a non modificare gli equilibri politici del passato, in primis l’alleanza con i Moderati, oggi ancor più legittimata dalla svolta centrista di Fassino e Renzi.
Luigi Pinchiaroglio invece non è più lo stesso. Adesso è il vicesindaco in pectore della futura Giunta di Luca Barbero (in caso di una sua vittoria, naturalmente) e soprattutto ha smesso i panni del fustigatore dei costumi politici. Ha completamente dimenticato il motivo per cui contestava la candidatura di Barbero e non sente nemmeno il bisogno di spiegarsi.
Un’amnesia fortissima, al punto da non ricordare che anche il capolista del Pd, Elvio Rostagno, se eletto, si ritroverà con un ingombrante conflitto d’interessi non solo per essere un architetto professionista molto attivo in città, ma anche per il fatto di essere contemporaneamente consigliere regionale, due cariche non incompatibili, ma difficilmente conciliabili.
Pinchiaroglio è diventato pure distratto e non si accorge che nella lista dei suoi alleati “Moderati” compaiono anche ex esponenti di Forza Italia che sicuramente sono l’antitesi di quello che lui ha sempre predicato in politica e che con ogni probabilità si potrebbe ritrovare gomito a gomito in maggioranza.
Sabato 30 in "zona Cesarini", Luca Barbero, di cui nessuno mette in dubbio l’onestà e nemmeno le intenzioni, per togliere argomenti ai veementi attacchi del Movimento 5 Stelle, dopo aver ribadito di “aver dismesso ogni incarico di natura urbanistica”, ha sottoscritto la Carta di avviso pubblico, ovvero un documento formale (redatto da alcuni associazioni sensibili a questo argomento tra cui Libera di don Ciotti) impegnandosi in questo modo a rispettare una sorta di decalogo che lo garantirebbe da ogni ombra di conflitto d’interesse.
Basterà questo gesto per dare soddisfazione a chi da Pinchiaroglio si sarebbe aspettato un po’ più di coerenza, una virtù ormai fuorimoda, ma indispensabile (o uno scotto da pagare) per chi dei princìpi ne fa una bandiera?

La replica di Luigi Pinchiaroglio all'articolo "IL CONFLITTO D’INTERESSE A FASI ALTERNE” 
Pinerolo 5 maggio 2016
In riferimento all’articolo di fondo a firma del Vicedirettore Alberto Maranetto, pubblicato su l’Eco del Chisone del 4 maggio, nel ritenere la critica giornalistica sempre libera e benefica per la democrazia, affinché la stessa non si esaurisca in un mero attacco personale, ritengo doveroso puntualizzare alcuni aspetti che temo siano sfuggiti. 
Le argomentazioni da me sostenute in occasione delle recenti Primarie, cui fa riferimento Maranetto, sono confermate nella loro interezza e, nel caso di mio impegno nella futura Amministrazione comunale, costituiranno il filo conduttore del mio personale agire istituzionale e politico. 
Certo avrebbe fatto molto più comodo a qualcuno se, a Primarie chiuse, avessi deciso di sbattere la porta, ritirarmi sull’Aventino o, nella migliore delle italiche tradizioni, avessi cambiato casacca uscendo dal PD e chiedendo asilo altrove. Forse lo avrei pure trovato, chissà! Già mi immagino i titoli dei giornali. Ma, per rispetto di quei Cittadini che hanno condiviso le mie proposte dandomi la fiducia e il voto alle Primarie, ho ritenuto doveroso fare nulla di tutto ciò. Anzi, forte della mia cocciutaggine e della mia testardaggine nel perseguire gli obiettivi anche in campo politico, mi sono sentito in dovere di rimanere sul pezzo, continuando a dare voce a chi mi ha sostenuto, ben consapevole delle critiche, anche pesanti, cui sarei andato incontro. 
Stare alla finestra, non perseverare nel metterci la faccia in prima persona per le proprie idee anche a costo di scontrarsi contro situazioni così ben radicate da apparire immutabili, abbracciare posizioni di pura testimonianza, buone solo a mettersi la coscienza a posto, continuare a voler giudicare gli altri senza mai porsi nella condizione di essere giudicati, sono soluzioni troppo di comodo che non mi si addicono. E come tali sono da me respinte con la ferma convinzione che per cambiare occorre esserci, anche in posizioni scomode, ma sempre coerenti nel perseguire il bene comune. Gli assenti non sono mai stati protagonisti di alcun cambiamento. Nella migliore delle ipotesi si sono spenti nella loro ombra.A questo proposito, il programma per “#LaCittàCheVerrà”, compresi i temi a me cari sull’etica in politica, contiene parecchi punti sostanziali delle mie ”#IdeeConcrete” che sono fiducioso potranno trovare riscontro nell’azione della futura Amministrazione di Luca Barbero. E il mio impegno affinché tutto ciò possa diventare realtà sarà totale. Saranno poi i fatti reali, e non le parole, a decidere se la missione si rivelerà impossibile e se io sarò stato o meno coerente con le mie idee. 
Sempre disponibile al confronto aperto e alla critica costruttiva sugli aspetti programmatici, in particolare su quelli che riguardano le mie potenziali deleghe, ringrazio per l’attenzione e porgo cordiali saluti.
Luigi Pinchiaroglio  


mercoledì 4 maggio 2016

Anche Luca Barbero aderisce alla carta di Avviso Pubblico. Ma si riaccende il dibattito fra M5S e Luca Barbero (PD) sul "conflitto di interesse"

Lo scorso 30 aprile 2016 anche Luca Barbero, candidato-sindaco del PD,  ha aderito alla Carta di Avviso Pubblico. Abbiamo appreso con piacere  la notizia. 

Nella lettera aperta "E' finita l'era dei fossili" (qui il testo)   avevamo scritto: "(...) auspichiamo che i candidati-sindaco, tutte le forze politiche pinerolesi agognino sinceramente “il fresco profumo” di una azione politico-amministrativa nuova, saldamente ancorata a principi etici e morali. (...) Non si tratta di suscitare polemiche quanto di ribadire l'importanza di valori che devono essere patrimonio condiviso a fondamento di qualsivoglia candidatura alla gestione della “cosa-pubblica”. 

A tal fine avevamo indicato proprio nella Carta di Avviso Pubblico un riferimento importante per coloro che si propongono ad incarichi pubblici. In particolare,  all'art. 5 Carta si parla delle situazioni di conflitto di interesse, il tema che aveva caratterizzato il confronto fra lo stesso Barbero e Luigi Pinchiaroglio nei giorni delle primarie interne al PD pinerolese. Ma all'indomani della adesione di Luca Barbero a quel documento,  il Movimento 5 Stelle riaccende il dibattito proprio sul tema del "conflitto di interessi" tirando in ballo la vicenda di una società immobiliare -OMEGA 2000- e la sua richiesta di risarcimento milionario intentato ai danni del Comune di Pinerolo. 

Riportiamo di seguito il comunicato del Movimento 5 Stelle e la immediata replica di Luca Barbero e  invitiamo ad una attenta lettura. 


Fonte: Voce Pinerolese
OMEGA 2000: UNA SPADA DI DAMOCLE DA 5 MILIONI DI EURO SULLA TESTA DEI CITTADINI PINEROLESI (Movimento 5 Stelle Pinerolo)
Due settimane fa è andato in scena l’ultimo Consiglio comunale di questa legislatura. E’ un vero peccato che all’ordine del giorno non sia stata inserita la delibera relativa all’attuazione del comparto commerciale dell’area DE6.1, passata in commissione urbanistica il 6 aprile 2016. Avremmo posto alcune domande al Presidente del Consiglio (nonché candidato Sindaco del PD), a tutta la maggioranza e a chi, oggi, lo sostiene. Lo facciamo qui e sugli organi di stampa, non avendo avuto altre occasioni istituzionali per farlo.
Prima delle domande va inquadrata la situazione.
Nel 2011 l’Amministrazione Covato si opponeva, con delibera di Giunta, all’attivazione di un comparto commerciale in area DE6.1 del PRGC (area ubicata dietro la Coop) i cui proprietari risultavano essere la Società OMEGA 2000 di Damiano Daniela (in cui figura, tra i soci, anche il noto imprenditore pinerolese Ezio Bigotti) e la ML Costruzioni.
Le suddette società risultavano proprietarie del 75% dell’area interessata dall’intervento, mentre il restante 25% è di proprietà della GALLO Costruzioni.
Secondo le Società proponenti, la legge urbanistica 56/77 e il Piano particolareggiato dell’area (oggi decaduto) obbligavano il Comune a procedere con l’attivazione del comparto anche senza accordo tra i proprietari dell’intera area, procedendo con l’esproprio delle restanti parti non in proprietà dei proponenti.
Secondo il Comune, invece, la legge dava facoltà al Comune (e non obbligo) di procedere all’esproprio, scelta che l’Amministrazione di allora non fece, negando appunto l’approvazione del comparto per mancanza di interresse pubblico e delle risorse necessarie per l’esproprio.
Le Società proponenti (OMEGA 2000 e ML Costruzioni) fecero ricorso al TAR per l’annullamento della Delibera di Giunta con la quale l’Amministrazione non procedeva all’attivazione del comparto commerciale di cui l’impossibilità per le società di edificare, quantificando il danno economico in 4.950.000 € e chiedendo, pertanto, al Comune il risarcimento dei danni.
Con sentenza depositata il 22 gennaio 2015 il TAR Piemonte dava nettamente ragione all’Amministrazione comunale.
Il Consiglio di Stato, a seguito del ricorso dei proponenti, con sentenza depositata il 28/01/2016 sospende invece la decisione, sentenziando che la delibera impugnata non era competenza della Giunta, bensì del Consiglio Comunale, e impone pertanto al Comune di Pinerolo di esprimersi attraverso l’organo competente (il Consiglio Comunale). Nel frattempo il piano particolareggiato dell’area è decaduto.
Ad oggi, pertanto, il Consiglio Comunale è tenuto a esprimersi sull’attivazione del comparto, e gli avvocati di parte hanno già diffidato il Comune a farlo al più presto.
La vicenda viene resa nota ai consiglieri comunali solo il 6 aprile, durante la Commissione urbanistica che doveva decidere come procedere.
Queste le domande che poniamo al Presidente del Consiglio, ai Consiglieri del Partito Democratico, a Luigi Pinchiaroglio, probabile vice sindaco in caso di vittoria di Luca Barbero:
- Perché di fronte ad una richiesta danni di quasi 5 milioni di euro, l’intera vicenda non è mai stata resa nota ai Consiglieri comunali?
Il Presidente del Consiglio Luca Barbero, che figura tra i progettisti dell’intervento, in Commissione Urbanistica non ha fatto trapelare nulla riguardo la sua precedente attività, ponendo anzi domande all’Avvocato del Comune come se nulla conoscesse della vicenda. Ci chiediamo se veramente Barbero non fosse a conoscenza di nulla, dato che risulta essere tra i progettisti delle opere architettoniche insieme all’Arch. Cattanea, professionista firmatario della perizia di richiesta danni.
- Perché la Commissione Urbanistica del 6 aprile è stata convocata direttamente dal Presidente del Consiglio Luca Barbero anziché, come previsto dal Regolamento del Consiglio comunale, dal Presidente di Commissione Berti? Fatto, questo, insolito per la Commissione Urbanistica.
- I Consiglieri di maggioranza sono a conoscenza di questi fatti?
- Come mai la delibera che adesso il Comune di Pinerolo deve riapprovare non è stata inserita all’OdG del Consiglio Comunale del 13 aprile, nonostante il Consiglio di Stato ci imponga di rivotarla, e vi sia anche una diffida degli avvocati di parte a procedere in tal senso?
- Cosa pensa Luigi Pinchiaroglio di questa vicenda? La sua posizione, e quella di Luca Barbero, è compatibile con la Carta di Avviso Pubblico da lui pubblicamente firmata e sponsorizzata appena qualche settimana fa?
E’ chiaro che da questa vicenda traspare un conflitto di interessi grosso come una casa (anzi come un supermercato!), e che tale conflitto di interessi non gioca a favore del Comune, che ad oggi deve assolutamente evitare di incorrere nel pagamento dei quasi 5 milioni di euro richiesti di danni.
Nessuno fa una colpa al candidato Sindaco PD perché in passato ha lavorato come architetto per i più noti imprenditori Pinerolesi: tuttavia una persona che non ha nulla da nascondere non nasconde nulla, e di fronte ad un caso del genere quanto meno dovrebbe dichiarare pubblicamente la sua posizione (o la posizione avuta in passato) e astenersi da ogni decisione in merito, a tutela non tanto della sua credibilità come candidato Sindaco, ma piuttosto dell’Ente che in questo momento rappresenta. Tutto ciò purtroppo non è avvenuto, e, anzi, la delibera non viene neanche portata in Consiglio, su decisione della maggioranza stessa che se ne prende la responsabilità, forse proprio per evitare che tutta la vicenda venisse a galla prima delle elezioni.
Se questo è il R-INNOVAMENTO che ci aspetta, non ci salverà nessuna #ideaconcreta !
PS: quanto dichiarato è provato da documentazione in nostro possesso, dalle sentenze e dalle memorie di parte depositate in sede di giudizio. Ci assumiamo, pertanto, ogni responsabilità su quanto abbiamo scritto.
Movimento 5 Stelle Pinerolo

 La replica di Luca Barbero

Sul Blog del Movimento 5 Stelle di Pinerolo è stata pubblicata, nella giornata di domenica 1 maggio u.s., una lunga nota contenente delle indicazioni che riguardano i rapporti tra una società denominata Omega 2000 e la Città di Pinerolo; nella nota si chiama in causa anche la mia figura di Presidente del Consiglio Comunale e Candidato a Sindaco. La nota contiene alcune sono considerazioni iniziali e alcune domande. Alle considerazioni iniziali non aggiungo nulla perché sono l’elencazione di fatti e di documenti legati ai sopra richiamati rapporti tra Omega 2000 e Città di Pinerolo.
Alle domande che mi riguardano, dopo averci riflettuto sopra, ho deciso di rispondere.
Lo dico premettendo che, dopo questo passaggio, non sarò disponibile ulteriormente a scendere al bassissimo livello che il Movimento 5 Stelle sta cercando di portare la campagna elettorale. Il loro obiettivo è chiaro: tentare di nascondere debolezza politica utilizzando cercando di mettere in discussione l’etica degli altri candidati.
Ho deciso di rispondere ad alcune delle domande che mi sono state indirizzate perché il silenzio sarebbe letto come debolezza e soprattutto perché, a differenza di quanto affermato, non ho nulla da nascondere e non vi è nulla da nascondere. Una breve premessa: da Omega 2000 ho avuto più incarichi per seguire, come professionista, gli sviluppi dell’area in loro proprietà a partire dal novembre del 2007, più di 8 anni addietro. Da parecchi mesi non ho più alcun incarico professionale in essere con la stessa società avendovi formalmente rinunciato.
In questi 8 anni di mie attività professionali Omega 2000 non è riuscita ad addivenire all’obiettivo che si era proposto (comprando un’area che aveva una sua destinazione urbanistica ben stabilita), ovvero realizzare un fabbricato a destinazione in parte commerciale e in parte terziaria per una SUL complessiva di loro competenza pari a circa 3.000,00 mq, pari quindi all’incirca al capannone esistente dove era collocata la ex falegnameria Gelato di proprietà ora della stessa società Omega 2000. Questo “insuccesso” nonostante il PRGC e il Piano Particolareggiato individuassero, per questa parte di territorio, queste destinazioni d’uso da anni. Il non raggiungimento di alcuno degli obiettivi di Omega 2000 credo abbia molte e diverse ragioni.
Mi preme evidenziare come, in tutti i circa 8 anni di incarico non mi è mai capitato di promuovere o partecipare ad alcuna riunione (e ribadisco nemmeno una) in Comune per parlare di questo tema con funzionari o assessori anche in un periodo (sino al 2011) dove il sottoscritto non aveva ancora alcun ruolo amministrativo. Nell’affermazione di questo dato credo ci sia già una indicazione di come nel come ci sia il cosa. Il Movimento 5 Stelle costruisce quindi le domande spinto dalla volontà di farmi apparire come “ambiguo” e in “conflitto di interessi”. Respingo queste indicazioni perché infondate e di seguito proverò a spiegarne le ragioni. Ad alcune domande credo di poter rispondere; ad altre non rispondo perché indirizzate ad altri o perché non ho elementi per rispondere a ragion veduta.

PERCHÉ DI FRONTE AD UNA RICHIESTA DANNI DI QUASI 5 MILIONI DI EURO, L’INTERA VICENDA NON È MAI STATA RESA NOTA AI CONSIGLIERI COMUNALI?
Questa domanda credo debba essere fatta non al sottoscritto ma a chi ha amministrato l’Ente in questi anni. In relazione a tutta la vicenda, al Presidente del Consiglio Comunale è stato solo chiesto, ad inizio marzo del 2016, di portare all’attenzione del Consiglio Comunale la discussione di una Delibera.  A questa richiesta credo di essermi attivato per rispondere in tempi rapidi.
La notizia della richiesta dei danni (così anche come le diverse sentenze) mi sembra di poter dire però che sia sempre stata pubblica. Ne è testimonianza che alcuni i giornali locali ne abbiano, più volte, dato notizia negli ultimi anni.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO LUCA BARBERO, CHE FIGURA TRA I PROGETTISTI DELL’INTERVENTO, IN COMMISSIONE URBANISTICA NON HA FATTO TRAPELARE NULLA RIGUARDO LA SUA PRECEDENTE ATTIVITÀ, PONENDO ANZI DOMANDE ALL’AVVOCATO DEL COMUNE COME SE NULLA CONOSCESSE DELLA VICENDA. CI CHIEDIAMO SE VERAMENTE BARBERO NON FOSSE A CONOSCENZA DI NULLA, DATO CHE RISULTA ESSERE TRA I PROGETTISTI DELLE OPERE ARCHITETTONICHE INSIEME ALL’ARCH. CATTANEA, PROFESSIONISTA FIRMATARIO DELLA PERIZIA DI RICHIESTA DANNI.
Non capisco cosa avrei dovuto fare trapelare. La Commissione urbanistica non era convocata per esprimersi su un progetto firmato dal sottoscritto. Non era all’ordine del giorno e soprattutto non è mai stato presentato alcun progetto a firma del sottoscritto. L’incarico professionale per redigere il progetto preliminare non si è mai concretizzato e si è arrestato, nel 2013, ad una iniziale proposta che la propriètà ha deciso di non depositare ufficialmente a protocollo e che quindi non ha mai iniziato alcun iter amministrativo.
La Commissione Urbanistica era invece convocata in relazione alla sentenza del Consiglio di Stato del 28 gennaio 2016 che imponeva al Consiglio Comunale di deliberare in materia di applicazione o meno del comparto obbligatorio. Essendo un passaggio molto delicato per le ripercussioni che potrebbe avere sull’Ente ero e sono tuttora interessato (come tutti i consiglieri comunali) ad avere delle risposte e delle indicazioni dall’avv. Papa per capire quale potesse e dovesse essere la miglior posizione da tenere a favore e a tutela della Città di Pinerolo e del Consiglio Comunale che presiedo.
A differenza di quello che cercano di fare apparire i pentastellati non ho rapporti con la rappresentanza legale di Omega 2000 da parecchio tempo e da anni non ho più chiesto aggiornamenti o informazioni su quanto avessero deciso di fare in relazione al contenzioso in corso con la Città di Pinerolo, argomento, quest’ultimo, sul quale non mi sono interessato.

PERCHÉ LA COMMISSIONE URBANISTICA DEL 6 APRILE È STATA CONVOCATA DIRETTAMENTE DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO LUCA BARBERO ANZICHÉ, COME PREVISTO DAL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE, DAL PRESIDENTE DI COMMISSIONE BERTI? FATTO, QUESTO, INSOLITO PER LA COMMISSIONE URBANISTICA.
Perché il Presidente della Commissione Berti si trovava lontano da Pinerolo per alcuni giorni e quindi impossibilitato a firmare la convocazione; con il Sindaco e con il Dirigente si è convenuto, tutti insieme e informato il Presidente della Commissione Urbanistica stessa, che, data l’urgenza di portare la proposta di Deliberazione all’attenzione della  Commissione, per tutela della Città di Pinerolo e del Consiglio Comunale fossi io a convocare la Commissione Urbanistica. Era infatti necessario che la Commissione esaminasse la Delibera nei tempi dati in conseguenza della sentenza del Consiglio di Stato e in riferimento all’avvicinarsi del silenzio amministrativo dato dall’avere fissato la data delle elezioni il 5 giugno.

COME MAI LA DELIBERA CHE ADESSO IL COMUNE DI PINEROLO DEVE RIAPPROVARE NON È STATA INSERITA ALL’ODG DEL CONSIGLIO COMUNALE DEL 13 APRILE, NONOSTANTE IL CONSIGLIO DI STATO CI IMPONGA DI RIVOTARLA, E VI SIA ANCHE UNA DIFFIDA DEGLI AVVOCATI DI PARTE A PROCEDERE IN TAL SENSO?
La domanda mi stupisce parecchio. Mettere all’ordine del giorno del Consiglio Comunale del 13 aprile non era possibile perché la Delibera stessa non era ancora passata, come previsto dal Regolamento, in Commissione. Come detto sopra è stata portata all’attenzione della Commissione urbanistica il 14 aprile e avrebbe dovuto andare in Consiglio Comunale nella seduta del 19-20 aprile.
La domanda oltre che stupirmi dimostra come tutte le domande siano strumentali ad altro fine che l’essere informati.
La risposta del perché la Delibera non sia stata portata in Consiglio comunale la si ritrova ascoltando tutta la registrazione e nella lettura del verbale della Commissione dei capigruppo del 14 aprile. Alla seduta era presente anche il capogruppo Carignano che dovrebbe quindi esserne informato. La decisione di proporre alla Commissione di non mettere all’Odg la Delibera nella seduta del Consiglio comunale del 19-20 aprile è stata presa insieme all’avvocato Papa e al Sindaco perché si è convenuto che la richiesta fatta da Omega 2000, attraverso i loro legali, non contenesse tutte le indicazioni per consentire al Consiglio Comunale di esprimersi.
Mi preme ribadire con forza che, nella seduta della Commissione capigruppo del 14 aprile ho dato, per evitare la strumentalizzazione che invece si sta cercando di mettere in atto, la mia piena disponibilità a portare comunque nell’ultimo Consiglio comunale (quello del 19 e 20) la Delibera se i capigruppo l’avessero chiesto, anche solo come minoranza e non facendo prevalere quindi i voti portati dai singoli capigruppo. Nessuno dei capigruppo presenti (di maggioranza e di minoranza) ha reputato, per ragioni diverse, opportuno percorrere questa strada. Nessuno ha quindi chiesto che la Delibera venisse messa “a ogni costo” all’ordine del giorno.
Visto che anche questi sono atti ufficiali, consiglio a tutti di andarsi a rileggere il verbale della Commissione e ai pentastellati locali di mettere in rete la registrazione dei lavori della Commissione stessa. Chi afferma altro non dice il vero.
Chiudo con alcune altre riflessioni che riprendono una mia nota di alcuni giorni addietro.
Ho sempre sostenuto che il rapporto tra etica e politica è, per chi come il sottoscritto ha dato la disponibilità a fare il Sindaco, fondamentale e discriminante. Per queste ragioni ho sottoscritto il 30 aprile scorso il Codice Etico per gli Amministratori Locali di cui alla Carta di Pisa e alla Carta di Avviso Pubblico. Ho sottoscritto il Codice nella consapevolezza che l’etica vada però esercitata nei fatti e non solo nelle affermazioni di principi. Credo sia quindi opportuno aggiungere alcune ulteriori riflessioni.
Da 25 anni faccio politica, da 20 l’architetto. Ho sempre operato tenendo separati il ruolo politico-amministrativo da quello professionale e nessuno può affermare il contrario. Non sono a capo di alcun grande studio di progettazione. Lavoro, sostanzialmente da solo, condividendo gli spazi con altri liberi professionisti. Non ho, a differenza di altri, terreni da valorizzare e, ormai da tempo, ho dismesso da tempo gli unici incarichi di natura urbanistica che non riguardavano, tra l’altro, alcuna grande impresa di costruzione.Mi sento pertanto libero di prendere sempre, da Consigliere oggi e come Sindaco domani, le migliori decisioni a tutela dell’Ente.
Qualora diventassi Sindaco non eserciterò attività professionale in questo territorio. La nomina di Luigi Pinchiaroglio ad assessore alla programmazione territoriale credo sia inoltre un’ulteriore garanzia di indipendenza. Spinto dagli insegnamenti, dall’etica e dai valori, dalle idee e dagli ideali che mi hanno sempre accompagnato confermo che mettermi al servizio della Città, per amministrare bene e senza condizionamenti Pinerolo, è il mio obiettivo oggi e lo rimarrà anche domani da Sindaco.
Non ho intenzione di portare la campagna elettorale a un livello così basso. Ognuno utilizzi gli argomenti che vuole; il sottoscritto valuterà come rispondere per riportare i fatti alla realtà e soprattutto valuterà come tutelarsi nelle forme e nei modi più opportuni.
Buona giornata,
Luca Barbero